Acquate in festa per il 60° del gruppo Alpini. 'Pronto a ogni evenienza'
Alpini in festa quest'oggi ad Acquate, con l'intero rione che si è stretto attorno al gruppo Tenente Guido Orio rendendo questo 60° anniversario di fondazione un evento davvero di comunità. E come ogni ricorrenza che si rispetti, le celebrazioni sono iniziate rendendo onore, in delegazione, ai Caduti al Monumento della Madonna di Lourdes.

Dall'Oratorio ha poi preso avvio la sfilata che ha attraversato il quartiere, addobbato in Tricolore. Non prima dell'Alzabandiera, con le montagne a far da cornice. Un vero e proprio privilegio, come sottolineato, al momento dei discorsi, dal Presidente della Sezione ANA di Lecco. “In oratorio – ha detto rifacendosi all'incantevole balconata con vista – eravamo in mezzo ai nostri monti, nella nostra dimensione. Poche città hanno questo onore” .

“Emozione” il termine ripetuto così più volte da Emiliano Invenizzi, affiancato dal direttivo praticamente al completo per l'occasione. Emozione nel vedere un gruppo come quello di Acquate e un'intera comunità stretta alle penne nere. Emozione nell'avere, per la prima volta dall'inizio del suo mandato, il sindaco Filippo Boscagli ad una manifestazione alpina.

Proprio quest'ultimo, ricordando come i festeggiati siano persone di poche parole ma abituate a fare, come - ha aggiunto – dovrebbero essere anche i politici, ha invitato tutti a camminare insieme. E per farlo il gruppo gli ha donato lo zaino realizzato appositamente come ricordo di questo 60° di fondazione.

Un simbolo della tradizione alpina, come i due muli che hanno chiuso il corteo, impreziosito dalla presenza della Filamonica Giuseppe Verdi e del Coro Grigna, che si è esibito poi anche sul sagrato della parrocchiale, con le note risuonate così in tutto il rione prima dell'inizio della funzione religiosa presieduta dal parroco don Walter Magnoni.

“Il gruppo alpini di Acquate è sempre stato e sarà sempre pronto a ogni evenienza” ha assicurato al sindaco e ai tanti radunati in piazza per ascoltarlo il numero uno Davide Invernizzi, “accolto” dai soci e dai sostenitori riuniti al Bar Vitali con un tifo da stadio.

“Siamo una forza invisibile, al servizio della comunità” ha detto ancora il capogruppo circa le sue penne nere, rimarcando il valore dell'aggregazione e del lavorare insieme, con lo stesso spirito che sessant'anni fa portò i fondatori a istituire la compagine intitolata poi al Tenente Guido Orio, nato a Milano ma originario di Acquate, distintosi per valore e astuzia, perito sul Pasubio nel 1916 dopo aver ostinatamente difeso il fronte pur ormai rimasto con pochi soldati al seguito.

Impossibile non ricordare poi i capigruppo che in sei decenni si sono avvicendati, come la baita di Cavagiozzo, luogo del cuore per le penne nere acquatesi. Con una targa consegnata poi a Andrea e Graziano, figli di Stefano Corti, colonna del sodalizio, mancato lo scorso giugno.

“Trasmettere i valori della sana convivenza”, l'impegno ultimo, per Invernizzi, degli alpini con la sfilata aperta non a caso da una fila gioiosa di bambini con lo stemma dell'ANA sul petto. Il futuro che avanza, senza dimenticare quanto nonni e papà hanno appreso dai “veci”.

Dall'Oratorio ha poi preso avvio la sfilata che ha attraversato il quartiere, addobbato in Tricolore. Non prima dell'Alzabandiera, con le montagne a far da cornice. Un vero e proprio privilegio, come sottolineato, al momento dei discorsi, dal Presidente della Sezione ANA di Lecco. “In oratorio – ha detto rifacendosi all'incantevole balconata con vista – eravamo in mezzo ai nostri monti, nella nostra dimensione. Poche città hanno questo onore” .

“Emozione” il termine ripetuto così più volte da Emiliano Invenizzi, affiancato dal direttivo praticamente al completo per l'occasione. Emozione nel vedere un gruppo come quello di Acquate e un'intera comunità stretta alle penne nere. Emozione nell'avere, per la prima volta dall'inizio del suo mandato, il sindaco Filippo Boscagli ad una manifestazione alpina.

Proprio quest'ultimo, ricordando come i festeggiati siano persone di poche parole ma abituate a fare, come - ha aggiunto – dovrebbero essere anche i politici, ha invitato tutti a camminare insieme. E per farlo il gruppo gli ha donato lo zaino realizzato appositamente come ricordo di questo 60° di fondazione.

Un simbolo della tradizione alpina, come i due muli che hanno chiuso il corteo, impreziosito dalla presenza della Filamonica Giuseppe Verdi e del Coro Grigna, che si è esibito poi anche sul sagrato della parrocchiale, con le note risuonate così in tutto il rione prima dell'inizio della funzione religiosa presieduta dal parroco don Walter Magnoni.

“Il gruppo alpini di Acquate è sempre stato e sarà sempre pronto a ogni evenienza” ha assicurato al sindaco e ai tanti radunati in piazza per ascoltarlo il numero uno Davide Invernizzi, “accolto” dai soci e dai sostenitori riuniti al Bar Vitali con un tifo da stadio.

“Siamo una forza invisibile, al servizio della comunità” ha detto ancora il capogruppo circa le sue penne nere, rimarcando il valore dell'aggregazione e del lavorare insieme, con lo stesso spirito che sessant'anni fa portò i fondatori a istituire la compagine intitolata poi al Tenente Guido Orio, nato a Milano ma originario di Acquate, distintosi per valore e astuzia, perito sul Pasubio nel 1916 dopo aver ostinatamente difeso il fronte pur ormai rimasto con pochi soldati al seguito.

Impossibile non ricordare poi i capigruppo che in sei decenni si sono avvicendati, come la baita di Cavagiozzo, luogo del cuore per le penne nere acquatesi. Con una targa consegnata poi a Andrea e Graziano, figli di Stefano Corti, colonna del sodalizio, mancato lo scorso giugno.

“Trasmettere i valori della sana convivenza”, l'impegno ultimo, per Invernizzi, degli alpini con la sfilata aperta non a caso da una fila gioiosa di bambini con lo stemma dell'ANA sul petto. Il futuro che avanza, senza dimenticare quanto nonni e papà hanno appreso dai “veci”.
A.M.




















