I gioielli donati dagli zar in mostra a villa Ponchielli

Quando, nel mese di ottobre prossimo, Villa Ponchielli di Maggianico aprirà ancora le porte, i visitatori potranno ammirare quelli che lo storico Francesco D’Alessio dell’associazione Bovara definisce «gli ori dei Romanov» e cioè la dinastia che ha espresso gli zar russi per tre secoli, dalla fine del Cinquecento fino alla Rivoluzione d’Ottobre del 1917.
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Amilcare Ponchielli

I gioielli che saranno esposti sono quanto rimane del cofanetto che lo zar Alessandro III (1845-1894) aveva regalato al musicista Amilcare Ponchielli e alla moglie Teresina Brambilla in occasione di una visita in Russia. Pare che lo zar fosse un appassionato delle musiche del compositore italiano.
Parte di quei gioielli vennero venduti attorno al 1880 dagli stessi coniugi Ponchielli proprio per la costruzione della villa di Maggianico, un’altra parte è andata dispersa sembra per via dei maneggi dell’amministratore dell’eredità, alla morte di Teresina nel 1921 (il marito Amilcare era già deceduto nel 1886). Quanto rimasto è stato trasmesso agli eredi ed è ancora conservato dai discendenti che appunto li presteranno per la singolare mostra.
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La villa Ponchielli, con l’adiacente villa Gomes, ricorda la stagione della scapigliatura milanese quando lo scrittore lecchese Antonio Ghislanzoni richiamava a Maggianico musicisti, letterati e pittori che facevano bisboccia più che cenacolo al celebre albergo del Davide, ormai scomparso. A quanto pare, tra l’altro, proprio il Davide dell’albergo ebbe un ruolo non secondario nel convincere il compositore a costruire la villa. Più o meno nello stesso periodo, il brasiliano Carlos Gomes fece altrettanto. L’uno e l’altro non si godettero a lungo le loro dimore di delizia: come detto, Ponchielli morì nel 1886, mentre Gomes fu costretto a vendere la propria l’anno seguente per far fronte a un crollo finanziario.
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Teresina Brambilla

Morta Teresina Brambilla, nel 1930 la villa divenne di proprietà della famiglia Gerosa Crotta che la mantenne fino al 1991, quando a 92 anni morì l’ultima esponente, Maria Gerosa Crotta, che la lasciò in eredità agli Istituti Airoldi-Muzzi, la storica casa di riposo della città. Da allora, però, iniziò un periodo buio per la villa. Il complesso – la casa e il parco circostante – venne acquisito dal Comune, ma ancora oggi non è stato scritto quale sarà il suo futuro. Come per tutti gli edifici abbandonati, è quindi cominciato il degrado, mentre in municipio si è ipotizzato e scartato più di un progetto di riutilizzo. 
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Da circa un anno, la villa è tornata all’attenzione della città. Grazie proprio all’associazione Bovara, ma anche a un’altra serie di sodalizi, che si sono coalizzati, hanno rimesso in ordine il parco con la sua suggestiva fontana e hanno cominciato a organizzare giornate a porte aperte. Lo scorso anno, si ricorderà, l’obiettivo era di raccogliere i 12mila euro necessari per il restauro dell’Adorazione dei pastori conservata nella cappella battesimale della parrocchiale di Maggianico, cappella nella quale venne battezzata Amilcarina Gioconda, la terzogenita figlia del compositore che non fece in tempo ad assistere alla nascita.
D.C.
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