Vendrogno omaggia la Madonna del Neve: 'festa dei segni'
Fede, tradizione e senso di appartenenza si sono rinnovati anche quest'anno nella festa della Madonna della Neve, una delle ricorrenze più sentite dalla comunità di Vendrogno, capace di richiamare numerosi fedeli e molti cittadini che, pur vivendo altrove, tornano in paese per questo appuntamento.
Le celebrazioni hanno preso il via la sera del 4 agosto con la Messa vigiliare, seguita dalla tradizionale processione con la statua della Madonna portata a spalla lungo le vie dell'abitato. Case e cortili addobbati da lumini, nastri colorati e fiori, hanno accolto il passaggio del corteo in un clima di raccoglimento e partecipazione.
Il cuore della festa si è svolto quest'oggi nel santuario dedicato alla Vergine, con la celebrazione religiosa. Presenti anche il vicesindaco Poppo Enicanti in rappresentanza dell'amministrazione comunale, il gruppo degli Alpini e la Confraternita Veneziana delle Candele, i "Cadelott".

A presiedere la Messa è stato don Simone Zappa, che nell'omelia ha invitato i fedeli a riflettere sul significato della ricorrenza, definendola «la festa dei segni». Il sacerdote ha richiamato innanzitutto la tradizione della dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, la prima chiesa dedicata alla Beata Vergine Maria, sorta – secondo la tradizione – nel luogo indicato dalla miracolosa nevicata del 5 agosto.
Un secondo segno, ha spiegato, è rappresentato dallo stesso santuario di Vendrogno, edificato come voto dopo che la popolazione fu risparmiata dalla peste. «Queste pietre – ha detto – sono il segno della fede che ha abitato e continua ad abitare il cuore degli uomini che si affidano al Signore».

Una riflessione che ha voluto sottolineare come i segni della presenza di Dio accompagnino ancora oggi la vita delle persone, anche se, presi dalla frenesia quotidiana, diventa più difficile riconoscerli. Da qui l'invito conclusivo a riscoprire uno sguardo capace di cogliere la presenza del Signore nella vita di ogni giorno.

Al termine della celebrazione i fedeli hanno partecipato al tradizionale bacio della reliquia. Sul sagrato del santuario, all'ombra dei tigli, la festa è poi proseguita con il pranzo comunitario, momento conviviale che ogni anno riunisce residenti, villeggianti e tanti vendrognesi tornati in paese per l'occasione, confermando il forte legame con le proprie radici e con una tradizione che continua a rinnovarsi.


A presiedere la Messa è stato don Simone Zappa, che nell'omelia ha invitato i fedeli a riflettere sul significato della ricorrenza, definendola «la festa dei segni». Il sacerdote ha richiamato innanzitutto la tradizione della dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, la prima chiesa dedicata alla Beata Vergine Maria, sorta – secondo la tradizione – nel luogo indicato dalla miracolosa nevicata del 5 agosto.
Un secondo segno, ha spiegato, è rappresentato dallo stesso santuario di Vendrogno, edificato come voto dopo che la popolazione fu risparmiata dalla peste. «Queste pietre – ha detto – sono il segno della fede che ha abitato e continua ad abitare il cuore degli uomini che si affidano al Signore».

Una riflessione che ha voluto sottolineare come i segni della presenza di Dio accompagnino ancora oggi la vita delle persone, anche se, presi dalla frenesia quotidiana, diventa più difficile riconoscerli. Da qui l'invito conclusivo a riscoprire uno sguardo capace di cogliere la presenza del Signore nella vita di ogni giorno.

Al termine della celebrazione i fedeli hanno partecipato al tradizionale bacio della reliquia. Sul sagrato del santuario, all'ombra dei tigli, la festa è poi proseguita con il pranzo comunitario, momento conviviale che ogni anno riunisce residenti, villeggianti e tanti vendrognesi tornati in paese per l'occasione, confermando il forte legame con le proprie radici e con una tradizione che continua a rinnovarsi.
M.A.




















