Carenno e gli Amici Casa del Fanciullo ricordano Padre Gherardo: incontro il 13, a 25 anni dalla morte

Nell'agosto 2001 si spegneva Padre Gherardo Gubertini. A distanza di 25 anni Carenno ricorderà con una serata di emozioni colui che è stato padre, nonno, maestro e protettore dei bambini e dei ragazzi transitati, nel tempo, dalla "Casa del Fanciullo", realtà che, pur essendo radicata altrove, dal 1959 ha scelto proprio il piccolo comune dell'alta Valle San Martino quale sede estiva, con il vociare di grandi e piccini che, da 1964, puntualmente, in ogni bella stagione, torna ad animare il cortile di quella che fu la cascina dell'avvocato Adolfo Rosa, generosamente offerta per concretizzare una delle tante brillanti idee di colui il quale sarà al contro dell'incontro in programma per giovedì 13, dalle 21, in chiesa.
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Nato a Monfestino di Serramazzoni nel 1913 e ordinato a Piacenza nel 1937, Padre Gherardo Gubertini allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale viene chiamato sotto le armi come cappellano militare. Nel 1942 parte per il fronte russo. È con l'esperienza bellica che riscopre il senso della propria vocazione religiosa, ponendo le basi della sua futura opera pastorale ed educativa. In un'omelia pronunciata il 21 agosto 1983 nel cortile della "Casa del Fanciullo" confessa: "Da quella campagna, da quell'incontro, da quelle lotte, da quei feriti, da quelle morti, da quelle invocazioni, da quella fede, da quelle preghiere, io ho capito la mia vocazione di sacerdote". Ma non solo. Sarà ancora l'esperienza della drammatica ritirata, ad indirizzare la sua missione verso i più piccoli, raccogliendo le preghiere di giovani soldati moribondi affinché, al ritorno, visitasse le loro famiglie e i loro figli rimasti orfani ed imbattendosi in una gelida isba dove lui ed altri compagni di sventura avevano trovato rifugio bambini affamati dalla devastazione della guerra.
Tornato a Piacenza, organizza così, nel 1947, presso il convento cittadino di Santa Maria di Campagna, con l'aiuto del Terz'Ordine Francescano, un doposcuola che raccoglie ogni pomeriggio un numero sempre maggiore di giovanissimi del quartiere, i quali ben presto diventano trecento. Nel giorno di Santa Lucia del 1948, con il sostegno della comunità piacentina, padre Gherardo fonda la "Casa del Fanciullo" (scuola, semi-convitto e doposcuola) che, nel 1950, ottiene il riconoscimento ufficiale dal Ministero della Pubblica Istruzione.
Nel 1959 nasce il primo "gruppo famiglia", per accogliere bambini soli e bisognosi di una casa. Da subito il padre francescano sente l'esigenza di trovare un luogo lontano dai pericoli della città, dove permettere ai ragazzi di trascorrere l'estate in tranquillità, a contatto con la natura, e dove poter continuare il programma educativo di formazione. Da qui l'arrivo a Carenno, dove anche in questi giorni, sono presenti dieci ragazzi, quasi tutti adolescenti, arrivati dalla comunità di Ivaccari. E dove l'Associazione Amici Casa del Fanciullo continua a custodire il ricordo di Padre Gherardo, organizzando iniziative a sostegno delle attività improntate dallo stesso. "Abbiamo i bambini nel DNA, ma è stato lui a infonderci la motivazione di fare volontariato" racconta Dario Redaelli, tra i promotori della serata del 13 agosto, nata con l'intento di riunire, in memoria del frate, a 25 anni dalla scomparsa, i carennesi e i brianzoli che animano il gruppo, occupandosi anche delle manutenzioni della sede estiva e della messa a disposizione degli spazzi alle realtà che ne fanno richiesta. 
"Ricordo di un Padre e di un Amici" il titolo dell'appuntamento, nel corso del quale verrà proiettato un filmato realizzato a Piacenza per il 10° anniversario della morte, intervallato da letture, creando "un percorso ragionato, da quando è diventato frate alla Russia, dalla Casa del Fanciullo fino alla dipartita". Le voci recitanti saranno quelle di Giuseppe Riva e Ivana Barlassina. L'alpino Vito Fornari di Rossino chiuderà la serata cantando l'Ave Maria composta da padre Gherardo.
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