Lecco: caro energia, piscina chiusa e lavori, 52.500 euro al gestore del Bione. Nulla per il fotovoltaico inattivo
Il concessionario aveva chiesto 75.000 euro. Ne otterrà, al momento, 52.552 euro. Si è chiusa così la partita aperta, già prima delle elezioni, tra la Sport Plus SSD Srl e il Comune di Lecco in rifermento alla prima annualità di gestione degli impianti del Bione, con il contratto poi allungato fino al 31 agosto 2026 concedendo infine, alla scadenza, una proroga tecnica "per il tempo necessario alla valutazione e all'approfondimento delle scelte da assumere in relazione al progetto di partenariato pubblico-privato, per cui la precedente Amministrazione si era attivata, e comunque non oltre il 30 giugno 2027".

Nel novembre 2025, la Sport Plus SSD SRL aveva presentato istanza di riequilibrio del PEF della concessione per il periodo 01.09.2024 – 31.08.2025, per 70.036 euro chiedendo altresì un rimborso pari a ulteriori 4.973,10 euro per lavori eseguiti per conto di Palazzo Bovara.
Ne era scaturito con confronto con gli Uffici, con una prima analisi effettuata in contradditorio, la trasmissione di ulteriori atti, altre verifiche e richieste di chiarimenti/integrazioni, nonché un incontro tecnico con la documentazione prodotta dal concessionario che, in sostanza, come sintetizzato nella determina apparsa oggi all'albo pretorio, riconduceva la somma richiesta a cinque questioni: l'incremento dei costi energetici; la sospensione delle attività della piscina per guasti agli impianti di filtrazione e conseguenti interventi manutentivi straordinari a carico dell’Ente; lavori eseguiti per conto del Comune; i lavori viabilistici per il “quarto ponte” con riduzione degli accessi; la mancata attivazione dell’impianto fotovoltaico.

Capitolato alla mano, la dirigente del Servizio istruzione, ristorazione e sport, ha ritenuto di riconoscere alla Sport Plus 14.995,50 euro a copertura del 50% dell'effettivo "caro energia" dovuto ad una maggiore incidenza delle tariffe rispetto a consumi in linea con lo storico, 23.107,08 euro per 14 giorni di chiusura dell'impianto natatorio (aggiuntivi rispetto ai 15 di franchigia) e 4.973,10 per i lavori effettuati per conto dell’Ente, bloccando l'erogazione dei 40.000 euro che il concessionario avrebbe voluto vedersi riconoscere, quale misura anticipatoria per il periodo 2025/2026, in relazione ai disagi patiti per un cantiere inserito nel piano triennale e dunque "noto" alla sottoscrizione del contratto ma che, oggettivamente, ha "ostacolato" l'accesso al centro. Chiesto dunque alla società l’attivazione di un monitoraggio su un arco temporale più ampio, fino al 31.08.2026, degli effetti, posticipando così la valutazione degli stessi.
Tranchant, invece, la conclusione sulla mancata attivazione impianto fotovoltaico: "il rischio è integralmente allocato al concessionario. Nessun importo risulta riconoscibile".
Totale da pagare, dunque, 43.075,68 oltre Iva. Per, appunto, 52.552,33 euro.

Nel novembre 2025, la Sport Plus SSD SRL aveva presentato istanza di riequilibrio del PEF della concessione per il periodo 01.09.2024 – 31.08.2025, per 70.036 euro chiedendo altresì un rimborso pari a ulteriori 4.973,10 euro per lavori eseguiti per conto di Palazzo Bovara.
Ne era scaturito con confronto con gli Uffici, con una prima analisi effettuata in contradditorio, la trasmissione di ulteriori atti, altre verifiche e richieste di chiarimenti/integrazioni, nonché un incontro tecnico con la documentazione prodotta dal concessionario che, in sostanza, come sintetizzato nella determina apparsa oggi all'albo pretorio, riconduceva la somma richiesta a cinque questioni: l'incremento dei costi energetici; la sospensione delle attività della piscina per guasti agli impianti di filtrazione e conseguenti interventi manutentivi straordinari a carico dell’Ente; lavori eseguiti per conto del Comune; i lavori viabilistici per il “quarto ponte” con riduzione degli accessi; la mancata attivazione dell’impianto fotovoltaico.

Capitolato alla mano, la dirigente del Servizio istruzione, ristorazione e sport, ha ritenuto di riconoscere alla Sport Plus 14.995,50 euro a copertura del 50% dell'effettivo "caro energia" dovuto ad una maggiore incidenza delle tariffe rispetto a consumi in linea con lo storico, 23.107,08 euro per 14 giorni di chiusura dell'impianto natatorio (aggiuntivi rispetto ai 15 di franchigia) e 4.973,10 per i lavori effettuati per conto dell’Ente, bloccando l'erogazione dei 40.000 euro che il concessionario avrebbe voluto vedersi riconoscere, quale misura anticipatoria per il periodo 2025/2026, in relazione ai disagi patiti per un cantiere inserito nel piano triennale e dunque "noto" alla sottoscrizione del contratto ma che, oggettivamente, ha "ostacolato" l'accesso al centro. Chiesto dunque alla società l’attivazione di un monitoraggio su un arco temporale più ampio, fino al 31.08.2026, degli effetti, posticipando così la valutazione degli stessi.
Tranchant, invece, la conclusione sulla mancata attivazione impianto fotovoltaico: "il rischio è integralmente allocato al concessionario. Nessun importo risulta riconoscibile".
Totale da pagare, dunque, 43.075,68 oltre Iva. Per, appunto, 52.552,33 euro.




















