'Lecco è nostra': ronda di CasaPound e comitato 'Remigrazione'. AVS: 'atto indimidatorio'
Per lo più erano vestiti di nero, preferendo t-shirt e canotte alle camicie. Martedì 15 settembre a Lecco, città insignita dalla medaglia d'argento per il contributo alla lotta di Liberazione, si è svolta una "camminata per la sicurezza" guidata da esponenti del movimento neofascista CasaPound e del comitato "Remigrazione".
"Presenti molti giovani lecchesi, che avevano segnalato degrado, risse e accoltellamenti da parte di stranieri in stazione e sotto i portici del centro cittadino" si legge nelle poche righe che accompagnano il filmato post evento diffuso sui social. Il video si apre con le immagini, già note, dallo scontro tra due bande di giovanotti, nelle scorse settimane, su via Cavour, per poi proporre spezzoni della "ronda" di due sere fa.
A parlare, schierati in prima fila, Salvatore Ferrara (vicepresidente del Comitato ReR e Capitano della Rete dei Patrioti) e Giorgio Rizzitano (CasaPound Italia). "È stata l'occasione per rafforzare la nostra presenza sul territorio e segnalare le situazioni di degrado che imperversano nel capoluogo. Anche Lecco è nostra, ci appartiene e la riconquisteremo" lo slogan.

"L'iniziativa ha nei fatti rappresentato una vera e propria ronda intimidatoria, volta unicamente a soffiare sul fuoco dell'odio sociale e della divisione" la lettura, invece, di AVS. "A queste persone rispondiamo che Lecco non è loro. Lecco è di chi l’ha resa un luogo solidale, è delle persone che la abitano, che ci lavorano e ne ravvivano il senso di comunità e appartenenza, è delle reti di volontariato, delle forze democratiche politiche e sociali. Non possiamo accettare che gruppi che si rifanno a ideologie neofasciste e xenofobe tentino di appropriarsi del tema della sicurezza urbana per far passare messaggi d'odio, discriminazione e marginalizzazione. La vera sicurezza delle nostre città non si costruisce con le passeggiate intimidatorie o la caccia al diverso, ma con il rafforzamento dei servizi sociali, il presidio culturale dei quartieri, la valorizzazione dello spazio pubblico e la vicinanza alle reali necessità delle persone. Alleanza Verdi e Sinistra chiede dunque a Prefettura e Questura, uniche istituzioni delegate alla gestione dell’ordine pubblico, di vigilare con rigore e di non concedere alcuno spazio ad iniziative che richiamino principi esplicitamente contrari alla Costituzione italiana. AVS Lecco chiama altresì a raccolta tutte le forze democratiche, le associazioni e i cittadini della città per fare rete e riaffermare, in ogni sede e in ogni quartiere, che Lecco non cede al ricatto della propaganda neofascista. Ci auguriamo che tutte le istituzioni cittadine e provinciali, a partire dal Sindaco del capoluogo, respingano con fermezza questi comportamenti incompatibili con la nostra democrazia".
"Presenti molti giovani lecchesi, che avevano segnalato degrado, risse e accoltellamenti da parte di stranieri in stazione e sotto i portici del centro cittadino" si legge nelle poche righe che accompagnano il filmato post evento diffuso sui social. Il video si apre con le immagini, già note, dallo scontro tra due bande di giovanotti, nelle scorse settimane, su via Cavour, per poi proporre spezzoni della "ronda" di due sere fa.
A parlare, schierati in prima fila, Salvatore Ferrara (vicepresidente del Comitato ReR e Capitano della Rete dei Patrioti) e Giorgio Rizzitano (CasaPound Italia). "È stata l'occasione per rafforzare la nostra presenza sul territorio e segnalare le situazioni di degrado che imperversano nel capoluogo. Anche Lecco è nostra, ci appartiene e la riconquisteremo" lo slogan.

Due frame estratti dal video diffuso sui social
"L'iniziativa ha nei fatti rappresentato una vera e propria ronda intimidatoria, volta unicamente a soffiare sul fuoco dell'odio sociale e della divisione" la lettura, invece, di AVS. "A queste persone rispondiamo che Lecco non è loro. Lecco è di chi l’ha resa un luogo solidale, è delle persone che la abitano, che ci lavorano e ne ravvivano il senso di comunità e appartenenza, è delle reti di volontariato, delle forze democratiche politiche e sociali. Non possiamo accettare che gruppi che si rifanno a ideologie neofasciste e xenofobe tentino di appropriarsi del tema della sicurezza urbana per far passare messaggi d'odio, discriminazione e marginalizzazione. La vera sicurezza delle nostre città non si costruisce con le passeggiate intimidatorie o la caccia al diverso, ma con il rafforzamento dei servizi sociali, il presidio culturale dei quartieri, la valorizzazione dello spazio pubblico e la vicinanza alle reali necessità delle persone. Alleanza Verdi e Sinistra chiede dunque a Prefettura e Questura, uniche istituzioni delegate alla gestione dell’ordine pubblico, di vigilare con rigore e di non concedere alcuno spazio ad iniziative che richiamino principi esplicitamente contrari alla Costituzione italiana. AVS Lecco chiama altresì a raccolta tutte le forze democratiche, le associazioni e i cittadini della città per fare rete e riaffermare, in ogni sede e in ogni quartiere, che Lecco non cede al ricatto della propaganda neofascista. Ci auguriamo che tutte le istituzioni cittadine e provinciali, a partire dal Sindaco del capoluogo, respingano con fermezza questi comportamenti incompatibili con la nostra democrazia".





















