Garlate: aperta la 33^ Festa delle Corti, 'affermazione di un senso di appartenenza'
Sempre uguale. Sempre diversa. Trentatreesima edizione per la Festa delle Corti, consolidata tradizione tutta garlatese che, per un fine settimana, torna a rendere animati e pubblici, liberamente fruibili, spazi una volta comunitari, come per l'appunto le corti che si susseguono nel centro storico del piccolo comune lecchese, ciascuna con una (o più) peculiarità.


Una manifestazione che, come sottolineato dal sindaco Giuseppe Conti questo pomeriggio durante la cerimonia del taglio del nastro, si svolge ininterrottamente, ad eccezione del biennio del covid, da un terzo di secolo. "Questo - ha rimarcato il primo cittadino, parlando ad una platea di rappresentanti istituzionali e del mondo associativo del paese, coinvolti nella complessa macchina organizzativa dell'evento - non è un dettaglio temporale, ma una caratteristica che è dentro la stessa identità della Festa".


Nato, in un contesto assai diverso da quello attuale, per raccogliere fondi per la biblioteca cercando al contempo di far conoscere un comune che, per tanti, era solo un gruppo di case ai margini dell'allora statale, l'appuntamento - ha sottolineato Conti - è diventato sinonimo di buon cibo, divertimento, spettacoli per tutti.


"Ma per i garlatesi costruire la Festa, essere partecipi della Festa, diventa affermazione di un senso di appartenenza, di una identità riconosciuta allora come oggi. Il percorso che unisce questi 33 anni è anche un percorso di memoria che ci ripropone modalità di vita che anche l'evoluzione del nostro pensiero rivaluta. Con la vita frenetica di oggi che ci opprime e col tempo che scappa, la lentezza con cui si svolgeva la vita di un tempo, della civiltà delle Corti, è diventata una aspirazione; la resilienza che caratterizzava lo scorrere del tempo in questi cortili è ora citatissima e moderna, anzi una parola chiave per interpretare il presente. La solidarietà era una caratteristica preminente della società di allora. Diventavano tutti volontari al bisogno (…). In questo senso le Corti rappresentavano in modo evidente il luogo delle relazioni, delle condivisioni, della crescita di un sentimento di comunità. E' quello che ora noi intendiamo come il contrario di quei "non luoghi" monofunzionali e per molti versi alienanti, dove non c'è spazio per niente di tutto se non per le funzioni dedicate: consumare, comprare, spostarsi, dormire… ma non vivere, parlarsi direttamente, intessere relazioni, esistere al di là di quello che riusciamo a fare con i cellulare" ha aggiunto ancora, ascoltato anche dai figuranti del sodalizio valmadrerese di Noi x Voi, la cui presenza - novità di quest'anno - ha ulteriormente aiutato i visitatori a tornare indietro nel tempo.


"Questi decenni trascorsi - la chiosa quindi di Conti, prima di passare ai ringraziamenti, definendo l'assessore Diana Nava la spina dorsale dell'evento - non rappresentano solo il passato o la memoria di un mondo che non c'è più ma sono un ponte che ci collega con le motivazioni iniziali, perché abbiamo bisogno di arrivare nella realtà che viviamo. Cancellare o non ricordare le origini della propria comunità significa condannarla all'irrilevanza ed alla diaspora dei valori che questa rappresenta".


Aperta questa sera, la Festa proseguirà con visite guidate, la possibilità di girare per i cortili, vivere esperienze (anche culinarie!) e fare acquisti, anche per la giornata di domenica (QUI il programma).
"Per noi garlatesi questa Festa è anche un'emozione che ogni anno si rinnova. Ci auguriamo - l'auspico espresso dal sindaco - di riuscire a trasmettere in questi due giorni l'immagine di un paese con un passato glorioso e con un futuro importante".


Una manifestazione che, come sottolineato dal sindaco Giuseppe Conti questo pomeriggio durante la cerimonia del taglio del nastro, si svolge ininterrottamente, ad eccezione del biennio del covid, da un terzo di secolo. "Questo - ha rimarcato il primo cittadino, parlando ad una platea di rappresentanti istituzionali e del mondo associativo del paese, coinvolti nella complessa macchina organizzativa dell'evento - non è un dettaglio temporale, ma una caratteristica che è dentro la stessa identità della Festa".


Nato, in un contesto assai diverso da quello attuale, per raccogliere fondi per la biblioteca cercando al contempo di far conoscere un comune che, per tanti, era solo un gruppo di case ai margini dell'allora statale, l'appuntamento - ha sottolineato Conti - è diventato sinonimo di buon cibo, divertimento, spettacoli per tutti.


"Ma per i garlatesi costruire la Festa, essere partecipi della Festa, diventa affermazione di un senso di appartenenza, di una identità riconosciuta allora come oggi. Il percorso che unisce questi 33 anni è anche un percorso di memoria che ci ripropone modalità di vita che anche l'evoluzione del nostro pensiero rivaluta. Con la vita frenetica di oggi che ci opprime e col tempo che scappa, la lentezza con cui si svolgeva la vita di un tempo, della civiltà delle Corti, è diventata una aspirazione; la resilienza che caratterizzava lo scorrere del tempo in questi cortili è ora citatissima e moderna, anzi una parola chiave per interpretare il presente. La solidarietà era una caratteristica preminente della società di allora. Diventavano tutti volontari al bisogno (…). In questo senso le Corti rappresentavano in modo evidente il luogo delle relazioni, delle condivisioni, della crescita di un sentimento di comunità. E' quello che ora noi intendiamo come il contrario di quei "non luoghi" monofunzionali e per molti versi alienanti, dove non c'è spazio per niente di tutto se non per le funzioni dedicate: consumare, comprare, spostarsi, dormire… ma non vivere, parlarsi direttamente, intessere relazioni, esistere al di là di quello che riusciamo a fare con i cellulare" ha aggiunto ancora, ascoltato anche dai figuranti del sodalizio valmadrerese di Noi x Voi, la cui presenza - novità di quest'anno - ha ulteriormente aiutato i visitatori a tornare indietro nel tempo.


"Questi decenni trascorsi - la chiosa quindi di Conti, prima di passare ai ringraziamenti, definendo l'assessore Diana Nava la spina dorsale dell'evento - non rappresentano solo il passato o la memoria di un mondo che non c'è più ma sono un ponte che ci collega con le motivazioni iniziali, perché abbiamo bisogno di arrivare nella realtà che viviamo. Cancellare o non ricordare le origini della propria comunità significa condannarla all'irrilevanza ed alla diaspora dei valori che questa rappresenta".


Aperta questa sera, la Festa proseguirà con visite guidate, la possibilità di girare per i cortili, vivere esperienze (anche culinarie!) e fare acquisti, anche per la giornata di domenica (QUI il programma).
"Per noi garlatesi questa Festa è anche un'emozione che ogni anno si rinnova. Ci auguriamo - l'auspico espresso dal sindaco - di riuscire a trasmettere in questi due giorni l'immagine di un paese con un passato glorioso e con un futuro importante".
A.M.




















