ETS, Campanari: necessaria una profonda revisione del meccanismo
Con una dichiarazione congiunta, Confindustria e le associazioni industriali di Francia e Germania hanno chiesto alla Presidente della Commissione europea una profonda revisione del meccanismo ETS, affinché le regole del mercato europeo della CO2 siano rese maggiormente aderenti alla realtà dell'industria, tenendo conto di tecnologie disponibili, costi, infrastrutture e concorrenza internazionale.

«Il meccanismo ETS rientra in quel pesante ed invasivo sistema di sovrastrutture regolatorie che la Commissione Europea, inefficiente su molti fronti ma efficientissima nel produrre una marea di normative bizzarre, ha costruito negli anni recenti, sovrastrutture che condizionano pesantemente il mondo dell’industria europea ed italiana in particolare - evidenzia il Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio Marco Campanari, che è anche Coordinatore del Gruppo di lavoro Better Regulation e Semplificazione Normativa istituito nell’ambito del Gruppo Tecnico Europa di Confindustria nazionale. «Un meccanismo, quello dell’ETS - prosegue il Presidente Campanari - che in linea generale, stante i danni che sta producendo, andrebbe immediatamente sospeso sine die, e che come minimo va almeno rapidamente ridimensionato e semplificato, con un semplice principio a fare da guida: coniugare l’attenzione alle politiche climatiche con la salvaguardia dell’industria europea che, ricordo (seppur pare paradossale doverlo ricordare), garantisce il benessere delle nostre comunità».
«L’Unione Europea ha già dato più volte dimostrazione di saper creare impalcature che mettono a rischio intere filiere industriali, ed il Green Deal ne è una prova lampante: una politica industriale incompatibile con la realtà manifatturiera europea, estrema, ideologica e dannosa, incapace di ottenere i risultati prefissati ma -nel contempo- capace di produrre enormi danni sociali - evidenzia ancora il Presidente Campanari. L’ETS, per giunta, incide sensibilmente perfino sul prezzo dell’energia elettrica, penalizzando proprio chi ha investito nella decarbonizzazione. A maggior ragione in un momento nel quale non mancano le tensioni geopolitiche, ed i costi energetici si confermano come un grande ostacolo alla competitività delle nostre imprese, l’opportunità di intervenire in modo deciso con modifiche di questo meccanismo non può rischiare di diventare un’occasione persa. Confidiamo quindi che l’appello congiunto di Confindustria, BDI e Medef, che è il risultato della tenacia con cui Confindustria ed il Governo italiano hanno portato avanti in questi anni questa battaglia di buonsenso, venga recepito senza ritardi, come un ultimo suono della campana prima che sia irrimediabilmente troppo tardi».

«Il meccanismo ETS rientra in quel pesante ed invasivo sistema di sovrastrutture regolatorie che la Commissione Europea, inefficiente su molti fronti ma efficientissima nel produrre una marea di normative bizzarre, ha costruito negli anni recenti, sovrastrutture che condizionano pesantemente il mondo dell’industria europea ed italiana in particolare - evidenzia il Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio Marco Campanari, che è anche Coordinatore del Gruppo di lavoro Better Regulation e Semplificazione Normativa istituito nell’ambito del Gruppo Tecnico Europa di Confindustria nazionale. «Un meccanismo, quello dell’ETS - prosegue il Presidente Campanari - che in linea generale, stante i danni che sta producendo, andrebbe immediatamente sospeso sine die, e che come minimo va almeno rapidamente ridimensionato e semplificato, con un semplice principio a fare da guida: coniugare l’attenzione alle politiche climatiche con la salvaguardia dell’industria europea che, ricordo (seppur pare paradossale doverlo ricordare), garantisce il benessere delle nostre comunità».
«L’Unione Europea ha già dato più volte dimostrazione di saper creare impalcature che mettono a rischio intere filiere industriali, ed il Green Deal ne è una prova lampante: una politica industriale incompatibile con la realtà manifatturiera europea, estrema, ideologica e dannosa, incapace di ottenere i risultati prefissati ma -nel contempo- capace di produrre enormi danni sociali - evidenzia ancora il Presidente Campanari. L’ETS, per giunta, incide sensibilmente perfino sul prezzo dell’energia elettrica, penalizzando proprio chi ha investito nella decarbonizzazione. A maggior ragione in un momento nel quale non mancano le tensioni geopolitiche, ed i costi energetici si confermano come un grande ostacolo alla competitività delle nostre imprese, l’opportunità di intervenire in modo deciso con modifiche di questo meccanismo non può rischiare di diventare un’occasione persa. Confidiamo quindi che l’appello congiunto di Confindustria, BDI e Medef, che è il risultato della tenacia con cui Confindustria ed il Governo italiano hanno portato avanti in questi anni questa battaglia di buonsenso, venga recepito senza ritardi, come un ultimo suono della campana prima che sia irrimediabilmente troppo tardi».




















