Non solo luoghi manzoniani. A Lecco sulle tracce degli scapigliati

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Lecco scapigliata: la serie di visite guidate che tiene banco in questo fine settimana a Maggianico prefigura finalmente un nuovo possibile itinerario turistico cittadino, andando quindi oltre quei luoghi manzoniani tra il reale e il fantasioso e dei quali peraltro poco rimane.
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L’iniziativa promossa lo scorso anno da alcune associazioni impegnate nella raccolta fondi per il restauro della secentesca tela dell’Adorazione dei pastori” conservata nella chiesa parrocchiale di Maggianico quest’anno è stata fatta proprio dal Comune. È stato infatti “Leccotourism”, la branca comunale che appunto si occupa di promozione turistica, a proporre il fine settimana con la Lecco scapigliata che già nei giorni scorsi aveva fatto registrare un notevole interesse considerato che i posti per il “grande tour” (visita a tre ville con degustazione finale di prodotti tipici) sono andati esauriti in un battibaleno. Nulla di male, comunque, visto che è possibile comunque partecipare alle visite guidate ai singoli edifici senza prenotazione ancora oggi e domani.
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La mappa della Lecco scapigliata è attualmente articolata in tre luoghi: Palazzo Ghislanzoni in via Martelli e le ville che furono di Carlo Gomes ed Amilcare Ponchielli su corso Emanuele Filiberto, la prima ormai da tempo adibita a sede della Scuola civica di musica (non senza un periodo di abbandono e decadimento) e la seconda che è invece ancora in attesa di un destino che la salvi dal degrado.
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Palazzo Ghislanzoni era fin dal Seicento di proprietà di quella famiglia Ghislanzoni arricchitasi con il commercio dei pannilana e dalla quale sarebbe anche uscito anche lo scrittore Antonio Ghislanzoni. Il quale avrebbe ereditato quella parte di stabile che poi decise di vendere e che divenne il celebre albergo di Giuseppe Invernizzi detto “il Davide”, punto di riferimento per la villeggiatura stimolata da un tutto sommato effimero stabilimento termale, ma anche luogo di ritrovo e bisbocce degli scapigliati milanesi che vi si radunavano proprio per i legami con il Ghislanzoni.
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Tra i tanti, vi furono appunto i musicisti Gomes e Ponchielli che scelsero di erigere proprio a Maggianico le proprie villa di delizia, sorte tra 1880 e 1881. Sontuosa quella di Gomes, più sobria quella di Ponchielli, rispecchiando l’una e l’altra le personalità dei due artisti. Entrambi, comunque, poco godettero quei loro luoghi del riposo. Gomes fu costretto a venderla già nel 1887 per far fronte a una serie di debiti. Pochielli invece morì già nel 1886.
Mentre la scapigliatura si eclissava, lo stabilimento termale cessava l’attività e diventava un istituto di suore, l’albero del Davide chiudeva i battenti, anche le ville subirono destini alterni.
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Villa Gomes venne acquistata dalla famiglia Moldenhauer che sostanzialmente la mantenne fino al 1959, quando la vendette al Comune di Lecco che ne venne però in possesso solo nel 1969 (al decesso dell’ultima erede). Per tre lustri, la villa giacque in stato di abbandono fino al 1986 quando appunto divenne sede della Civica scuola di musica.
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Villa Ponchielli venne invece venduta dalla vedova del compositore all’inizio del secolo a un imprenditore milanese che successivamente la cedette a un altro imprenditore finché non venne acquistato da Valentino Gerosa Crotta, uno tra gli industriali lecchesi ormai entrati nella leggenda e che, donando, i propri terreni dei Piani Resinelli al Touring club preservò dalla speculazione edilizia quella vasta area verso il Coltignone che appunto conosciamo come Parco Valentino.
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La villa restò agli eredi fino al 1991, quando per lascito testamentario venne donata agli Istituti Airoldi-Muzzi perché ne facessero un alloggio per “signorine anziane”. Un progetto che non fu possibile realizzare per l’inadeguatezza degli spazi, così quattro anni dopo l’istituto decise di vendere lo stabile al Comune.
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Da allora si è avviato sulla via del degrado. Soltanto da qualche anno si è tornati a prestare attenzione alla villa e il progetto della Lecco scapigliata potrebbe essere il volano da una parte per attirare fondi e dall’altra per individuarne finalmente una destinazione consona.

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Per quanto riguarda Palazzo Ghislanzoni, invece, ha subito diversi passaggi di proprietà: dagli eredi Ghislanzoni ai Monzini e poi ai Muri e infine agli attuali proprietari Invernizzi. Venne aperto per la prima vola alle visite del pubblico cinque anni fa in occasione delle Giornate di primavera del Fai.
In questi due giorni, i visitatori sono accolti da intermezzi musicali e brevi rappresentazioni teatrali a rievocare in qualche modo il periodo scapigliato.
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Con tanto di bottiglie d’assenzio, più da boheme parigina che da scapigliatura milanese che sul suo consumo sfrenato pare millantasse non poco.
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Come detto, è stato Leccotourism a promuovere l’iniziativa, avvalendosi comunque di diverse collaborazioni: l’associazione “Giuseppe Bovara”, la compagnia teatrale amatoriale San Genesio, gli insegnanti della Scuola civica di musica, il volontari della Spring Run, che organizzano gare podistiche, ma che furono tra i principali promotori della riapertura di villa Ponchielli lo scorso anno. Questo fine settimana sembra dunque essere un esperimento e il numero di visitatori sembra dare ragioni a chi ha avuto l’intuizione di indagare un periodo in qualche modo “glorioso” della nostra città ma fino a oggi colpevolmente trascurato.
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Ecco il programma e gli orari delle visite guidate. Ingressi ogni 30 minuti (max 20 persone a gruppo) dalle 9:30 alle 12:00 e dalle 14:30 alle 17:00. 
Villa Ponchielli  (ingresso Via Isola Villatico): 09:45 / 10:15 / 10:45 / 11:15 / 11:45 / 14:45 / 15:15 / 15:45 / 16:15 /16:45. Villa Gomes (ingresso via Carlo Gomes, 13): 09:45 / 10:15 / 10:45 / 11:15 / 11:45 / 14:45 / 15:15 / 15:45 / 16:15 / 16:45 Palazzo Ghislanzoni (ingresso via Mario Martelli, 23): 09:30 / 10:00 / 10:30 / 11:00 / 11:30 / 14:30 / 15:00 / 15:30 / 16:00 16:30.
D. C.
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