Lecco: approvata la Tari, aumenti tra il 4,5 e il 6,5%

È stato approvato dal consiglio comunale di lunedì sera il Piano economico finanziario (PEF) del servizio di gestione dei rifiuti e di conseguenza anche la Tari del 2026, la cosiddetta tassa sui rifiuti che vedrà per quest’anno un aumento.
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Simone Brigatti

A spiegare il complesso Iter per stabilire le tariffe è stato l’assessore al Bilancio Simone Brigatti che ha proceduto con ordine: “Il PEF è lo strumento che permette di rilevare i costi del servizio per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti urbani, in base al quale viene poi determinata la Tari. Attraverso il PEF si vanno a coprire i costi dei servizi che gestisce Silea: lo spazzamento il e lavaggio strade, la gestione della tariffe e i rapporti con gli utenti, il trattamento e il recupero dei rifiuti urbani, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti urbani”. Tutto questo avviene secondo un metodo stabilito e aggiornato costantemente negli ultimi anni da Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) che ha predisposto anche un tool che genera in maniera automatica i numeri del PEF sulla base di una serie di input. Ovvero, i dati forniti dal gestore Silea che elabora un PEF “grezzo” il quale viene integrato dal Comune di Lecco con i propri costi che procede alla validazione unitamente agli allegati obbligatori. Il Comune approva poi il PEF e le tariffe e il tutto viene trasmesso ad Arera per la verifica e l’approvazione in via definitiva.

“Il tool di Arera ha elaborato la cifra di 9.042.489 euro a cui vanno tolte due detrazioni legate al recupero dell’evasione fiscale sulla Tari e a un contributo del Miur per l’attività di raccolta e smaltimento rifiuti nelle scuole statali per un totale di 375mila euro - ha spiegato l’assessore - Va poi aggiunto il costo delle attività cosiddette in extraperimetro per un totale di circa 149mila euro e il tributo Tefa del 5% che va alla Provincia del valore di 440mila euro. In questo modo si ottiene una base di 9.257.036 euro che viene ripartita al 55% sulle utenze domestiche e al 45% sulle utenze non domestiche con gli stessi coefficienti che erano stati applicati lo scorso anno”. Per le utenze domestiche il calcolo è svolto in base alla componente fissa che dipende dai metri quadri e alla componente variabile che dipende dal numero degli occupanti, mentre per le utenze non domestiche il entrambe le variabili dipendono dal numero di metri quadri.

L’aumento registrato dal PEF di circa 800mila euro deriva in parte dall’inflazione, in parte dal fatto che alcuni servizi svolti da Silea (come il green truck, la raccolta serale dei sacchi, la raccolta degli ingombranti, la pulizia dei marciapiedi…) prima non venivano conteggiati in questo calcolo ma adesso è obbligatorio che lo siano e in parte per un aumento del fondo crediti di dubbia esigibilità che per il 38% viene inserito nel PEF. Questo si traduce in aumento della tariffa per il 4,5% per le utenze domestiche e per il 6,55% per le utenze non domestiche. Resterà la possibilità di pagare in tre rate (con scadenza 30 settembre, 31 ottobre e 2 dicembre) oppure in un unico pagamento, così come sono rimaste le agevolazioni per le zone non servite, per le utenze non domestiche che non conferiscono con l’operatore pubblico e per quelle che hanno un valore molto più alto della Tari.

Leonardo Valessina, consigliere di Fratelli d’Italia, ha sottolineato come la giunta abbia voluto dare “continuità su questi temi molto delicati, visto che abbiamo avuto pochi giorni per lavorarci”, mentre l’ex sindaco Mauro Gattinoni, dalle fila della minoranza ha ricordato che “il sistema tariffario nuovo introdotto da Arera ha delle rigidità e produce degli effetti di limitatissima discrezionalità politica”, aggiungendo che “alcuni dei costi che oggi mettiamo in Tari nascevano come sperimentazioni di qualche anno fa che oggi sono servizi strutturati che i cittadini si aspettano. Col PNRR abbiamo cercato di prevenire i futuri aumenti con la tecnologia, ovvero gli smart BIN, gli interrati e le isole ecologiche”.
M.V.
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