Replica alle considerazioni sulla Tari
Gentile Redazione,
leggo con attenzione le considerazioni ospitate sulle vostre colonne in merito alla mia nota sulla TARI. Quando si parla di "rispetto di chi paga" e di "verità dei numeri", sono il primo a voler rimettere i fatti nella giusta prospettiva.
Chi mi accusa di "mancanza di memoria storica" dimentica, o finge di dimenticare, che la politica non si fa con i fantasmi del passato, ma con la realtà che i lecchesi vivono oggi, nel 2026.
Liquidare un aumento del +9,65% sulle spalle dei cittadini nascondendosi dietro i tecnicismi dei complessi algoritmi di ARERA (MTR-3) o i “percorsi ereditati” è il classico scaricabarile della politica burocratica. I cittadini non pagano le bollette con i quadri regolatori, le pagano con i soldi veri. E dirò anche di più, se me lo consentite, senza fare polemiche sterili e pedanti: un’amministrazione ha il dovere politico e la facoltà di intervenire per mitigare l’impatto delle tariffe, trovando efficienze interne o rimodulando i costi del servizio.
Quanto al richiamo all’anno 2018: sono passati otto anni. Otto anni in cui il contesto economico generale è drammaticamente peggiorato, il potere d’acquisto delle famiglie è crollato e l’inflazione reale morde i bilanci domestici. Paragonare la sostenibilità di un aumento odierno con quella di quasi un decennio fa significa ignorare la reale sofferenza economica attuale dei lecchesi.
Ma il punto centrale che la contro-replica evita accuratamente di affrontare è il rapporto tra costo e qualità del servizio. Nel 2018 si affrontavano investimenti strutturali e trasformazioni del servizio non da poco: si può consultare il capitolato, se si volesse essere intellettualmente corretti. Oggi, nel 2026, a fronte di un aumento vicino al 10%, la città si presenta con cestini perennemente strabordanti, strade sporche e sacchetti abbandonati.
La mia non è “fantasia contabile”, è la constatazione di ciò che si vede camminando per Lecco. I cittadini hanno il diritto di pretendere che a tariffe più alte corrisponda una città più pulita. Ad oggi, purtroppo, registriamo solo la precisione al centesimo nel riscuotere, e il vuoto assoluto sul decoro urbano.
leggo con attenzione le considerazioni ospitate sulle vostre colonne in merito alla mia nota sulla TARI. Quando si parla di "rispetto di chi paga" e di "verità dei numeri", sono il primo a voler rimettere i fatti nella giusta prospettiva.
Chi mi accusa di "mancanza di memoria storica" dimentica, o finge di dimenticare, che la politica non si fa con i fantasmi del passato, ma con la realtà che i lecchesi vivono oggi, nel 2026.
Liquidare un aumento del +9,65% sulle spalle dei cittadini nascondendosi dietro i tecnicismi dei complessi algoritmi di ARERA (MTR-3) o i “percorsi ereditati” è il classico scaricabarile della politica burocratica. I cittadini non pagano le bollette con i quadri regolatori, le pagano con i soldi veri. E dirò anche di più, se me lo consentite, senza fare polemiche sterili e pedanti: un’amministrazione ha il dovere politico e la facoltà di intervenire per mitigare l’impatto delle tariffe, trovando efficienze interne o rimodulando i costi del servizio.
Quanto al richiamo all’anno 2018: sono passati otto anni. Otto anni in cui il contesto economico generale è drammaticamente peggiorato, il potere d’acquisto delle famiglie è crollato e l’inflazione reale morde i bilanci domestici. Paragonare la sostenibilità di un aumento odierno con quella di quasi un decennio fa significa ignorare la reale sofferenza economica attuale dei lecchesi.
Ma il punto centrale che la contro-replica evita accuratamente di affrontare è il rapporto tra costo e qualità del servizio. Nel 2018 si affrontavano investimenti strutturali e trasformazioni del servizio non da poco: si può consultare il capitolato, se si volesse essere intellettualmente corretti. Oggi, nel 2026, a fronte di un aumento vicino al 10%, la città si presenta con cestini perennemente strabordanti, strade sporche e sacchetti abbandonati.
La mia non è “fantasia contabile”, è la constatazione di ciò che si vede camminando per Lecco. I cittadini hanno il diritto di pretendere che a tariffe più alte corrisponda una città più pulita. Ad oggi, purtroppo, registriamo solo la precisione al centesimo nel riscuotere, e il vuoto assoluto sul decoro urbano.
Ezio Venturini, Patto per il Nord




















