Si è spento l'attaccante bluceleste Beniamino Di Giacomo. Aveva 90 anni

Si è spento all'età di novant'anni Beniamino Di Giacomo, attaccante bluceleste nella stagione di A 1961/62. Nato a Porto Recanati, cominciò il suo percorso calcistico nella formazione anconetana del Castelfidardo, prima di passare alla Spal e poi al Napoli, in cui militò dal 1957 al 1961.  Conclusa l'esperienza partenopea, approdò al Lecco nell'estate del 1961 per rafforzare una squadra reduce da una sofferta salvezza, ottenuta al termine degli spareggi contro Bari e Udinese sul neutro di Bologna. Il giocatore marchigiano sostituì Glauco Gilardoni (protagonista della storica vittoria sull'Inter), che nel frattempo era passato al Napoli dell'armatore Achille Lauro. Con Di Giacomo arrivò a Lecco, in quella seconda annata di A, anche il nazionale svedese Bengt Lindskog, proveniente dall'Inter. L'obiettivo dichiarato alla vigilia dal club del presidentissimo Ceppi era una tranquilla salvezza, ma non andò così: complice anche una buona dose di malasorte, il Lecco retrocesse in Serie B. 
Di Giacomo esordì il 27 agosto 1961 al Rigamonti (0-0) e segnò la prima rete con la casacca bluceleste il turno successivo, sempre in casa ( 2-2 contro il Bologna), ripetendosi la settimana dopo a Torino contro la Juventus (2-2). Alla fine del campionato riuscì a mettere a segno ben 14 reti, colpendo per giunta anche 17 pali. Nonostante la retrocessione, l'attaccante marchigiano - piccolo, scattante e con il fiuto del gol -  espresse tutto il suo potenziale, tanto che nella stagione successiva, dopo una breve parentesi al Torino, passò alla Grande Inter di Helenio Herrera con la quale vinse la Coppa dei Campioni nel 1964 e lo scudetto 1962/63, firmando 11 gol in 24 gare. Nell'estate 1964 si trasferì al Mantova, diventando uno dei fari dei virgiliani. Tra l'altro, con la maglia biancorossa giocò un brutto scherzo alla sua ex squadra nell'ultima giornata del torneo 1966/67: un suo gol, infatti, costò lo scudetto all'Inter, superata sul fil di lana dalla Juventus, che conquistò così il tredicesimo titolo tricolore della sua storia. Di Giacomo vestì in tre occasioni la maglia azzurra: una con la nazionale maggiore nel 1964 (a Bologna contro la Danimarca), una con la rappresentativa B e una con la selezione Under 21. Intraprese poi la carriera di allenatore, guidando, tra le altre, Civitanovese, Jesina, Fano, Ternana e Teramo.   
Con Di Giacomo scompare un rappresentante del calcio romantico anni Sessanta, quando i calciatori non erano solo idoli degli stadi, ma anche persone semplici e genuine che si immergevano nella folla, condividendo la passione con i tifosi.     
R.F.
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