Il Soccorso Alpino si 'specializza' al Pizzo d’Eghen
Un contesto di storia e vie ad alta difficoltà quello scelto venerdì dalla XIX Delegazione Lariana del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico per l'ultima giornata del corso di specializzazione in parete. Il Pizzo d’Eghen, nel Parco della Grigna Settentrionale, è tra le pareti rocciose più alte e di difficile accesso di tutto il Lecchese. In zona ci sono itinerari di arrampicata di elevata difficoltà, tracciati negli anni ma che sono tornati a essere attrattivi anche per i giovani alpinisti che desiderano mettersi alla prova.
La formazione del Soccorso alpino ha avuto l'obiettivo di approfondire tecniche specifiche, necessarie per effettuare interventi complessi in parete, con l’elicottero o senza, e di conoscere nel dettaglio le pareti del territorio. La giornata è cominciata presto, con il ritrovo a Cortenova fra tecnici e istruttori CNSAS (tre istruttori tecnici regionali, uno nazionale, un aspirante istruttore).
Le indicazioni operative per il simulato di soccorso in parete prevedevano un soccorso dall'alto a una cordata di due persone, cadute e ferite sulla via Siddharta. I tecnici che nei mesi scorsi avevano seguito altre giornate formative sugli stessi temi hanno organizzato i materiali, elaborato la strategia e definito i ruoli all'interno della squadra. In seguito, un elicottero di EliOssola ha sbarcato tutti in hovering (in volo stazionario) sulla cima del Pizzo d’Eghen.

Sono state approntate le corde guida per la movimentazione in sicurezza e le calate in parete, posizionate nuove soste con il trapano ed eseguite complesse manovre di calata in barella. I figuranti che simulavano di essere infortunati sono stati raggiunti e imbarellati, poi trasportati con altre calate fino alla base della parete, in uno scenario che ha messo a dura prova tutti i tecnici. Le operazioni sono proseguite con il trasferimento a piedi lungo il vecchio sentiero fino all'Alpe Zuc, dove sono arrivate altre squadre con il fuoristrada per riportare tutti a valle.
Grande soddisfazione da parte dei responsabili tecnici della Delegazione per la buona riuscita di una giornata di formazione particolarmente impegnativa. Un ringraziamento ai familiari dei partecipanti per il momento di ristoro conclusivo e per avere messo a disposizione i locali.



Sono state approntate le corde guida per la movimentazione in sicurezza e le calate in parete, posizionate nuove soste con il trapano ed eseguite complesse manovre di calata in barella. I figuranti che simulavano di essere infortunati sono stati raggiunti e imbarellati, poi trasportati con altre calate fino alla base della parete, in uno scenario che ha messo a dura prova tutti i tecnici. Le operazioni sono proseguite con il trasferimento a piedi lungo il vecchio sentiero fino all'Alpe Zuc, dove sono arrivate altre squadre con il fuoristrada per riportare tutti a valle.




















