Carenno: costruiva case, ora fa miniature. La passione di Giuseppe Bonaiti in mostra
A Carenno, le miniature di Giuseppe Bonaiti, ex muratore di 85 anni, ora in pensione, hanno catturato l’attenzione di tutti. Sua la mostra allestita al circolo Arci, inaugurata sabato 18 luglio.

In esposizione una quindicina di riproduzioni in scala di edifici locali o disseminati lungo lo Stivale ed oltre.
Salta all’occhio, in particolare, il modellino della Chiesa di Santa Maria Immacolata. “Il primo che ho fatto e quello a cui sono più legato. Al mattino, è la prima cosa che vedo guardando fuori dalla finestra”, spiega il carennese. Non manca nemmeno la Chiesa dei Santi Pietro, Paolo e Biagio, a dimostrazione di un legame forte con il territorio: “fin da giovane, quando andavo a suonare le campane, sono sempre stato attaccato a Carenno. È per questo che ho scelto come soggetti le chiese e non solo”.
Quella di Giuseppe è una “passione nata per caso, quando ero alle elementari e mi piaceva disegnare, specialmente la nostra parrocchia”. Con il passare del tempo, questa indole si è sposata perfettamente con il lavoro da muratore e si è trasformata in un impegno costante, che ha dato vita poi alle miniature ora in esposizione. Un mattoncino alla volta e il risultato è straordinario, apprezzato da un pubblico numeroso fin dal giorno dell’inaugurazione.
E pensare che per realizzare le riproduzioni il signor Giuseppe ha comprato solamente una pinza e la colla. Tutto il resto è materiale di recupero: “legnetti, sassolini, sabbia setacciata, bacchettini di origano… insomma, un po’ di tutto…”. Ma ancora più curioso è l’utilizzo del gambo dell’aglio che attraverso una specifica lavorazione può servire per creare i “coppi”, le tegole curve usate per coprire tetti spioventi. È un lavoro di precisione e costanza, adatto ai perfezionisti; ogni modellino può essere composto in settimane, mesi o addirittura anni.
È stato, almeno fino al 2020, un lavoro svolto a livello privato. Erano in pochissimi a conoscere la passione di Bonaiti, fino a quando è emersa in alcune conversazioni con Alessandro, proprietario del circolo di Carenno. Da quel momento, anche la famiglia, orgogliosa, ha spinto per l’allestimento di una mostra.

Il primo a crederci, parola di Giuseppe, è stato però proprio l’amico Alessandro, che non è nuovo in merito all’organizzazione di esposizioni; al Circolo ha già ospitato una mostra fotografica sui fiori autoctoni e una sull’intarsio del legno. “E’ giusto che queste opere vengano condivise. C’è un lavoro immane dietro ed è anche un modo per esprimere un messaggio di bellezza, come è tipico di noi italiani” ha detto il diretto interessato circa le miniature di Giuseppe.

Quella del signor Bonaiti è un’attività speciale, che per essere svolta necessita talento, amore ma anche fatica. Ai più giovani che condividono questa passione, il carennese vuole lanciare un messaggio: “servono tanta buona volontà, pazienza e passione. Nel mio caso, quella derivante dal lavoro e che sono riuscito a trasmettere nelle mie costruzioni”.

In esposizione una quindicina di riproduzioni in scala di edifici locali o disseminati lungo lo Stivale ed oltre.
Salta all’occhio, in particolare, il modellino della Chiesa di Santa Maria Immacolata. “Il primo che ho fatto e quello a cui sono più legato. Al mattino, è la prima cosa che vedo guardando fuori dalla finestra”, spiega il carennese. Non manca nemmeno la Chiesa dei Santi Pietro, Paolo e Biagio, a dimostrazione di un legame forte con il territorio: “fin da giovane, quando andavo a suonare le campane, sono sempre stato attaccato a Carenno. È per questo che ho scelto come soggetti le chiese e non solo”.



Il primo a crederci, parola di Giuseppe, è stato però proprio l’amico Alessandro, che non è nuovo in merito all’organizzazione di esposizioni; al Circolo ha già ospitato una mostra fotografica sui fiori autoctoni e una sull’intarsio del legno. “E’ giusto che queste opere vengano condivise. C’è un lavoro immane dietro ed è anche un modo per esprimere un messaggio di bellezza, come è tipico di noi italiani” ha detto il diretto interessato circa le miniature di Giuseppe.

Quella del signor Bonaiti è un’attività speciale, che per essere svolta necessita talento, amore ma anche fatica. Ai più giovani che condividono questa passione, il carennese vuole lanciare un messaggio: “servono tanta buona volontà, pazienza e passione. Nel mio caso, quella derivante dal lavoro e che sono riuscito a trasmettere nelle mie costruzioni”.
D.L.




















