Carenno: serata in ricordo di Padre Gherardo Gubertini
Un maestro di vita, di religione e di semplicità: è stato presentato così Padre Gherardo Gubertini, in una commemorazione che ha avuto luogo nella Chiesa dei Santi Pietro, Paolo e Biagio, a Carenno, nella serata di giovedì 13 luglio.
A distanza di 25 anni dalla sua morte, la comunità ha voluto ricordare Padre Gherardo con un appuntamento ricco di emozioni, caratterizzato dalla proiezione di un filmato intervallato da letture. La serata è stata suddivisa in sei parti, che hanno ripercorso le fasi più importanti della vita del Padre; dall’infanzia e dalla vocazione religiosa, passando per la guerra, la nascita, nel 1948, della ''Casa del Fanciullo'' fino alla dipartita.


Sin da subito, è apparso evidente il forte legame tra una figura così carismatica con Carenno e i carennesi, i quali hanno deciso di omaggiarlo con le voci recitanti di Ivana Barlassina e Giuseppe Riva, che hanno letto alcune testimonianze importanti per conoscere meglio Padre Gherardo, ''ottimo francescano, con una grande fede e spirito di povertà interiore''.
Per una curiosa coincidenza, nel venticinquesimo anno dalla sua morte, cade anche l’ottocentesimo dalla morte del santo. Carenno è stato appunto un paese di fondamentale importanza per il progetto della ''Casa del Fanciullo'': come è stato ricordato, infatti, l'obiettivo di Padre Gherardo, uomo affabile e determinato, era quello di creare uno spazio educativo per numerosi bambini svantaggiati, che non erano visti come semplici alunni, ma come persone con diritti, segreti, aspettative e sogni.


L’idea era quindi quella di un processo formativo da prolungare anche nella stagione estiva, nella quale i momenti di svago sarebbero stati più numerosi e che avrebbe favorito lo sviluppo dei rapporti umani. Unendo questo intento ad una forte passione per la montagna e la natura, è nata l’idea di creare una sede estiva a Carenno, nel 1959, paese che ha accolto con grande entusiasmo Padre Gherardo, come emerso dal discorso dell’allora sindaco Adolfo Rosa, proiettato dal filmato.
Dopo 25 anni, il ricordo di un personaggio così speciale è ancora vivido, soprattutto nella mente di coloro che lo hanno vissuto personalmente.
L’atmosfera che si respirava all’interno della chiesa non era però cupa, ma piena di rispetto e di silenzio, che dimostrano la volontà di omaggiare una figura straordinaria, la quale ha creato un progetto a suo tempo visionario e dato speranza a tanti bambini.
La serata si è conclusa con il canto del tenore e alpino di Rossino Vito Fornari, che ha eseguito vocalmente, senza accompagnamento musicale l’Ave Maria composta proprio da Padre Gherardo.



Sin da subito, è apparso evidente il forte legame tra una figura così carismatica con Carenno e i carennesi, i quali hanno deciso di omaggiarlo con le voci recitanti di Ivana Barlassina e Giuseppe Riva, che hanno letto alcune testimonianze importanti per conoscere meglio Padre Gherardo, ''ottimo francescano, con una grande fede e spirito di povertà interiore''.

Padre Gherardo Gubertini
Per una curiosa coincidenza, nel venticinquesimo anno dalla sua morte, cade anche l’ottocentesimo dalla morte del santo. Carenno è stato appunto un paese di fondamentale importanza per il progetto della ''Casa del Fanciullo'': come è stato ricordato, infatti, l'obiettivo di Padre Gherardo, uomo affabile e determinato, era quello di creare uno spazio educativo per numerosi bambini svantaggiati, che non erano visti come semplici alunni, ma come persone con diritti, segreti, aspettative e sogni.


L’idea era quindi quella di un processo formativo da prolungare anche nella stagione estiva, nella quale i momenti di svago sarebbero stati più numerosi e che avrebbe favorito lo sviluppo dei rapporti umani. Unendo questo intento ad una forte passione per la montagna e la natura, è nata l’idea di creare una sede estiva a Carenno, nel 1959, paese che ha accolto con grande entusiasmo Padre Gherardo, come emerso dal discorso dell’allora sindaco Adolfo Rosa, proiettato dal filmato.
Dopo 25 anni, il ricordo di un personaggio così speciale è ancora vivido, soprattutto nella mente di coloro che lo hanno vissuto personalmente.

La serata si è conclusa con il canto del tenore e alpino di Rossino Vito Fornari, che ha eseguito vocalmente, senza accompagnamento musicale l’Ave Maria composta proprio da Padre Gherardo.
D.L.




















