Valgreghentino: in tanti per l’ultimo saluto a Matteo. La mamma, ''voglio immaginarti in riva a un lago a pescare''
Un cielo grigio, la pioggia e una chiesa troppo piccola per contenere tutte le persone arrivate per salutarlo. Nella mattinata di giovedì 10 settembre la comunità di Valgreghentino si è stretta attorno a mamma Magda, al fratello Marco, alla fidanzata Elisa e a tutta a famiglia di Matteo Mamone, il giovane conosciuto da tutti come ''Il Betulla'', vittima del tragico incidente avvenuto sabato sera in Via Aldo Moro insieme all’amico Tarek Amari.

La parrocchiale di San Giorgio Martire si è riempita ben prima dell’inizio delle esequie e in molti sono rimasti all’esterno. Amici, parenti, conoscenti, ragazzi cresciuti con lui e tanti semplici cittadini hanno voluto esserci per accompagnare nell’ultimo viaggio Matteo, giardiniere di professione, appassionato di pesca e volto conosciuto nella comunità e nell’oratorio del paese, che il prossimo 20 settembre avrebbe compiuto 26 anni.

A celebrare la messa è stato il parroco don Paolo Ventura, che nell’omelia non ha nascosto lo smarrimento generato dalla morte improvvisa di un ragazzo così giovane. ''Davanti alla bara di Matteo sorgono tante domande'', ha ricordato il sacerdote, soffermandosi sulla fragilità della vita e sui sogni, gli affetti e i progetti interrotti in un istante.
Don Paolo ha invitato però la comunità, e soprattutto i tanti giovani presenti, a non lasciare che il dolore cancelli l’amore per la vita. Il ricordo di Matteo, ha spiegato, deve diventare occasione per amare ancora di più, comprendere la sofferenza degli altri e non lasciare solo nessuno. Un pensiero particolare è stato rivolto alla mamma, al fratello, alla compagna e agli amici, chiamati a custodire Matteo attraverso ''quella potentissima forma di incontro che è il ricordo''.

Le parole più commoventi sono arrivate al termine della celebrazione. Una signora ha letto per conto di mamma Magda il messaggio che ha scritto per il figlio. Un saluto intimo, che ha ripercorso tutta la vita di Matteo a partire dal giorno della sua nascita, quando la sua fretta di venire al mondo gli era già valsa dall’ostetrica il soprannome di ''bambino lampo''.
''Tu eri così, sempre di corsa, sempre in movimento'' ha scritto la mamma, ricordandolo come un ''dolce terremoto'' e quel ''gigante buono'' che tanti avevano imparato a conoscere.

Poi il ricordo degli anni più difficili, dopo la morte del papà. Magda ha raccontato di quando Matteo, ancora giovane, aveva trovato le parole per darle la forza di continuare: ''Papà non c’è più. Ma tu sì, e noi abbiamo bisogno di te''. ''Insieme siamo arrivati lontano, grazie a te che nonostante tutto sei sempre stato forte e a volte anche troppo. Ora non ci sei più. Sei entrato nella mia vita in fretta e te ne sei uscito correndo'', ha proseguito la mamma. E infine l’immagine con cui ha scelto di salutarlo: ''Voglio immaginarti da qualche parte in riva a un lago con tuo papà e il nonno che pescate felici. Matteo, sarai sempre nel mio cuore''.

A prendere idealmente la parola sono state poi anche le sue maestre, attraverso un messaggio letto da una insegnante. Lo hanno ricordato bambino sui banchi di scuola, capace di regalare sorrisi e di proteggere i compagni senza chiedere nulla in cambio: ''Vogliamo ringraziare il Signore, perché hai saputo voler bene ai tuoi compagni nei piccoli gesti, aprendo il tuo cuore e spesso proteggendoli come avrebbe fatto un papà''.

Un ragazzo che già da piccolo aveva imparato a prendersi cura della natura, ''mettendo le mani nella terra senza paura di sporcarsi''. ''L’amicizia per te ha sempre avuto un grande valore. Sei stato generoso nel donarla e siamo sicure che questo insegnamento resterà nel cuore dei tuoi amici''. E poi ancora: ''Hai mantenuto un cuore semplice, disponibile e accogliente e grazie a questo ti sei circondato di tanti amici''. Il ricordo delle insegnanti si è concluso con un ultimo ''Ciao Matteo, resterai nel nostro cuore''.

Poche parole, ma cariche di tutto il dolore di questi giorni, anche quelle della compagna Elisa, salita all’altare in lacrime. ''Continuo a pensare all’amore che mi hai dato in questi quattro anni. A modo tuo, molto a modo tuo, mi hai insegnato cos’è davvero l’amore. Non lo dimenticherò mai. Ti amo per sempre''.

Terminata la celebrazione, l’ultimo saluto si è spostato sul sagrato. Una folla si è stretta ancora una volta attorno alla famiglia mentre dagli altoparlanti sono risuonate le note di ''Gli angeli'' di Vasco Rossi. Un lungo abbraccio, durato tutta la canzone. Quindi sono comparsi alcuni palloncini bianchi, presi in mano dai familiari e lasciati lentamente salire verso il cielo grigio di Valgreghentino. Un ultimo grido, arrivato dalla folla: ''Ciao Teo''. Poi un lungo applauso. Il carro funebre ha quindi lasciato Valgreghentino diretto al tempio crematorio.

Il funerale di Matteo è arrivato dopo un’altra grande manifestazione d’affetto che soltanto poche ore prima aveva unito Valgreghentino. Nella serata di mercoledì 9 settembre un migliaio di persone aveva infatti partecipato alla fiaccolata in memoria sua e di Tarek, percorrendo in religioso silenzio il tragitto dal centro sportivo fino a via Aldo Moro. In questi giorni gli amici dei due ragazzi avevano inoltre avviato due raccolte fondi per sostenere concretamente le rispettive famiglie, raccogliendo in pochissimo tempo oltre 20mila euro complessivi. Quella dedicata a Matteo, promossa dagli ex compagni della scuola media di Airuno, è stata destinata alla mamma Magda per contribuire alle spese del funerale.

E mentre Valgreghentino ha accompagnato ''Il Betulla'' nel suo ultimo viaggio terreno, nelle prossime ore il saluto sarà rivolto all'amico Tarek Amari, vittima del medesimo, tragico destino. Domani alle ore 18 in programma un momento commemorativo a Olginate, all'esterno del palazzetto - nella ricorrenza del suo compleanno - mentre sabato i funerali saranno celebrati al centro islamico di Lecco.

Il feretro di Matteo Mamone lascia la parrocchiale
La parrocchiale di San Giorgio Martire si è riempita ben prima dell’inizio delle esequie e in molti sono rimasti all’esterno. Amici, parenti, conoscenti, ragazzi cresciuti con lui e tanti semplici cittadini hanno voluto esserci per accompagnare nell’ultimo viaggio Matteo, giardiniere di professione, appassionato di pesca e volto conosciuto nella comunità e nell’oratorio del paese, che il prossimo 20 settembre avrebbe compiuto 26 anni.

A celebrare la messa è stato il parroco don Paolo Ventura, che nell’omelia non ha nascosto lo smarrimento generato dalla morte improvvisa di un ragazzo così giovane. ''Davanti alla bara di Matteo sorgono tante domande'', ha ricordato il sacerdote, soffermandosi sulla fragilità della vita e sui sogni, gli affetti e i progetti interrotti in un istante.


Il momento dell'omelia affidato a don Paolo Ventura
Le parole più commoventi sono arrivate al termine della celebrazione. Una signora ha letto per conto di mamma Magda il messaggio che ha scritto per il figlio. Un saluto intimo, che ha ripercorso tutta la vita di Matteo a partire dal giorno della sua nascita, quando la sua fretta di venire al mondo gli era già valsa dall’ostetrica il soprannome di ''bambino lampo''.
''Tu eri così, sempre di corsa, sempre in movimento'' ha scritto la mamma, ricordandolo come un ''dolce terremoto'' e quel ''gigante buono'' che tanti avevano imparato a conoscere.

Poi il ricordo degli anni più difficili, dopo la morte del papà. Magda ha raccontato di quando Matteo, ancora giovane, aveva trovato le parole per darle la forza di continuare: ''Papà non c’è più. Ma tu sì, e noi abbiamo bisogno di te''. ''Insieme siamo arrivati lontano, grazie a te che nonostante tutto sei sempre stato forte e a volte anche troppo. Ora non ci sei più. Sei entrato nella mia vita in fretta e te ne sei uscito correndo'', ha proseguito la mamma. E infine l’immagine con cui ha scelto di salutarlo: ''Voglio immaginarti da qualche parte in riva a un lago con tuo papà e il nonno che pescate felici. Matteo, sarai sempre nel mio cuore''.

A prendere idealmente la parola sono state poi anche le sue maestre, attraverso un messaggio letto da una insegnante. Lo hanno ricordato bambino sui banchi di scuola, capace di regalare sorrisi e di proteggere i compagni senza chiedere nulla in cambio: ''Vogliamo ringraziare il Signore, perché hai saputo voler bene ai tuoi compagni nei piccoli gesti, aprendo il tuo cuore e spesso proteggendoli come avrebbe fatto un papà''.

Un ragazzo che già da piccolo aveva imparato a prendersi cura della natura, ''mettendo le mani nella terra senza paura di sporcarsi''. ''L’amicizia per te ha sempre avuto un grande valore. Sei stato generoso nel donarla e siamo sicure che questo insegnamento resterà nel cuore dei tuoi amici''. E poi ancora: ''Hai mantenuto un cuore semplice, disponibile e accogliente e grazie a questo ti sei circondato di tanti amici''. Il ricordo delle insegnanti si è concluso con un ultimo ''Ciao Matteo, resterai nel nostro cuore''.

Poche parole, ma cariche di tutto il dolore di questi giorni, anche quelle della compagna Elisa, salita all’altare in lacrime. ''Continuo a pensare all’amore che mi hai dato in questi quattro anni. A modo tuo, molto a modo tuo, mi hai insegnato cos’è davvero l’amore. Non lo dimenticherò mai. Ti amo per sempre''.

Terminata la celebrazione, l’ultimo saluto si è spostato sul sagrato. Una folla si è stretta ancora una volta attorno alla famiglia mentre dagli altoparlanti sono risuonate le note di ''Gli angeli'' di Vasco Rossi. Un lungo abbraccio, durato tutta la canzone. Quindi sono comparsi alcuni palloncini bianchi, presi in mano dai familiari e lasciati lentamente salire verso il cielo grigio di Valgreghentino. Un ultimo grido, arrivato dalla folla: ''Ciao Teo''. Poi un lungo applauso. Il carro funebre ha quindi lasciato Valgreghentino diretto al tempio crematorio.

Il funerale di Matteo è arrivato dopo un’altra grande manifestazione d’affetto che soltanto poche ore prima aveva unito Valgreghentino. Nella serata di mercoledì 9 settembre un migliaio di persone aveva infatti partecipato alla fiaccolata in memoria sua e di Tarek, percorrendo in religioso silenzio il tragitto dal centro sportivo fino a via Aldo Moro. In questi giorni gli amici dei due ragazzi avevano inoltre avviato due raccolte fondi per sostenere concretamente le rispettive famiglie, raccogliendo in pochissimo tempo oltre 20mila euro complessivi. Quella dedicata a Matteo, promossa dagli ex compagni della scuola media di Airuno, è stata destinata alla mamma Magda per contribuire alle spese del funerale.

E mentre Valgreghentino ha accompagnato ''Il Betulla'' nel suo ultimo viaggio terreno, nelle prossime ore il saluto sarà rivolto all'amico Tarek Amari, vittima del medesimo, tragico destino. Domani alle ore 18 in programma un momento commemorativo a Olginate, all'esterno del palazzetto - nella ricorrenza del suo compleanno - mentre sabato i funerali saranno celebrati al centro islamico di Lecco.
E.Ma.





















