Tutte le strade che portano alCUBO³: è la volta di Alessandra Butti
Alessandra Butti è interprete di Lingua dei Segni Italiana e dal 2024 porta sul territorio lecchese corsi e iniziative dedicate. Un percorso che oggi approda anche ad alCUBO³

Come nasce il tuo percorso con la Lingua dei Segni e il desiderio di portarla sul territorio lecchese?
Il desiderio di diffondere la LIS a Lecco nasce nel 2024, al termine del mio percorso di studi in interpretariato presso l’Ente Nazionale Sordi di Milano. Sono una singola interprete, faccio parte dell’associazione di categoria Anilis, ma sul territorio opero autonomamente, affiancandomi quando necessario a un altro collega interprete. Volevo che quello che avevo imparato potesse avere una ricaduta concreta sulla provincia in cui sono nata e cresciuta, facendo conoscere meglio la Lingua dei Segni e contribuendo a rendere eventi e iniziative accessibili anche alle persone non udenti.
Il mio avvicinamento a questo mondo, in realtà, è nato quasi per caso. Sono sempre stata molto attiva nel sociale e sono cresciuta in un ambiente abituato all’accoglienza e alla cura dell’altro, anche grazie al bed & breakfast di famiglia. Proprio lì ho conosciuto un’ospite che lavorava come interprete presso il Tribunale di Milano: attraverso di lei ho scoperto questo mondo e ho deciso di intraprendere il mio percorso.
Sono convinta che una conoscenza diffusa della Lingua dei Segni possa essere una grande ricchezza. Non è necessario conoscerla in maniera approfondita: anche solo un’infarinatura permette di sensibilizzarsi e di guardare la quotidianità da un punto di vista diverso. Nei miei corsi cerco di raccontare anche che cosa significhino, per una persona sorda, situazioni apparentemente banali come attraversare la strada, sentire il campanello, svegliarsi al mattino o ordinare un caffè al bar. Mi interessa lasciare nei partecipanti anche soltanto un piccolo seme.

Dai bambini agli adulti, dai musei alla montagna: quali proposte hai costruito in questi anni?
Ho cercato fin dall’inizio di portare la LIS fuori dal solo contesto dei corsi e di farla entrare in esperienze molto diverse. Per i bambini dai 3 ai 7 anni ho ideato delle letture animate in Lingua dei Segni, realizzate anche con la Libreria Volante e in espansione verso altre biblioteche del Lecchese e il Centro per le Famiglie. Ci sono poi le visite guidate in LIS, pensate per rendere maggiormente accessibili musei, mostre e luoghi culturali: ne abbiamo organizzate, per esempio, al Museo Etnografico del Monte Barro e all’orto botanico del Centro Fatebenefratelli di Valmadrera.
Con Officina Badoni sono nati invece gli AperiLis, incontri dedicati a temi diversi – dallo sport alla cultura, dalla meditazione alla medicina – con ospiti, laboratori tradotti in Lingua dei Segni e un momento conviviale finale. Il 19 settembre, insieme a Trekking Lecco, è prevista anche la prima escursione in Lingua dei Segni sulle montagne lecchesi, con la partecipazione del gruppo CGSI - Giovani Sordi Italiani di Milano.
Quando ho iniziato non pensavo di incontrare tanto interesse: i primi corsi raccoglievano circa 15 persone e gli AperiLis una trentina, mentre nel tempo siamo arrivati anche a serate con più di 80 partecipanti. È stata una risposta che mi ha spronata a immaginare sempre nuove attività. Vedo inoltre una grande sensibilità da parte dei più giovani: nei miei corsi ho avuto partecipanti giovanissimi, persino un’alunna di otto anni. Credo che Lecco stia facendo passi importanti sul fronte dell’inclusione, anche se c’è ancora molta strada da percorrere. La LIS è stata riconosciuta in Italia nel 2021 e c’è ancora bisogno di partire dalle basi, anche semplicemente imparando a parlare di Lingua dei Segni e di persone sorde o non udenti.

Perché hai scelto alCUBO³ e quali corsi e occasioni dedicate alla LIS troveranno spazio in via dell’Eremo a partire dall’autunno?
Mi ha attirata soprattutto l’energia di alCUBO³: è uno spazio giovane e dinamico, nel quale convivono attività molto diverse e ognuno può mettere a disposizione degli altri una propria capacità. Dalla cena comunitaria all’orto, dallo yoga ai corsi di ricamo, mi piace l’idea che una competenza personale possa diventare patrimonio della comunità, creando relazioni e nuove sinergie. È proprio questo spirito che mi ha convinta a portare qui i miei prossimi corsi.
Dal 1° ottobre partiranno i corsi di Lingua dei Segni, articolati su tre livelli: LIS 1, dedicato alla sensibilizzazione e alle basi della lingua; LIS 2, intermedio; e LIS 3, avanzato. Sono percorsi semestrali per conoscere progressivamente la Lingua dei Segni e la cultura sorda attraverso attività, esercitazioni e laboratori, con il rilascio di un attestato. Per il primo livello non è richiesta alcuna conoscenza precedente. Le lezioni si terranno ogni giovedì dalle 19 alle 20.30, con cadenza settimanale, per un totale di 15 incontri.
Sempre ad alCUBO³ ci sarà il Cafe LIS, ogni primo giovedì del mese dalle 20.30 alle 22, rivolto a chi possiede già una base e vuole continuare a praticare la lingua in un ambiente rilassato, informale e inclusivo, insieme a persone udenti e sorde. Mi piacerebbe che tutto questo fosse soltanto un punto di partenza: l’obiettivo è creare nel tempo uno spazio continuativo che dia valore alla LIS, contribuisca a renderla una realtà sempre più conosciuta e accessibile e possa aprirsi in futuro anche a nuove attività ed eventi.
Per conoscere nel dettaglio tutte le attività, i corsi, gli eventi in programma e il calendario costantemente aggiornato di alCUBO³ è possibile consultare il sito dedicato: https://alcubolecco.it e il profilo Instagram alcubo.lecco

Come nasce il tuo percorso con la Lingua dei Segni e il desiderio di portarla sul territorio lecchese?
Il desiderio di diffondere la LIS a Lecco nasce nel 2024, al termine del mio percorso di studi in interpretariato presso l’Ente Nazionale Sordi di Milano. Sono una singola interprete, faccio parte dell’associazione di categoria Anilis, ma sul territorio opero autonomamente, affiancandomi quando necessario a un altro collega interprete. Volevo che quello che avevo imparato potesse avere una ricaduta concreta sulla provincia in cui sono nata e cresciuta, facendo conoscere meglio la Lingua dei Segni e contribuendo a rendere eventi e iniziative accessibili anche alle persone non udenti.
Il mio avvicinamento a questo mondo, in realtà, è nato quasi per caso. Sono sempre stata molto attiva nel sociale e sono cresciuta in un ambiente abituato all’accoglienza e alla cura dell’altro, anche grazie al bed & breakfast di famiglia. Proprio lì ho conosciuto un’ospite che lavorava come interprete presso il Tribunale di Milano: attraverso di lei ho scoperto questo mondo e ho deciso di intraprendere il mio percorso.
Sono convinta che una conoscenza diffusa della Lingua dei Segni possa essere una grande ricchezza. Non è necessario conoscerla in maniera approfondita: anche solo un’infarinatura permette di sensibilizzarsi e di guardare la quotidianità da un punto di vista diverso. Nei miei corsi cerco di raccontare anche che cosa significhino, per una persona sorda, situazioni apparentemente banali come attraversare la strada, sentire il campanello, svegliarsi al mattino o ordinare un caffè al bar. Mi interessa lasciare nei partecipanti anche soltanto un piccolo seme.

Dai bambini agli adulti, dai musei alla montagna: quali proposte hai costruito in questi anni?
Ho cercato fin dall’inizio di portare la LIS fuori dal solo contesto dei corsi e di farla entrare in esperienze molto diverse. Per i bambini dai 3 ai 7 anni ho ideato delle letture animate in Lingua dei Segni, realizzate anche con la Libreria Volante e in espansione verso altre biblioteche del Lecchese e il Centro per le Famiglie. Ci sono poi le visite guidate in LIS, pensate per rendere maggiormente accessibili musei, mostre e luoghi culturali: ne abbiamo organizzate, per esempio, al Museo Etnografico del Monte Barro e all’orto botanico del Centro Fatebenefratelli di Valmadrera.
Con Officina Badoni sono nati invece gli AperiLis, incontri dedicati a temi diversi – dallo sport alla cultura, dalla meditazione alla medicina – con ospiti, laboratori tradotti in Lingua dei Segni e un momento conviviale finale. Il 19 settembre, insieme a Trekking Lecco, è prevista anche la prima escursione in Lingua dei Segni sulle montagne lecchesi, con la partecipazione del gruppo CGSI - Giovani Sordi Italiani di Milano.
Quando ho iniziato non pensavo di incontrare tanto interesse: i primi corsi raccoglievano circa 15 persone e gli AperiLis una trentina, mentre nel tempo siamo arrivati anche a serate con più di 80 partecipanti. È stata una risposta che mi ha spronata a immaginare sempre nuove attività. Vedo inoltre una grande sensibilità da parte dei più giovani: nei miei corsi ho avuto partecipanti giovanissimi, persino un’alunna di otto anni. Credo che Lecco stia facendo passi importanti sul fronte dell’inclusione, anche se c’è ancora molta strada da percorrere. La LIS è stata riconosciuta in Italia nel 2021 e c’è ancora bisogno di partire dalle basi, anche semplicemente imparando a parlare di Lingua dei Segni e di persone sorde o non udenti.

Perché hai scelto alCUBO³ e quali corsi e occasioni dedicate alla LIS troveranno spazio in via dell’Eremo a partire dall’autunno?
Mi ha attirata soprattutto l’energia di alCUBO³: è uno spazio giovane e dinamico, nel quale convivono attività molto diverse e ognuno può mettere a disposizione degli altri una propria capacità. Dalla cena comunitaria all’orto, dallo yoga ai corsi di ricamo, mi piace l’idea che una competenza personale possa diventare patrimonio della comunità, creando relazioni e nuove sinergie. È proprio questo spirito che mi ha convinta a portare qui i miei prossimi corsi.
Dal 1° ottobre partiranno i corsi di Lingua dei Segni, articolati su tre livelli: LIS 1, dedicato alla sensibilizzazione e alle basi della lingua; LIS 2, intermedio; e LIS 3, avanzato. Sono percorsi semestrali per conoscere progressivamente la Lingua dei Segni e la cultura sorda attraverso attività, esercitazioni e laboratori, con il rilascio di un attestato. Per il primo livello non è richiesta alcuna conoscenza precedente. Le lezioni si terranno ogni giovedì dalle 19 alle 20.30, con cadenza settimanale, per un totale di 15 incontri.
Sempre ad alCUBO³ ci sarà il Cafe LIS, ogni primo giovedì del mese dalle 20.30 alle 22, rivolto a chi possiede già una base e vuole continuare a praticare la lingua in un ambiente rilassato, informale e inclusivo, insieme a persone udenti e sorde. Mi piacerebbe che tutto questo fosse soltanto un punto di partenza: l’obiettivo è creare nel tempo uno spazio continuativo che dia valore alla LIS, contribuisca a renderla una realtà sempre più conosciuta e accessibile e possa aprirsi in futuro anche a nuove attività ed eventi.
Per conoscere nel dettaglio tutte le attività, i corsi, gli eventi in programma e il calendario costantemente aggiornato di alCUBO³ è possibile consultare il sito dedicato: https://alcubolecco.it e il profilo Instagram alcubo.lecco




















