Galbiate: patteggia 4 anni per la morte di Luisa Spreafico, investita nel 2024

L'aveva investita, era tornata a casa e con un'altra auto, con il marito che aveva poi anche provato a riparare quella ammaccata, era tornata sul luogo dell'incidente allertando il 112, omettendo però il proprio coinvolgimento in un incidente dell'esito mortale. Ha patteggiato quest'oggi in Tribunale a Lecco - dove non si è presentata personalmente, rappresentata dall'avvocato Luca Marsigli - la 72enne di Ello che, il 24 giugno 2024, lungo la strada provinciale che dal centro di Galbiate conduce verso la frazione Bartesate, ha travolto Luisa Emilia Spreafico, pensionata malgratese, madre di tre figli, nota per il suo impegno in parrocchia e nel Movimento Terza Età, sbalzandola oltre la barriera laterale, dove era stata poi rinvenuta dai sanitari arrivati in posto congiuntamente ai vigili del fuoco e alle forze dell'ordine.
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Incompatibili con la vita le ferite riportate, con la morte della 69enne sopraggiunta poi due giorni dopo in ospedale, nonostante il prodigarsi del personale del Manzoni. A due anni dal sinistro, Italia Viva aveva portato il caso in Parlamento, con un'interrogazione sui tempi dell'amministrazione della Giustizia a Lecco. A distanza di pochi mesi, quest'oggi la chiusura della vicenda, con la pena inasprita rispetto a quanto prospettato in un primo momento, lasciando comunque deluso il figlio della malgratese, presente, con il padre, anche a nome delle due sorelle, alla lettura del dispositivo dopo aver partecipato al processo depositando tre memorie acquisite agli atti ed aver, per ora, rinunciato al risarcimento offerto.
Il conto finale si è chiuso a quattro anni, dopo l'archiviazione della posizione del marito, non tacciabile di "favoreggiamento" proprio in considerazione del legame famigliare, come previsto dalla legge.
Seguirà un altro binario, invece, il secondo fascicolo originato dall'incidente. Ci sono, infatti, tre dipendenti della Provincia di Lecco chiamati a rispondere di concorso per quanto avvenuto per la mancata manutenzione del verde a bordo strada, con la presenza di rami sporgenti che avrebbe impedito a Emilia Spreafico di camminare rasente al limite della carreggiata. Si tratta, in scala gerarchica, di un dirigente, un capocantoniere e un cantoniere. Nei loro confronti la Procura, rappresentata dal sostituto Chiara Stoppioni, ha già chiesto l'esercizio dell'azione penale. Si attende l'udienza.
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