Una meta poco frequentata per 23 soci del CAI di Bellano
Trasferta in alta Valle Formazza nel weekend del 18 e 19 luglio per la sezione CAI di Bellano, impegnata nella salita alpinistica al Blinnenhorn (o Corno Cieco), vetta di 3.374 metri situata sul confine tra Italia e Svizzera.
Il gruppo, composto da 23 partecipanti, è partito nella mattinata di sabato alla volta di Riale, località situata nelle immediate vicinanze della Cascata del Toce. Dopo il pranzo al sacco è iniziata la salita verso il Rifugio Claudio e Bruno, passando dal Lago di Morasco e dal Lago del Sabbione. La struttura, situata a quota 2.713 metri, è ottimamente gestita dai volontari dell'Associazione Mato Grosso e offre una splendida vista sulla vallata e sulle cime circostanti.

Alle prime luci dell'alba di domenica, dopo un'abbondante colazione al rifugio, i partecipanti hanno affrontato l'ascesa alla vetta. Il primo tratto, particolarmente ripido, si sviluppa lungo una traccia tra sfasciumi, ghiaioni e brevi passaggi su roccette, fino a raggiungere il valico. Da qui si apre la vista sull'imponente Ghiacciaio del Gries, oltre il quale compare finalmente la meta: è proprio questa prospettiva a spiegare il significato del nome "Corno Cieco", poiché la vetta rimane nascosta fino all'ultimo. Gli ultimi cento metri di dislivello si percorrono lungo la cresta che conduce alla cima.

Grande soddisfazione e una comprensibile emozione hanno accompagnato tutti i partecipanti al raggiungimento della vetta, favorita da una splendida giornata di sole, seppur caratterizzata da un forte vento. Il panorama ha ripagato la fatica, regalando una vista mozzafiato sui quattromila del Vallese e sul gruppo del Monte Rosa.

La discesa è proseguita passando dal Rifugio 3A, situato su uno sperone roccioso a quota 2.960 metri e anch'esso gestito dai volontari dell'Associazione Mato Grosso, per poi rientrare a Riale completando un suggestivo itinerario ad anello.
Come già avvenuto lo scorso anno, il direttivo del CAI Bellano ha scelto di proporre una meta poco frequentata, con pernottamento in un piccolo rifugio, offrendo ai partecipanti un'esperienza autentica, lontana dalle cime più celebri e maggiormente affollate durante la stagione estiva. Considerando inoltre che l'estate 2026 è caratterizzata da temperature particolarmente elevate e da uno zero termico attestato a quote molto alte, con i ghiacciai in evidente sofferenza, è stata scelta una salita che non prevedeva l'attraversamento di tratti glaciali.
Il direttivo della sezione CAI di Bellano invita infine tutti gli appassionati a seguire i profili social del sodalizio per rimanere aggiornati sui prossimi appuntamenti e sulle attività in programma.




















