Tutte le strade che portano alCUBO³: è la volta di Marta, Cecilia e Luca

Anche lo yoga entra nella programmazione di alCUBO³, con tre proposte differenti affidate a Marta Colombo, Cecilia Tanzi e Luca Elo-Ani Cerea. Hatha, Yin e Vinyasa Yoga diventano così parte delle attività proposte nello spazio in via dell’Eremo. 
yogacubo__1_.jpeg (61 KB)Come vi siete avvicinati al mondo dello yoga e cosa vi ha spinto ad approfondirne la pratica?
Per Marta Colombo l’incontro con lo yoga risale agli anni del liceo, quando quella disciplina le appariva ancora come «un mondo molto lontano rispetto a quello che vivevo quotidianamente», capace di offrirle calma e tranquillità in una fase, come l’adolescenza, segnata spesso da ansie, preoccupazioni e insicurezze. Una scoperta giovane anche per Cecilia Tanzi, che ha partecipato alla sua prima lezione a 18 anni quasi controvoglia, trascinata da un’amica: «Superata una prima fase di imbarazzo, mi sono presto innamorata delle posture, del modo in cui vedevo il mio corpo muoversi e della possibilità di sperimentare». Con il tempo, racconta, lo yoga è diventato molto più di una pratica fisica: «Uno spazio in cui fermarsi, concentrarsi sul presente e imparare a conoscere meglio il proprio corpo e le proprie emozioni», prezioso anche nei momenti di maggiore stress, dalla maturità agli esami universitari fino alla ricerca di un lavoro.
Luca Elo-Ani Cerea si è avvicinato allo yoga insieme alla meditazione, trovandovi «una modalità particolare e interessante di rispondere agli interrogativi dell’esistenza». Una disciplina che, anziché spingere continuamente verso un risultato, «ci chiede prima di tutto di osservarci, di fermarsi e dare spazio a ciò che sta accadendo nel qui e ora». A rappresentarne il senso, per l’insegnante, è una frase alla quale è particolarmente legato: «La felicità non è qualcosa che si acquisisce, è un ritorno a casa». 
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Quale pratica proporrete ad alCUBO³ e su quali aspetti lavorerete durante le lezioni?
Le tre proposte permetteranno di avvicinarsi al mondo dello yoga attraverso modalità differenti. Marta Colombo guiderà il percorso di Hatha e Yin Yoga, in programma la domenica dalle 10 alle 11, con un focus particolare sulla respirazione. «Nella quotidianità e nella frenesia di ogni giorno facciamo fatica anche solo a osservare come sta il nostro corpo, come stiamo respirando e quale sia il nostro stato d’animo», spiega. Un’attenzione apparentemente semplice, ma capace di guardare a mente e corpo. 
Cecilia Tanzi proporrà invece il Vinyasa Yoga, il venerdì dalle 19 alle 20: «Una pratica in movimento, ma sempre attenta all’ascolto del corpo». Le posizioni si susseguono in un flusso accompagnato dal respiro, lavorando su forza, mobilità, equilibrio e coordinazione. L’approccio, però, non vuole essere rigido: «Mi piace che ci sia spazio per sperimentare, giocare con il corpo e anche divertirsi». L’obiettivo è imparare progressivamente a coordinare movimento e respirazione, sperimentando qualcosa di nuovo senza perdere il rispetto dei propri limiti.
Il giovedì dalle 19 alle 20 sarà invece la volta dell’Hatha Yoga di Luca Elo-Ani Cerea, una pratica lenta e meditativa che, attraverso il respiro consapevole, punta a sciogliere le tensioni e favorire il rilassamento profondo. Lo yoga diventa così «una lenta e pacifica indagine della misteriosa relazione tra mente, corpo e respiro», capace di partire dagli aspetti più concreti della pratica per arrivare progressivamente agli strati più profondi della persona.
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Portare lo yoga all’interno di uno spazio di attivazione giovanile come alCUBO³ significa renderlo più vicino e accessibile alle nuove generazioni. 
Per tutti e tre gli insegnanti, l’inserimento dello yoga all’interno di alCUBO³ rappresenta soprattutto un modo per avvicinare la disciplina a un pubblico che spesso la percepisce come distante. «Lo yoga viene ancora percepito come più adatto alle persone adulte», osserva Marta, mentre iniziare a praticarlo già da giovani può fornire strumenti semplici per affrontare con maggiore serenità ansie, tensioni e difficoltà quotidiane, anche solo imparando a osservare il proprio respiro, ritrovando così una maggiore centratura.
Della stessa idea Cecilia, per la quale portare lo yoga in uno spazio dedicato ai giovani significa renderlo «un’occasione di benessere, aggregazione e scoperta». Un modo per prendersi una pausa dalla quotidianità, ritrovare concentrazione e costruire un rapporto più positivo con il proprio corpo. «Mi piace l’idea che non venga presentato come qualcosa di distante, complicato o “perfetto”, ma come un’esperienza aperta a tutti», sottolinea.
Per Luca, infine, la scelta ha anche un significato legato alla natura stessa del progetto alCUBO³: «Conosco molte delle persone che si sono messe al servizio di questo spazio e condivido con loro tante idee». Partecipare significa quindi contribuire a «un progetto in cui credo», ma anche entrare in relazione con le molte realtà che lo animano: «La varietà di progetti presenti qui può portare allo sviluppo di tante nuove idee, e farne parte mi stimola moltissimo».

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Per conoscere nel dettaglio tutte le attività, i corsi, gli eventi in programma e il calendario costantemente aggiornato di alCUBO³ è possibile consultare il sito dedicato: https://alcubolecco.it e il profilo Instagram alcubo.lecco

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