Incendio del Monte Moregallo: in una giornata oltre 100 'lanci' da 6.000 litri l'uno del canadair e 500 rotazioni per i due elicotteri
A poco più di 24 ore dalle prime fiamme, è sotto controllo l'incendio che sta interessando il Monte Moregallo. Ma quella che si sta facendo strada sarà, con ogni probabilità, un'altra notte di fuoco. Almeno nella parte alta, come conferma il Direttore delle operazioni di spegnimento dalla sua postazione al Pradello.


Da lì, Piero Proserpio per tutta la giornata ha coordinato il costante via vai del canadair e dei due elicotteri schierati per far fronte ad un rogo che, complici la siccità e il vento, si è propagato assai velocemente, lambendo tanto il versante "a lago" tanto quello verso Valmadrera, senza riuscire ad arrivare però a intaccare la chiesetta di San Isidoro al Sasso di Preguda, risparmiata anche grazie alla costante opera di manutenzione dell'area che la circonda (QUI l'articolo di questa mattina).


"Dobbiamo davvero solo ringraziare" sottolinea l'assessore della Comunità Montana Lario Orientale e Val San Martino Giovanni Bruno Bussola, passato personalmente, verso le 18 di questa sera, all'Orsa Maggiore per prendere contezza dell'evolversi della situazione, mentre ancora i "suoi" tecnici e volontari delle squadre antincendio erano ancora in servizio così come i "colleghi" della Comunità Montana Triangolo Lariano ed i vigili del fuoco, ininterrottamente "di predio" dalla prima serata di ieri.


E' stata una giornata intensa quella di oggi, dopo una notte di preoccupazione. "Ad un certo punto abbiamo temuto davvero il peggio", ammette lo stesso Bussola. Mentre il DOS, con la vetta del Moregallo ancora avvolta da una densa nube tinta di rossastro dal filtrare del sole pronto a tramontare, nemmeno avverte più l'odore del fumo che, da ieri, stagna su Lecco e il circondario di Valmadrera, sospinto anche verso il sud della provincia, come pure verso il comasco e il monzese, a seconda delle rotazioni del vento, le stesse che hanno influenzato nel corso delle ore le rotte di canadair e elicotteri.



Alle 18 era ben una novantina le "bombe" da 6.000 litri una sganciate dall'elicottero giallo messo a disposizione dai vigili del fuoco. A fine turno, alle 19.30 quando l'autonomia sarà ultimata, supereranno quota 100. 500, complessivamente, le rotazioni degli altri due velivoli, capaci di sollevare e rilasciare 1.000 litri a volta. "Almeno l'acqua non manca", sottolinea, in riferimento alla vicinanza tra lago e incendio, il Direttore Proserpio, concedendosi un sorriso mentre le due radioline delle sue mani "cicaleggiano".


"Tutta la parte bassa, verso l'abitato è a posto: abbiamo bonificato l'area, così che per la notte si possa star tranquilli. La parte alta, più dietro rispetto al lago, continua invece a dare un po' più di problemi" ammette, facendo un bilancio. "Speriamo di riuscire a spegnerlo ma questa notte con il vento qualcosa ripartirà quasi sicuramente" aggiunge, sottolineando comunque come al momento non ci sia nulla da temere.


"La strada fino almeno a domani a mezzogiorno resterà chiusa" l'ultima precisazione, rimandando agli accertamenti in capo ai tecnici della Provincia ogni altra decisione in merito. Quanto a come proseguire con le operazioni di estinzione del fuoco e bonifica della zona, si vedrà domani quando il sole tornerà a sorgere dopo un'altra nottata che si preannuncia di bagliori rossi.

Il DOS Piero Proserpio

Da lì, Piero Proserpio per tutta la giornata ha coordinato il costante via vai del canadair e dei due elicotteri schierati per far fronte ad un rogo che, complici la siccità e il vento, si è propagato assai velocemente, lambendo tanto il versante "a lago" tanto quello verso Valmadrera, senza riuscire ad arrivare però a intaccare la chiesetta di San Isidoro al Sasso di Preguda, risparmiata anche grazie alla costante opera di manutenzione dell'area che la circonda (QUI l'articolo di questa mattina).


"Dobbiamo davvero solo ringraziare" sottolinea l'assessore della Comunità Montana Lario Orientale e Val San Martino Giovanni Bruno Bussola, passato personalmente, verso le 18 di questa sera, all'Orsa Maggiore per prendere contezza dell'evolversi della situazione, mentre ancora i "suoi" tecnici e volontari delle squadre antincendio erano ancora in servizio così come i "colleghi" della Comunità Montana Triangolo Lariano ed i vigili del fuoco, ininterrottamente "di predio" dalla prima serata di ieri.

A sinistra Giovanni Bruno Bussola

E' stata una giornata intensa quella di oggi, dopo una notte di preoccupazione. "Ad un certo punto abbiamo temuto davvero il peggio", ammette lo stesso Bussola. Mentre il DOS, con la vetta del Moregallo ancora avvolta da una densa nube tinta di rossastro dal filtrare del sole pronto a tramontare, nemmeno avverte più l'odore del fumo che, da ieri, stagna su Lecco e il circondario di Valmadrera, sospinto anche verso il sud della provincia, come pure verso il comasco e il monzese, a seconda delle rotazioni del vento, le stesse che hanno influenzato nel corso delle ore le rotte di canadair e elicotteri.



Alle 18 era ben una novantina le "bombe" da 6.000 litri una sganciate dall'elicottero giallo messo a disposizione dai vigili del fuoco. A fine turno, alle 19.30 quando l'autonomia sarà ultimata, supereranno quota 100. 500, complessivamente, le rotazioni degli altri due velivoli, capaci di sollevare e rilasciare 1.000 litri a volta. "Almeno l'acqua non manca", sottolinea, in riferimento alla vicinanza tra lago e incendio, il Direttore Proserpio, concedendosi un sorriso mentre le due radioline delle sue mani "cicaleggiano".


"Tutta la parte bassa, verso l'abitato è a posto: abbiamo bonificato l'area, così che per la notte si possa star tranquilli. La parte alta, più dietro rispetto al lago, continua invece a dare un po' più di problemi" ammette, facendo un bilancio. "Speriamo di riuscire a spegnerlo ma questa notte con il vento qualcosa ripartirà quasi sicuramente" aggiunge, sottolineando comunque come al momento non ci sia nulla da temere.


"La strada fino almeno a domani a mezzogiorno resterà chiusa" l'ultima precisazione, rimandando agli accertamenti in capo ai tecnici della Provincia ogni altra decisione in merito. Quanto a come proseguire con le operazioni di estinzione del fuoco e bonifica della zona, si vedrà domani quando il sole tornerà a sorgere dopo un'altra nottata che si preannuncia di bagliori rossi.
A.M.




















