Con 'GalbiArte' presentato il Giardino del Tempo
Un luogo in cui fermarsi, incontrarsi, leggere, pensare e semplicemente esserci. È il Giardino del Tempo, il nuovo spazio verde presentato sabato 25 luglio all’interno della rassegna artistica GalbiArte, ospitata dal Circolo Arci Libertà di Galbiate.

Un progetto nato da un percorso di cura e rigenerazione che ha coinvolto “Le Radici con le Ali”, con la collaborazione del Comune di Galbiate e di diverse realtà del territorio, con l’obiettivo di restituire valore a un’area rimasta inutilizzata per anni e trasformarla in un luogo aperto alla comunità.
Non solo un intervento di riqualificazione del verde, ma un’occasione per creare un nuovo punto di incontro, relazione e partecipazione: uno spazio pensato per rallentare, ritrovare un tempo diverso e costruire nuove occasioni di socialità.

La serata si è aperta con i saluti del sindaco di Galbiate Piergiovanni Montanelli, che ha ringraziato i volontari, il Circolo Arci Libertà e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa.
Il Giardino del Tempo è stato presentato all’interno del programma inaugurale di GalbiArte, rassegna curata da Giulia Casartelli, nata con l’obiettivo di portare nel paese nuove occasioni di confronto, incontro e conoscenza del mondo dell’arte.

A raccontare la genesi del progetto è stata proprio Casartelli, che ha spiegato come GalbiArte sia nata dal desiderio di avvicinare la comunità al lavoro artistico e culturale, spesso percepito come distante. L’artista ha raccontato il percorso che l’ha portata a vivere per anni in diverse città e il valore dell’accoglienza incontrata lungo il cammino, un tema che ha scelto di portare anche all’interno della sua iniziativa.
«L’ospitalità per me è qualcosa di sacro e fondamentale, un esercizio di fiducia non semplice ma che mi piace continuare a praticare», ha spiegato Casartelli. Un concetto che si riflette anche nella sua mostra inaugurale, “111 stanze”, allestita nella chiesa vecchia di Galbiate (QUI L'ARTICOLO DEDICATO).

L’esposizione raccoglie 111 cartoline che rappresentano altrettanti luoghi abitati dall’artista nel corso degli anni. Un racconto personale che diventa una vera e propria mappa di relazioni, incontri e legami costruiti nel tempo. «È un lavoro che rivolge attenzione alla natura delle mie relazioni negli ultimi vent’anni», ha raccontato Casartelli.
La mostra, inizialmente pensata per un altro spazio, ha trovato nella chiesa vecchia un luogo particolarmente adatto, capace di valorizzare il dialogo tra opere, architettura e comunità.
Durante la serata è stato poi presentato il progetto “Le Radici con le Ali”, all’interno del quale nasce il Giardino del Tempo. A illustrarne il percorso è stato Marco Bottaro, coordinatore del progetto per l’Impresa Sociale Girasole. “Le Radici con le Ali” è un’iniziativa nata circa tre anni fa grazie al contributo della Fondazione Comunitaria del Lecchese e promossa dall’Impresa Sociale Girasole insieme all’Ambito Territoriale di Lecco, con il coinvolgimento di diversi comuni della provincia.
Il progetto punta alla cura degli spazi verdi e all’agricoltura sociale, utilizzando il lavoro sul territorio come strumento per creare occasioni di socialità, inclusione e, quando possibile, anche opportunità lavorative per persone più fragili. Il Giardino del Tempo rappresenta una delle azioni concrete nate da questo percorso: un’area restituita alla cittadinanza con l’obiettivo di diventare un luogo dove fermarsi e costruire relazioni. «Vorremmo che diventasse un giardino in cui le persone abbiano occasione di sostare, leggere, creare momenti di socialità e comunità», ha spiegato Bottaro.

A raccontare il lavoro svolto concretamente sull’area è stato Nicolò Rusconi, responsabile agricolo della Cooperativa Solidarietà, realtà impegnata nella manutenzione degli spazi verdi e degli oliveti cittadini. Rusconi ha spiegato come il primo intervento sia stato quello di recuperare un’area comunale abbandonata da anni, eliminando materiali accumulati nel tempo e restituendo gradualmente nuova vita allo spazio. Oggi il giardino appare come un prato, ma rappresenta il primo passo di un progetto più ampio che nei prossimi mesi coinvolgerà anche la cittadinanza. Durante la festa del paese, prevista per la terza domenica di ottobre, è infatti programmata la piantumazione di nuovi ulivi, con il coinvolgimento dei più piccoli. Il progetto prevede inoltre la creazione di aree di sosta, panchine e una casetta per la lettura destinata al book crossing, così da rendere il giardino un luogo quotidianamente vissuto.
«L’idea è creare uno spazio dedicato alla cura del proprio tempo, dell’arte, di sé e delle relazioni», ha raccontato Rusconi.

Tra le realtà coinvolte anche Vibes SSD, partner di GalbiArte, impegnata nella promozione di sport, cultura e aggregazione sul territorio. Giovanni Nova ha spiegato come la collaborazione sia nata proprio dalla volontà di unire mondi apparentemente diversi, ma accomunati dalla capacità di creare occasioni di incontro. Lo spazio Vibes, infatti, è pensato come un contenitore di passioni e attività diverse, dove sport, cultura e arte possono convivere. «Quando è arrivata questa proposta l’iniziativa ci è piaciuta tantissimo e il sì è arrivato subito», ha raccontato Nova. La collaborazione proseguirà anche nei prossimi mesi con nuove iniziative culturali e artistiche all’interno dello spazio, con l’obiettivo di mantenere vivo il progetto durante tutto l’anno.

Nel corso della serata Giulia Casartelli ha voluto poi ringraziare tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione di GalbiArte: dai volontari che hanno lavorato agli allestimenti fino alle istituzioni e alle realtà del territorio che hanno sostenuto il progetto. Un ringraziamento particolare è stato rivolto al Comune di Galbiate, all’amministrazione comunale, al parroco per la disponibilità degli spazi della chiesa vecchia e a tutti coloro che hanno scelto di mettere tempo ed energie a disposizione dell’iniziativa. «Quando questa idea mi è venuta in mente, chiunque sia stato interpellato ha detto sì. E questo non era così scontato», ha sottolineato l’artista. GalbiArte non si fermerà alla mostra inaugurale: nei prossimi mesi il programma continuerà con nuovi appuntamenti.
A fine agosto arriverà a Galbiate l’artista turca Pinar Cayar, che realizzerà una nuova installazione nella chiesa vecchia, mentre successivamente sarà protagonista Narges Berusian, performer di origine iraniana ed ex studentessa di Casartelli all’università di Düsseldorf, con una performance di disegno della durata di dodici ore.
Proseguiranno inoltre gli incontri di “Galbiate racconta”, dedicati alla scoperta del lavoro degli artisti e dei professionisti della cultura del territorio. Un percorso che vuole trasformare Galbiate in un luogo capace di ospitare, raccontare e vivere la cultura, attraverso appuntamenti che non siano semplicemente eventi, ma occasioni di relazione.

A chiudere la serata è stato il sindaco Piergiovanni Montanelli, che ha espresso soddisfazione per un progetto nato dal territorio e dalla collaborazione tra diverse realtà. Il primo cittadino ha sottolineato il valore di un’iniziativa nata anche grazie all’impegno dei giovani e alla capacità della comunità di costruire nuove idee. «Possiamo solo ringraziare Giulia per il tempo, le energie e la competenza che ha messo a disposizione di Galbiate e di tutto il territorio», ha commentato.
Un messaggio che riassume lo spirito dell’intera serata: la rigenerazione di un luogo passa dalla capacità delle persone di prendersene cura e di trasformarlo in uno spazio condiviso. «Il movimento non è mai troppo, soprattutto se è buon movimento e soprattutto se è movimento culturale», ha concluso il sindaco.

Un progetto nato da un percorso di cura e rigenerazione che ha coinvolto “Le Radici con le Ali”, con la collaborazione del Comune di Galbiate e di diverse realtà del territorio, con l’obiettivo di restituire valore a un’area rimasta inutilizzata per anni e trasformarla in un luogo aperto alla comunità.
Non solo un intervento di riqualificazione del verde, ma un’occasione per creare un nuovo punto di incontro, relazione e partecipazione: uno spazio pensato per rallentare, ritrovare un tempo diverso e costruire nuove occasioni di socialità.

La serata si è aperta con i saluti del sindaco di Galbiate Piergiovanni Montanelli, che ha ringraziato i volontari, il Circolo Arci Libertà e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa.
Il Giardino del Tempo è stato presentato all’interno del programma inaugurale di GalbiArte, rassegna curata da Giulia Casartelli, nata con l’obiettivo di portare nel paese nuove occasioni di confronto, incontro e conoscenza del mondo dell’arte.

A raccontare la genesi del progetto è stata proprio Casartelli, che ha spiegato come GalbiArte sia nata dal desiderio di avvicinare la comunità al lavoro artistico e culturale, spesso percepito come distante. L’artista ha raccontato il percorso che l’ha portata a vivere per anni in diverse città e il valore dell’accoglienza incontrata lungo il cammino, un tema che ha scelto di portare anche all’interno della sua iniziativa.
«L’ospitalità per me è qualcosa di sacro e fondamentale, un esercizio di fiducia non semplice ma che mi piace continuare a praticare», ha spiegato Casartelli. Un concetto che si riflette anche nella sua mostra inaugurale, “111 stanze”, allestita nella chiesa vecchia di Galbiate (QUI L'ARTICOLO DEDICATO).

L’esposizione raccoglie 111 cartoline che rappresentano altrettanti luoghi abitati dall’artista nel corso degli anni. Un racconto personale che diventa una vera e propria mappa di relazioni, incontri e legami costruiti nel tempo. «È un lavoro che rivolge attenzione alla natura delle mie relazioni negli ultimi vent’anni», ha raccontato Casartelli.
La mostra, inizialmente pensata per un altro spazio, ha trovato nella chiesa vecchia un luogo particolarmente adatto, capace di valorizzare il dialogo tra opere, architettura e comunità.

Durante la serata è stato poi presentato il progetto “Le Radici con le Ali”, all’interno del quale nasce il Giardino del Tempo. A illustrarne il percorso è stato Marco Bottaro, coordinatore del progetto per l’Impresa Sociale Girasole. “Le Radici con le Ali” è un’iniziativa nata circa tre anni fa grazie al contributo della Fondazione Comunitaria del Lecchese e promossa dall’Impresa Sociale Girasole insieme all’Ambito Territoriale di Lecco, con il coinvolgimento di diversi comuni della provincia.
Il progetto punta alla cura degli spazi verdi e all’agricoltura sociale, utilizzando il lavoro sul territorio come strumento per creare occasioni di socialità, inclusione e, quando possibile, anche opportunità lavorative per persone più fragili. Il Giardino del Tempo rappresenta una delle azioni concrete nate da questo percorso: un’area restituita alla cittadinanza con l’obiettivo di diventare un luogo dove fermarsi e costruire relazioni. «Vorremmo che diventasse un giardino in cui le persone abbiano occasione di sostare, leggere, creare momenti di socialità e comunità», ha spiegato Bottaro.

A raccontare il lavoro svolto concretamente sull’area è stato Nicolò Rusconi, responsabile agricolo della Cooperativa Solidarietà, realtà impegnata nella manutenzione degli spazi verdi e degli oliveti cittadini. Rusconi ha spiegato come il primo intervento sia stato quello di recuperare un’area comunale abbandonata da anni, eliminando materiali accumulati nel tempo e restituendo gradualmente nuova vita allo spazio. Oggi il giardino appare come un prato, ma rappresenta il primo passo di un progetto più ampio che nei prossimi mesi coinvolgerà anche la cittadinanza. Durante la festa del paese, prevista per la terza domenica di ottobre, è infatti programmata la piantumazione di nuovi ulivi, con il coinvolgimento dei più piccoli. Il progetto prevede inoltre la creazione di aree di sosta, panchine e una casetta per la lettura destinata al book crossing, così da rendere il giardino un luogo quotidianamente vissuto.
«L’idea è creare uno spazio dedicato alla cura del proprio tempo, dell’arte, di sé e delle relazioni», ha raccontato Rusconi.

Tra le realtà coinvolte anche Vibes SSD, partner di GalbiArte, impegnata nella promozione di sport, cultura e aggregazione sul territorio. Giovanni Nova ha spiegato come la collaborazione sia nata proprio dalla volontà di unire mondi apparentemente diversi, ma accomunati dalla capacità di creare occasioni di incontro. Lo spazio Vibes, infatti, è pensato come un contenitore di passioni e attività diverse, dove sport, cultura e arte possono convivere. «Quando è arrivata questa proposta l’iniziativa ci è piaciuta tantissimo e il sì è arrivato subito», ha raccontato Nova. La collaborazione proseguirà anche nei prossimi mesi con nuove iniziative culturali e artistiche all’interno dello spazio, con l’obiettivo di mantenere vivo il progetto durante tutto l’anno.

Nel corso della serata Giulia Casartelli ha voluto poi ringraziare tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione di GalbiArte: dai volontari che hanno lavorato agli allestimenti fino alle istituzioni e alle realtà del territorio che hanno sostenuto il progetto. Un ringraziamento particolare è stato rivolto al Comune di Galbiate, all’amministrazione comunale, al parroco per la disponibilità degli spazi della chiesa vecchia e a tutti coloro che hanno scelto di mettere tempo ed energie a disposizione dell’iniziativa. «Quando questa idea mi è venuta in mente, chiunque sia stato interpellato ha detto sì. E questo non era così scontato», ha sottolineato l’artista. GalbiArte non si fermerà alla mostra inaugurale: nei prossimi mesi il programma continuerà con nuovi appuntamenti.
A fine agosto arriverà a Galbiate l’artista turca Pinar Cayar, che realizzerà una nuova installazione nella chiesa vecchia, mentre successivamente sarà protagonista Narges Berusian, performer di origine iraniana ed ex studentessa di Casartelli all’università di Düsseldorf, con una performance di disegno della durata di dodici ore.
Proseguiranno inoltre gli incontri di “Galbiate racconta”, dedicati alla scoperta del lavoro degli artisti e dei professionisti della cultura del territorio. Un percorso che vuole trasformare Galbiate in un luogo capace di ospitare, raccontare e vivere la cultura, attraverso appuntamenti che non siano semplicemente eventi, ma occasioni di relazione.

A chiudere la serata è stato il sindaco Piergiovanni Montanelli, che ha espresso soddisfazione per un progetto nato dal territorio e dalla collaborazione tra diverse realtà. Il primo cittadino ha sottolineato il valore di un’iniziativa nata anche grazie all’impegno dei giovani e alla capacità della comunità di costruire nuove idee. «Possiamo solo ringraziare Giulia per il tempo, le energie e la competenza che ha messo a disposizione di Galbiate e di tutto il territorio», ha commentato.
Un messaggio che riassume lo spirito dell’intera serata: la rigenerazione di un luogo passa dalla capacità delle persone di prendersene cura e di trasformarlo in uno spazio condiviso. «Il movimento non è mai troppo, soprattutto se è buon movimento e soprattutto se è movimento culturale», ha concluso il sindaco.
G.D.




















