Lecco: vecchio lavatoio sul Gerenzone da sistemare ma con qualche perplessità

Il Comune sistemerà il vecchio lavatoio del Paradone, in via Boiardo a Laorca, da anni preda del degrado e il cui tetto rischia anche di crollare. È un’opera che l’attuale giunta comunale eredita da quella precedente: si tratta infatti di un progetto voluto dall’ex assessora all’ambiente Renata Zuffi e che prevede opere di manutenzione straordinaria, la ricostruzione appunto della copertura con la realizzazione di un tetto-giardino, il risanamento delle facciate, il rifacimento degli intonaci e delle facciate, la sostituzione dei serramenti. Per l’intervento, è disponibile a bilancio una cifra complessiva di 80 mila euro.
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Le condizioni in cui versava il lavatoio

Nel giugno scorso, si è proceduto ad affidare i lavori all’impresa lecchese “Fratelli Bianchi” per un importo di quasi 44mila euro (più Iva), ai quali vanno aggiunti i quasi 6mila euro (più Iva) per la direzione di lavori affidata allo studio “Ellevi” di Lecco. Inoltre, all’inizio di questo mese di agosto è stato affidato all’ingegnere Serena Rusconi di Bellano l’incarico di effettuare un collaudo statico della struttura (per un importo circa 1500 euro, in questo caso Iva inclusa). I lavori dovrebbero concludersi nella prossima primavera.
Una volta sistemata la struttura, si terrà un concorso per l’affidamento della gestione ad associazioni interessate. Nell’autunno scorso, in commissione consiliare la stessa assessore Zuffi parlava di uno spazio polifunzionale per varie attività.
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La sistemazione del lavatoio chiude una vicenda che si trascina dal 2019, quando alla guida della città vi era ancora il sindaco Virginio Brivio che aveva destinato a opere di manutenzione straordinaria di strutture presenti in città la cifra di 40 mila euro (diventati poi 80mila negli anni successivi con l’esecutivo di Mauro Gattinoni) provenienti dalle cave esistenti nel perimetro comunale.
Sull’utilizzo di quella cifra si è ragionato a lungo, prendendo in considerazione e poi scartando una serie di ipotesi. 
Anche l’Officina Gerenzone – l’associazione impegnata nella salvaguardia e nel recupero delle testimonianze industriali ancora esistenti sull’asse del torrente – aveva presentato le proprie idee. Come si ricorderà, c’era (e c’è) il progetto del recupero della diga del Paradone, proprio a poca distanza dal lavatoio. Me c’erano e ci sono anche altre possibilità nell’ambito della riqualificazione proprio del corso del Gerenzone. Se per la diga, l’associazione si è mossa per conto proprio contando sul sostegno della Fondazione comunitaria del Lecchese, per un altro progetto contava sull’impegno del Comune: la realizzazione di un “passaggio di sponda”, un camminamento dal Paradone al parco di via Tirabagia a San Giovanni. Un percorso che, rispetto alla sistemazione del vecchio lavatoio, presenta qualche aspetto tecnico di maggior complessità: di fatto, il Comune ha finito con il non prenderlo in considerazione.
«Evidentemente – dice il presidente dell’Officina Gerenzone, Paolo Colombo – non c’era la volontà politico o sussistevano problemi di carattere tecnico da parte degli uffici comunali. L’ho scritto all’assessore Zuffi e c’è stato qualche momento di tensione».
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In quanto al lavatoio di via Boiardo, Colombo aggiunge «È’ struttura degli anni Cinquanta in calcestruzzo armato che aveva sostituito il lavatoio più antico e poi è stato abbandonato. Soprattutto, è posizionato in una zona defilata e scomoda. Francamente, non so quale associazione possa farsi carico di gestire quella struttura. Se proprio si voleva recuperare un lavatoio, avevamo suggerito quello di via Fucini a Rancio. Ma non siamo stati ascoltati.»
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Il lavatoio di via Fucini a Rancio

Da parte sua, l’associazione è ora impegnata sul progetto di recupero del casello del custode alla diga del Paradone, il vecchio impianto di regolazione della distribuzione delle acque del Gerenzone alle varie aziende.
Il casello è diviso in due parti, una in muratura che fungeva da ricovero per il custode e una seconda parte è invece in legno e all’interno sono conservati i macchinari ancora funzionanti.
Il denaro necessario è sul tavolo: ventimila euro sono stati raccolti dall’Officina Gerenzone attraverso una sottoscrizione pubblica e altri ventimila sono messi a disposizione dalla Fondazione comunitaria del Lecchese. Il cantiere sarà aperto il prossimo mese e nel periodo a cavallo tra settembre e ottobre i lavori entreranno nel vivo. Entro la fine dell’anno dovranno essere conclusi.
La diga del Paradone sarà così uno dei “gioielli” lungo l’itinerario di archeologia industriale sul Gerenzone.
D.C.
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