Inaugurata la mostra “Luce, pietra e memoria: le chiese di Vendrogno”
È stata inaugurata domenica pomeriggio la mostra fotografica intitolata “Luce, pietra e memoria: le chiese di Vendrogno”, curata da Wilma Milani, Martina Perucchini e Gabriele Viganò e inserita all’interno del percorso di valorizzazione promosso dai Custodi del Patrimonio di Bellano, con l'obiettivo di avvicinare la comunità e i visitatori alla conoscenza e alla riscoperta dei beni storici e artistici attraverso il linguaggio della fotografia.


L’esposizione, allestita presso la Chiesa di San Grato, racchiude una serie di scatti della Chiesa di San Lorenzo e della Chiesa di Sant’Antonio Abate (quest’ultima particolarmente nota per il prezioso ciclo di affreschi cinquecenteschi) realizzate dai partecipanti alla IV edizione del laboratorio “Fotografare il Sacro”, svoltosi a Vendrogno nel luglio di tre anni fa.


Nell’occasione, i partecipanti – appassionati di fotografia e di storia locale – avevano preso parte ad un percorso dedicato alla scoperta e narrazione visiva del patrimonio religioso della Muggiasca, attraverso due sessioni fotografiche dedicate ad altrettanti luoghi simbolo del territorio.


Ogni incontro è stato preceduto da una visita guidata a cura dei Custodi del Patrimonio, che hanno illustrato il valore storico, artistico e architettonico degli edifici, offrendo ai partecipanti gli strumenti per una lettura consapevole dei luoghi e delle opere. Terminata la visita, i fotografi hanno potuto esplorare liberamente gli spazi sacri per coglierne dettagli, atmosfere e suggestioni, accompagnati dallo sguardo e dai del bellanese Gabriele Viganò.


Il risultato, “in mostra” a partire da ieri pomeriggio e fino al prossimo 8 agosto – ogni giorno dalle 16 alle 18, con ingresso libero – è quello di un racconto per immagini in grado di unire attenzione documentaria e interpretazione personale, giocando su quel trinomio di “luce”, “pietra” e “memoria” custodito dalle antiche chiese della località nel bellanese e proponendo dunque una lettura contemporanea e particolare del patrimonio religioso locale. Carla Bariffi, Augusto Bosoni, Maria Teresa Ferraroli, Angelo Bianchi Ferri, Sara Rusconi e Sara Vitali sono i fotografi protagonisti di scatti in grado di restituire una pluralità di visioni e sensibilità, offrendo al visitatore un racconto corale del sacro.


All’inaugurazione era presente una delle protagoniste del progetto, Wilma Milani, che dando il benvenuto ai presenti ha espresso la sua soddisfazione “nell’ospitare una mostra in questo luogo”, spiegando che “le foto qui esposte sono alcune di quelle realizzate nel corso del laboratorio fotografico di tre anni fa, che non avevamo ancora avuto la possibilità di mettere in mostra”. Milani ha ribadito il ruolo di un’iniziativa come questa “nel tenere vivo il territorio e nel mantenere il patrimonio” considerato anche che “in questi giorni di fatto terremo aperta la chiesa di San Grato”.


Ringraziando i Custodi del Patrimonio – progetto all’interno del BAC (Bellano Arte Cultura) – “per aver contribuito ad un percorso di valorizzazione dei luoghi e degli aspetti sacri di queste terre”, Milani ha infine lasciato spazio all’Abstract Trio 1923 (con Daniela De Francesco voce, Raffaele Milani al sax e Caterina Baruffaldi alla tastiera), che ha accompagnato i presenti in un viaggio nella Muggiasca e nella musica del tempo, con Roberto Zambonini nel ruolo di narratore.


L’esposizione, allestita presso la Chiesa di San Grato, racchiude una serie di scatti della Chiesa di San Lorenzo e della Chiesa di Sant’Antonio Abate (quest’ultima particolarmente nota per il prezioso ciclo di affreschi cinquecenteschi) realizzate dai partecipanti alla IV edizione del laboratorio “Fotografare il Sacro”, svoltosi a Vendrogno nel luglio di tre anni fa.
Nell’occasione, i partecipanti – appassionati di fotografia e di storia locale – avevano preso parte ad un percorso dedicato alla scoperta e narrazione visiva del patrimonio religioso della Muggiasca, attraverso due sessioni fotografiche dedicate ad altrettanti luoghi simbolo del territorio.

Ogni incontro è stato preceduto da una visita guidata a cura dei Custodi del Patrimonio, che hanno illustrato il valore storico, artistico e architettonico degli edifici, offrendo ai partecipanti gli strumenti per una lettura consapevole dei luoghi e delle opere. Terminata la visita, i fotografi hanno potuto esplorare liberamente gli spazi sacri per coglierne dettagli, atmosfere e suggestioni, accompagnati dallo sguardo e dai del bellanese Gabriele Viganò.

Il risultato, “in mostra” a partire da ieri pomeriggio e fino al prossimo 8 agosto – ogni giorno dalle 16 alle 18, con ingresso libero – è quello di un racconto per immagini in grado di unire attenzione documentaria e interpretazione personale, giocando su quel trinomio di “luce”, “pietra” e “memoria” custodito dalle antiche chiese della località nel bellanese e proponendo dunque una lettura contemporanea e particolare del patrimonio religioso locale. Carla Bariffi, Augusto Bosoni, Maria Teresa Ferraroli, Angelo Bianchi Ferri, Sara Rusconi e Sara Vitali sono i fotografi protagonisti di scatti in grado di restituire una pluralità di visioni e sensibilità, offrendo al visitatore un racconto corale del sacro.

All’inaugurazione era presente una delle protagoniste del progetto, Wilma Milani, che dando il benvenuto ai presenti ha espresso la sua soddisfazione “nell’ospitare una mostra in questo luogo”, spiegando che “le foto qui esposte sono alcune di quelle realizzate nel corso del laboratorio fotografico di tre anni fa, che non avevamo ancora avuto la possibilità di mettere in mostra”. Milani ha ribadito il ruolo di un’iniziativa come questa “nel tenere vivo il territorio e nel mantenere il patrimonio” considerato anche che “in questi giorni di fatto terremo aperta la chiesa di San Grato”.
Ringraziando i Custodi del Patrimonio – progetto all’interno del BAC (Bellano Arte Cultura) – “per aver contribuito ad un percorso di valorizzazione dei luoghi e degli aspetti sacri di queste terre”, Milani ha infine lasciato spazio all’Abstract Trio 1923 (con Daniela De Francesco voce, Raffaele Milani al sax e Caterina Baruffaldi alla tastiera), che ha accompagnato i presenti in un viaggio nella Muggiasca e nella musica del tempo, con Roberto Zambonini nel ruolo di narratore.
A.Te.




















