Il Monte Moregallo non fuma (quasi) più, ma l'incendio non è ancora spento

La pioggia prevista per questa sera su Valmadrera è letteralmente sparita dai radar. Ed il vento, inclemente, continua a soffiare. Ma il Monte Moregallo, per fortuna, non fuma (quasi) più. L'incendio, divampato nel tardo pomeriggio di martedì, non può ancora dirsi estinto. Il rischio di riprese c'è ed è reale. Dopo giorni di costante apprensione, però, la tensione inizia a sciogliersi, anche al "campo base" allestito dinnanzi al parco di via Leopardi a Valmadrera.
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Antonio Pasquini e Cesare Colombo

Anche oggi, da lì, per accertarsi personalmente dell'evoluzione della situazione sono passati i rappresentanti politici della Comunità Montana Lario Orientale e Valle San Martino, il consigliere provinciale delegato alla Protezione civile Antonio Pasquini, gli amministratori comunali a cominciare dal sindaco Cesare Colombo. Quest'ultimo ha tenuto a precisare in una nota come in relazione all’incendio boschivo di ieri pomeriggio in località Mondonico "si precisa che è un episodio non collegabile direttamente all'incendio del Moregallo. E’ stata quindi aperta una scheda separata. Si ringraziano le forze dell'ordine per la fattiva collaborazione e si auspica come Amministrazione Comunale che, nel caso vi fossero delle responsabilità, vi saranno adeguati provvedimenti punitivi".
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Al centro in maglia gialla il DOS Stefano Casartelli

Come già ieri, a coordinare le operazioni oggi c'era Stefano Casartelli, della CM Triangolo Lariano, in veste di Direttore delle Operazioni di spegnimento (DOS), affiancato quale "apprendista" da Matteo Bettoni, della CM Val Seriana. Schierati sul campo, insieme ai vigili del fuoco, ancora una quarantina di volontari delle squadra antincendio. Preziosi, infaticabili. O quasi. "Ieri - racconta uno di loro - al Sasso di Preguda è stato un continuo: spegnevamo da una parte, ci spostavamo, tornavamo indietro a controllare ed era già ripartito da capo. Ad un certo punto - aggiunge, con una chiosa dialettale che ben rende la cifra delle energie profuse - al pomeriggio avevamo anche finito l'acqua da bere: non ne potevi piò".
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Costante anche in questo venerdì l'azione dei mezzi aerei. Dalle ore 7 ha spiccato il volo un elicottero della flotta antincendio regionale. A partire dalle 9, in rinforzo, è arrivato l’elicottero pesante Erickson S-64F, in grado di trasportare fino a 9.500 litri d’acqua per ciascun lancio.
Dopo "l'intervento dal cielo", con la pioggia caduta copiosa lato Mandello, "schivando" però Valmadrera, all'ora di pranzo è stato impiegato anche un Canadair, temporaneamente distaccato dallo scenario di Gordona (Sondrio), dove le condizioni meteorologiche ne impedivano l’operatività.
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Per la notte è stato predisposto l’impiego dei Nuclei SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) e TAS (Topografia Applicata al Soccorso) dei Vigili del Fuoco, con l’obiettivo di realizzare una mappatura aggiornata e precisa dei focolai attivi e fornire al Direttore delle Operazioni di Spegnimento un ulteriore supporto tecnico nelle valutazioni strategiche e operative.
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Lo stesso DOS, a fine giornata, parlava di una superfice attraversata dal fuoco rimasta piuttosto stabile, con oltre 200 ettari rilevati dalla strumentazione di cui meno di 150 quelli effettivamente "calpestabili", al netto dunque di speroni e picchi. "Il fronte oggi è rimasto pressochè invariato rispetto a ieri. L'aumento dell'umidità ha aiutato". Ora non resta che lasciar passare anche questa ulteriore nottata. 
A.M.
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