De Amicis: sapevano e hanno taciuto
Cinque mesi di silenzio elettorale, mentre 500 studenti e alunni pensavano di sapere dove avrebbero fatto lezione a settembre.
Ora c'è nero su bianco, ed è la ditta incaricata dei lavori a scriverlo, non un comitato di cittadini rompiscatole: i lavori alla De Amicis erano in ritardo da mesi, e il Comune lo sapeva. La Ditta Neocos lo mette a verbale in una lettera che non lascia spazio a interpretazioni - la sollecitazione per l'allaccio al teleriscaldamento comunale parte da gennaio 2026. Gennaio. Le elezioni erano a giugno.
Nel mezzo, cinque mesi in cui l'amministrazione Gattinoni aveva tutte le informazioni per dire ai cittadini: siamo in ritardo, la scuola non riaprirà nei tempi previsti.
NON lo ha detto ai genitori dei bimbi della primaria De Amicis (circa 94 alunni) e dell'infanzia Damiano Chiesa (circa 40 bimbi), costretti a scoprirlo a ridosso dell'estate invece che pianificare per tempo. Alunni e indirettamente famiglie che nei moduli prefabbricati ci stan già da ormai due anni.
NON lo ha detto, con ogni probabilità, all'amministrazione provinciale, che di quel cronoprogramma aveva bisogno per gestire il trasferimento appunto dei 350 studenti del Bertacchi verso i container di via Castagnera.
NON lo ha detto alla città
IL PUNTO (va spiegato anche alla consigliera già Asessora Sacchi) non è il ritardo in sé. I cantieri slittano, capita, (a Lecco un po' troppo) e la ditta fa valere le sue ragioni tecniche. Ma è la politica: Sindaco, Giunta, Assessora appunto, dov'erano? Distratti? A fare video? - IL PUNTO è che tacere questa informazione durante la campagna elettorale non serviva a risolvere il problema della Città: serviva a rinviare il problema politico di chi amministrava. Un identico schema, applicato quasi in serie: il Teatro della Società, i passi per aprire la seconda stecca alla Piccola, la piattaforma a lago, prima ancora l'Ostello e persino Bonacina - dove i rinvii erano iniziati ben prima dell'incendio che ha reso tutto tragicamente urgente ma erano stati tenuti nascosti il più possibile. Sempre lo stesso riflesso: non comunicare finché il conto elettorale non è chiuso. E qui sta l'ironia amara di tutta la vicenda: quel silenzio non ha nemmeno prodotto il risultato per cui era stato pensato. Gattinoni ha perso comunque. Cosa resta, allora, di quei cinque mesi di reticenza? Resta che, se avessero vinto, il problema sarebbe emerso identico, con la sola differenza che a quel punto sarebbe toccato a loro gestirlo da vincitori, ma con più margine politico per scaricare le colpe sull'appaltatore o sui (tempi) tecnici. Come fanno ora, per la De Amicis, e han fatto per il Teatro, per l'Ostello, per la Piattaforma a lago... Hanno scommesso sulla propria rielezione usando come posta il diritto dei cittadini a sapere. Hanno perso la scommessa, ma il costo - la mancata trasparenza - resta comunque a carico della città, non loro. Non è un dettaglio amministrativo. È la cifra di un metodo: l'interesse particolare di una classe politica amministrativa anteposto, all'interesse informativo della collettività. La nuova giunta Boscagli farebbe bene a prendere nota - non per fare polemica retroattiva, ma per non ripetere l'errore quando, inevitabilmente, arriverà il primo cantiere in difficoltà o il primo problema anche sotto la propria gestione.
Ora c'è nero su bianco, ed è la ditta incaricata dei lavori a scriverlo, non un comitato di cittadini rompiscatole: i lavori alla De Amicis erano in ritardo da mesi, e il Comune lo sapeva. La Ditta Neocos lo mette a verbale in una lettera che non lascia spazio a interpretazioni - la sollecitazione per l'allaccio al teleriscaldamento comunale parte da gennaio 2026. Gennaio. Le elezioni erano a giugno.
Nel mezzo, cinque mesi in cui l'amministrazione Gattinoni aveva tutte le informazioni per dire ai cittadini: siamo in ritardo, la scuola non riaprirà nei tempi previsti.
NON lo ha detto ai genitori dei bimbi della primaria De Amicis (circa 94 alunni) e dell'infanzia Damiano Chiesa (circa 40 bimbi), costretti a scoprirlo a ridosso dell'estate invece che pianificare per tempo. Alunni e indirettamente famiglie che nei moduli prefabbricati ci stan già da ormai due anni.
NON lo ha detto, con ogni probabilità, all'amministrazione provinciale, che di quel cronoprogramma aveva bisogno per gestire il trasferimento appunto dei 350 studenti del Bertacchi verso i container di via Castagnera.
NON lo ha detto alla città
IL PUNTO (va spiegato anche alla consigliera già Asessora Sacchi) non è il ritardo in sé. I cantieri slittano, capita, (a Lecco un po' troppo) e la ditta fa valere le sue ragioni tecniche. Ma è la politica: Sindaco, Giunta, Assessora appunto, dov'erano? Distratti? A fare video? - IL PUNTO è che tacere questa informazione durante la campagna elettorale non serviva a risolvere il problema della Città: serviva a rinviare il problema politico di chi amministrava. Un identico schema, applicato quasi in serie: il Teatro della Società, i passi per aprire la seconda stecca alla Piccola, la piattaforma a lago, prima ancora l'Ostello e persino Bonacina - dove i rinvii erano iniziati ben prima dell'incendio che ha reso tutto tragicamente urgente ma erano stati tenuti nascosti il più possibile. Sempre lo stesso riflesso: non comunicare finché il conto elettorale non è chiuso. E qui sta l'ironia amara di tutta la vicenda: quel silenzio non ha nemmeno prodotto il risultato per cui era stato pensato. Gattinoni ha perso comunque. Cosa resta, allora, di quei cinque mesi di reticenza? Resta che, se avessero vinto, il problema sarebbe emerso identico, con la sola differenza che a quel punto sarebbe toccato a loro gestirlo da vincitori, ma con più margine politico per scaricare le colpe sull'appaltatore o sui (tempi) tecnici. Come fanno ora, per la De Amicis, e han fatto per il Teatro, per l'Ostello, per la Piattaforma a lago... Hanno scommesso sulla propria rielezione usando come posta il diritto dei cittadini a sapere. Hanno perso la scommessa, ma il costo - la mancata trasparenza - resta comunque a carico della città, non loro. Non è un dettaglio amministrativo. È la cifra di un metodo: l'interesse particolare di una classe politica amministrativa anteposto, all'interesse informativo della collettività. La nuova giunta Boscagli farebbe bene a prendere nota - non per fare polemica retroattiva, ma per non ripetere l'errore quando, inevitabilmente, arriverà il primo cantiere in difficoltà o il primo problema anche sotto la propria gestione.
Paolo Trezzi




















