Cortabbio: una scultura per l'80° degli Alpini, cerimonia ai Giardinetti

In occasione dell'80° anniversario del Gruppo di Penne Nere di Cortabbio, l'artista locale Lauro Baruffaldi ha ideato una scultura lignea su un ceppo di cedro: ha realizzato in un unico pezzo un cappello alpino su una base nella quale ha intagliato anche i libri di don Gnocchi, mentre la penna è stata aggiunta successivamente. 
L'opera costituisce il monumento che, in occasione della ricorrenza, è stato provvisoriamente collocato ai piedi dell'altare dei Giardinetti. 
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Numerosi i labari presenti alla cerimonia odierna, oltre al vessillo sezionale, al presidente dell'ANA di Lecco Emiliano Invernizzi e ai consiglieri. In apertura, sulle note eseguite dal Corpo Musicale Santa Cecilia di Cortabbio, hanno fatto il loro ingresso il vessillo della Sezione del capoluogo e il tricolore, per l'alzabandiera. Successivamente si è formato un corteo che ha raggiunto il cimitero locale per deporre un omaggio floreale in memoria di tutti gli Alpini defunti e, quindi, il monumento ai Caduti.
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Al rientro ai Giardinetti degli Alpini ha preso la parola il capogruppo Santi Acquistapace, che ha ringraziato tutti i presenti e, in particolare, i volontari del gruppo, protagonisti nell'organizzazione della manifestazione e delle numerose iniziative promosse durante l'anno. Il segretario del gruppo, Gelindo Manzoni, ha quindi ripercorso brevemente la storia del sodalizio, «fondato nel 1946 grazie al maggiore Mario Agostoni». 
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Nel dopoguerra, ha ricordato, vi fu un periodo di difficoltà e di disgregazione, superato grazie all'impegno di Giovanni Beri, alla guida delle Penne Nere per quasi mezzo secolo. «Dal 1966 il gruppo si è ricompattato, e da allora ogni anno si è celebrata regolarmente la festa, fino ad arrivare ai giorni nostri». Tra i momenti più significativi della storia del gruppo, Manzoni ha indicato il 2002, anno della costruzione della Baita degli Alpini di Cortabbio, «realizzata grazie all'impegno dei soci e dei volontari. Oggi registriamo un certo distacco dalla nostra associazione, ma chi continua a farne parte porta avanti i valori alpini, valori nei quali dobbiamo continuare a credere». 
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Il segretario ha poi ringraziato tutti i simpatizzanti «che danno una mano a portare avanti manifestazioni sempre più complesse, sia dal punto di vista burocratico sia da quello organizzativo, anche a causa del numero ridotto di volontari disponibili». In conclusione ha rivolto un ringraziamento al direttivo ANA di Lecco, all'Amministrazione comunale, a don Cesare Gerosa, che di lì a poco avrebbe celebrato la Messa, e al Corpo Musicale Santa Cecilia di Cortabbio. 
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Il sindaco Mauro Artusi ha ricordato quanto realizzato dal gruppo in occasione del 60° anniversario di fondazione, quando furono ripercorse tutte le opere compiute «fino ad arrivare alla casetta delle Penne Nere». Si è quindi interrogato sulle motivazioni che hanno spinto il sodalizio a realizzare tanto per la comunità, individuandole innanzitutto nella presenza di un numero maggiore di Alpini e nella capacità dei «veci» di trasmettere ai più giovani gli ideali dello stare insieme e dell'impegno a favore della propria comunità. Richiamando un passaggio del libretto celebrativo, Artusi ha citato le parole del maggiore Agostoni: «Sotto il gagliardetto tutti i cortabbiesi sapranno raggiungere traguardi luminosi fatti di opere di pace e di bene». Un obiettivo che, secondo il sindaco, è stato pienamente raggiunto, ma che non deve rappresentare un punto di arrivo: «Gli Alpini lavorano, fanno e disfano, poi ricostruiscono e continuano a operare». Una sfida che prosegue nel segno di ideali che «mettono al primo posto il noi invece dell'io», guardando soprattutto ai giovani, chiamati a vedere negli Alpini un esempio e una guida. 
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Artusi ha infine ricordato l'impegno della Sezione ANA di Lecco attraverso i campi scuola, definiti «un esempio straordinario nel quale si comprendono il senso delle istituzioni, del dovere, del sacrificio e del rispetto delle regole», concludendo con un sentito ringraziamento a tutti.
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Il presidente della Sezione ANA di Lecco Emiliano Invernizzi ha quindi portato il proprio saluto ai presenti, esprimendo la preoccupazione dell'Associazione Nazionale Alpini per il progressivo venir meno dei gruppi locali, pur all'interno di un'associazione solida e ben strutturata. Ha ribadito l'importanza di coinvolgere i giovani, sottolineando però che questo, da solo, non è sufficiente: «Sono le scuole che formano una nazione, sono le famiglie che formano una nazione, è la comunità».

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Ha quindi invitato tutti a operare insieme e si è detto felice di partecipare all'80° anniversario del Gruppo Alpini di Cortabbio, «per continuare a testimoniare il valore di cerimonie che non sono vuote, ma ricche di significato». Ha inoltre espresso apprezzamento per l'apertura della sfilata con la bandiera italiana portata da una rappresentanza di bambini di Cortabbio: «Questo è un buon auspicio».
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Per celebrare l'importante anniversario, il gruppo ha inoltre incaricato il CDD Le Grigne di Primaluna di realizzare un quadretto raffigurante, sullo sfondo delle montagne, un cappello alpino in trasparenza. Al termine della Messa celebrata da don Cesare Gerosa, il tradizionale rancio alpino, con polenta taragna, ha concluso la bella giornata di festa.
M.A.
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