Il bilancio del Lecco Film Fest 2026: 'grande salto della 7^ edizione'
Oltre 7.000 presenze totali di pubblico in 4 giorni, 29 eventi, 17 proiezioni, 40 tra ospiti e giornalisti, 3 percorsi formativi: sono i numeri della settima edizione del Lecco Film Fest, promosso da Confindustria Lecco e Sondrio e organizzato da Fondazione Ente dello Spettacolo, che si è conclusa domenica 5 luglio.
Un'edizione, quella dedicata al tema “Con tutte le sue creature” nell'ottavo centenario della morte di San Francesco, che segna un grande salto di qualità del festival: aumento del numero e della rilevanza degli ospiti del mondo del cinema e della cultura, più sedi per gli incontri del festival, aumento del numero degli spettatori.

Per quattro giorni le piazze e le sale della città sedi della manifestazione si sono riempite non di semplici spettatori, ma di persone in cerca di un'occasione per pensare e per confrontarsi con chi racconta il mondo per mestiere e vocazione: registi, attori, personalità della cultura nazionali e internazionali.

«Il consuntivo di questa settima edizione di Lecco Film Fest è assolutamente positivo. Un successo dal punto di vista dell’offerta artistica, che quest’anno è stata non solo notevole, ma ancora più ricca rispetto agli anni scorsi. Ed è stato un successo anche per la partecipazione e di questo siamo davvero felici. Come sempre l’edizione si è dipanata con incontri di altissimo livello, ma quest’anno è da sottolineare un’osmosi sempre più forte tra questa iniziativa e il territorio. E per Confindustria Lecco e Sondrio, che promuove questa iniziativa da sette anni, è l’unica cosa che conta. Vedere che l’iniziativa cresce e che il feeling con il nostro territorio cresce sempre di più è un aspetto fondamentale, perché siamo convinti che sia la qualità dello sguardo a permettere a una comunità di crescere e svilupparsi in modo armonico ed è questa la ragione principale che ci ha spinti a promuovere Lecco Film Fest» è il bilancio di Marco Campanari, presidente di Confindustria Lecco e Sondrio.

Mons. Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo e direttore artistico del Lecco Film Fest, guarda già avanti: «Cala il sipario sulla settima edizione del Lecco Film Fest. Conosciamo tutti quel sentimento che proviamo al cinema, quando termina un film che ci ha coinvolto emozionandoci: l'ultima scena finisce, sullo schermo scende il buio. Non vorremmo uscire dalla sala, non vorremmo lasciare la magia della visione. Eppure è proprio quello il momento di verità. Perché si apre il tempo in cui quell’opera ci provoca, ci chiama a portare nella vita le domande, le speranze, i sogni che quell'esperienza ci ha consegnato. Lo schermo si spegne: comincia la vita, illuminata da uno sguardo nuovo. Che la malinconia di questi giorni diventi allora provocazione feconda, capace di accompagnarci oltre la sala, dentro le nostre giornate. Gli attori, i registi, le personalità della cultura che ogni anno tornano al Lecco Film Fest ce lo confermano: l'unicità di questo festival non sta nei numeri, ma nello stile dell’accoglienza. I protagonisti di questa edizione con generosità ci hanno regalato incontri di qualità. Il principale criterio con cui misuriamo questa edizione resta la risposta del pubblico. E qui il dato è ancora più eloquente: sono aumentati gli appuntamenti, le piazze e le sale dove il festival ha vissuto hanno visto crescere il numero di spettatori ad ogni incontro. Vedere così tante persone partecipare con interesse e passione dimostra l’ottimo lavoro compiuto dai volontari, dal team del festival, da tutta Fondazione Ente dello Spettacolo, da Confindustria Lecco Sondrio. Grazie a tutti. Il festival finisce. La vita, ora, cominci. Arrivederci al prossimo anno».
Il salto di qualità si è misurato fin dall'apertura: la cerimonia di inaugurazione è stata un vero e proprio evento, ospitato nel prestigioso Teatro della Società, che ha accolto anche il pubblico della serata di chiusura, con l'omaggio a Stéphane Brizé e la cerimonia finale di Nuovi Talenti Lab.

In mezzo, un programma cinematografico consistente e stimolante con le proiezioni ad ogni ora del giorno al Cinema Nuovo Aquilone – dagli episodi della serie Portobello di Marco Bellocchio a Rosso Volante, L'ottavo giorno, Agnus Dei, La bolla delle acque matte e Quasi Grazia – mentre il calendario pomeridiano di Piazza XX Settembre è stato un susseguirsi di incontri con attori, registi, scrittori e persone con storie da raccontare: Giorgio Pasotti, Alba Rohrwacher, Aurora Giovinazzo, Olivia Musini, Gianni Riotta, Elisa Anzaldo, Luciano Fontana, Daniele Bellasio, Francesca Fialdini, Benedetta Cimatti, i genitori di Sammy Basso, Francesco Patierno e Marco Galbiati, Simona Ventura e Giovanni Terzi.

Segno distintivo dello sguardo femminile del festival, il Premio Lucia – intitolato alla protagonista del romanzo manzoniano – è stato consegnato quest’anno a tre protagoniste del cinema italiano. All’attrice Alba Rohrwacher, premiata «perché ha saputo, film dopo film, recitare la parte più difficile, quella della verità»; alla produttrice Olivia Musini, che ha ricevuto il riconoscimento dalle mani del presidente di Confindustria Lecco e Sondrio Marco Campanari; e alla regista Anna Di Francisca, premiata al Cinema Nuovo Aquilone dopo la proiezione del suo La bolla delle acque matte.

È stata anche l'edizione in cui il Lecco Film Fest è uscito dal perimetro fisico della città. La mattina del 2 luglio, all'Hotel Promessi Sposi di Malgrate, istituzioni e operatori si sono confrontati su cultura, cinema, turismo e territorio. Al Lido di Varenna, la proiezione di Metropolis sonorizzata da Davide “Boosta” Dileo ha portato oltre 200 persone a riscoprire, a quasi un secolo di distanza, il capolavoro di Fritz Lang.
Il tema di quest’anno – Con tutte le sue creature – è stato trattato oltre che dall’opera manifesto di Velasco Vitali, nella cerimonia di inaugurazione con la riflessione con differenti linguaggi sulla figura di San Francesco, al Cenacolo Francescano con la proiezione di Francesco Giullare di Dio di Roberto Rossellini.
La sera, come tradizione gli incontri e le proiezioni in Piazza Garibaldi: dalla presentazione della serie Portobello con Lino Musella e Fausto Russo Alesi a Don Chisciotte con Alessio Boni, fino alla serata con Pif per …che Dio perdona a tutti!, in cui ad essere esauriti erano anche i posti in piedi.

Con l'omaggio a Stéphane Brizé e la presenza per tutta la durata dell’iniziativa del grande maestro del cinema francese, il festival ha compiuto anche un passo di internazionalizzazione, con un approccio serio e approfondito alla sua filmografia: le proiezioni della trilogia sul lavoro, la sua masterclass, gli incontri con il pubblico e i dialoghi con gli altri attori e registi.
Una presenza culminata con il riconoscimento a lui attribuito dal Sindaco della Città di Lecco Filippo Boscagli nella serata finale.

Accanto al programma, i tre percorsi formativi che raccontano la vocazione del festival per le nuove generazioni: Opera Prima, il corso di scrittura per il cinema rivolto agli studenti delle scuole superiori in collaborazione con l'Istituto G. Toniolo; Nuovi Talenti Lab, il percorso di alta formazione per registe e registi under 35 sostenuto dal MiC e da SIAE nell'ambito del programma “Per Chi Crea”; Sguardi in Formazione, il progetto di promozione culturale ed educativa rivolto ai giovani tra i 15 e i 35 anni.

L'edizione 2026 conferma il percorso di crescita del Lecco Film Fest: una manifestazione sempre più capace di attrarre protagonisti del cinema e della cultura internazionale e di inserirsi con autorevolezza nel dibattito contemporaneo con un dialogo sempre più profondo con la Città e il territorio.
Un traguardo che non rappresenta un punto d'arrivo, ma la naturale evoluzione di un progetto che continua a trovare la propria forza nella comunità che lo sostiene: istituzioni, imprese, volontari, pubblico, altre realtà culturali. Il Lecco Film Fest crescerà ancora solo insieme al suo territorio.
L'appuntamento con l'ottava edizione del Lecco Film Fest è al 2027.
Un'edizione, quella dedicata al tema “Con tutte le sue creature” nell'ottavo centenario della morte di San Francesco, che segna un grande salto di qualità del festival: aumento del numero e della rilevanza degli ospiti del mondo del cinema e della cultura, più sedi per gli incontri del festival, aumento del numero degli spettatori.

Per quattro giorni le piazze e le sale della città sedi della manifestazione si sono riempite non di semplici spettatori, ma di persone in cerca di un'occasione per pensare e per confrontarsi con chi racconta il mondo per mestiere e vocazione: registi, attori, personalità della cultura nazionali e internazionali.

«Il consuntivo di questa settima edizione di Lecco Film Fest è assolutamente positivo. Un successo dal punto di vista dell’offerta artistica, che quest’anno è stata non solo notevole, ma ancora più ricca rispetto agli anni scorsi. Ed è stato un successo anche per la partecipazione e di questo siamo davvero felici. Come sempre l’edizione si è dipanata con incontri di altissimo livello, ma quest’anno è da sottolineare un’osmosi sempre più forte tra questa iniziativa e il territorio. E per Confindustria Lecco e Sondrio, che promuove questa iniziativa da sette anni, è l’unica cosa che conta. Vedere che l’iniziativa cresce e che il feeling con il nostro territorio cresce sempre di più è un aspetto fondamentale, perché siamo convinti che sia la qualità dello sguardo a permettere a una comunità di crescere e svilupparsi in modo armonico ed è questa la ragione principale che ci ha spinti a promuovere Lecco Film Fest» è il bilancio di Marco Campanari, presidente di Confindustria Lecco e Sondrio.

Mons. Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo e direttore artistico del Lecco Film Fest, guarda già avanti: «Cala il sipario sulla settima edizione del Lecco Film Fest. Conosciamo tutti quel sentimento che proviamo al cinema, quando termina un film che ci ha coinvolto emozionandoci: l'ultima scena finisce, sullo schermo scende il buio. Non vorremmo uscire dalla sala, non vorremmo lasciare la magia della visione. Eppure è proprio quello il momento di verità. Perché si apre il tempo in cui quell’opera ci provoca, ci chiama a portare nella vita le domande, le speranze, i sogni che quell'esperienza ci ha consegnato. Lo schermo si spegne: comincia la vita, illuminata da uno sguardo nuovo. Che la malinconia di questi giorni diventi allora provocazione feconda, capace di accompagnarci oltre la sala, dentro le nostre giornate. Gli attori, i registi, le personalità della cultura che ogni anno tornano al Lecco Film Fest ce lo confermano: l'unicità di questo festival non sta nei numeri, ma nello stile dell’accoglienza. I protagonisti di questa edizione con generosità ci hanno regalato incontri di qualità. Il principale criterio con cui misuriamo questa edizione resta la risposta del pubblico. E qui il dato è ancora più eloquente: sono aumentati gli appuntamenti, le piazze e le sale dove il festival ha vissuto hanno visto crescere il numero di spettatori ad ogni incontro. Vedere così tante persone partecipare con interesse e passione dimostra l’ottimo lavoro compiuto dai volontari, dal team del festival, da tutta Fondazione Ente dello Spettacolo, da Confindustria Lecco Sondrio. Grazie a tutti. Il festival finisce. La vita, ora, cominci. Arrivederci al prossimo anno».

In mezzo, un programma cinematografico consistente e stimolante con le proiezioni ad ogni ora del giorno al Cinema Nuovo Aquilone – dagli episodi della serie Portobello di Marco Bellocchio a Rosso Volante, L'ottavo giorno, Agnus Dei, La bolla delle acque matte e Quasi Grazia – mentre il calendario pomeridiano di Piazza XX Settembre è stato un susseguirsi di incontri con attori, registi, scrittori e persone con storie da raccontare: Giorgio Pasotti, Alba Rohrwacher, Aurora Giovinazzo, Olivia Musini, Gianni Riotta, Elisa Anzaldo, Luciano Fontana, Daniele Bellasio, Francesca Fialdini, Benedetta Cimatti, i genitori di Sammy Basso, Francesco Patierno e Marco Galbiati, Simona Ventura e Giovanni Terzi.

Segno distintivo dello sguardo femminile del festival, il Premio Lucia – intitolato alla protagonista del romanzo manzoniano – è stato consegnato quest’anno a tre protagoniste del cinema italiano. All’attrice Alba Rohrwacher, premiata «perché ha saputo, film dopo film, recitare la parte più difficile, quella della verità»; alla produttrice Olivia Musini, che ha ricevuto il riconoscimento dalle mani del presidente di Confindustria Lecco e Sondrio Marco Campanari; e alla regista Anna Di Francisca, premiata al Cinema Nuovo Aquilone dopo la proiezione del suo La bolla delle acque matte.

È stata anche l'edizione in cui il Lecco Film Fest è uscito dal perimetro fisico della città. La mattina del 2 luglio, all'Hotel Promessi Sposi di Malgrate, istituzioni e operatori si sono confrontati su cultura, cinema, turismo e territorio. Al Lido di Varenna, la proiezione di Metropolis sonorizzata da Davide “Boosta” Dileo ha portato oltre 200 persone a riscoprire, a quasi un secolo di distanza, il capolavoro di Fritz Lang.

La sera, come tradizione gli incontri e le proiezioni in Piazza Garibaldi: dalla presentazione della serie Portobello con Lino Musella e Fausto Russo Alesi a Don Chisciotte con Alessio Boni, fino alla serata con Pif per …che Dio perdona a tutti!, in cui ad essere esauriti erano anche i posti in piedi.

Con l'omaggio a Stéphane Brizé e la presenza per tutta la durata dell’iniziativa del grande maestro del cinema francese, il festival ha compiuto anche un passo di internazionalizzazione, con un approccio serio e approfondito alla sua filmografia: le proiezioni della trilogia sul lavoro, la sua masterclass, gli incontri con il pubblico e i dialoghi con gli altri attori e registi.
Una presenza culminata con il riconoscimento a lui attribuito dal Sindaco della Città di Lecco Filippo Boscagli nella serata finale.

Accanto al programma, i tre percorsi formativi che raccontano la vocazione del festival per le nuove generazioni: Opera Prima, il corso di scrittura per il cinema rivolto agli studenti delle scuole superiori in collaborazione con l'Istituto G. Toniolo; Nuovi Talenti Lab, il percorso di alta formazione per registe e registi under 35 sostenuto dal MiC e da SIAE nell'ambito del programma “Per Chi Crea”; Sguardi in Formazione, il progetto di promozione culturale ed educativa rivolto ai giovani tra i 15 e i 35 anni.

L'edizione 2026 conferma il percorso di crescita del Lecco Film Fest: una manifestazione sempre più capace di attrarre protagonisti del cinema e della cultura internazionale e di inserirsi con autorevolezza nel dibattito contemporaneo con un dialogo sempre più profondo con la Città e il territorio.
Un traguardo che non rappresenta un punto d'arrivo, ma la naturale evoluzione di un progetto che continua a trovare la propria forza nella comunità che lo sostiene: istituzioni, imprese, volontari, pubblico, altre realtà culturali. Il Lecco Film Fest crescerà ancora solo insieme al suo territorio.
L'appuntamento con l'ottava edizione del Lecco Film Fest è al 2027.




















