Pontida: anche i militanti lecchesi al tradizionale raduno leghista

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Pontida 2026 si è aperta nel segno della memoria, delle divisioni interne e della voglia di ritrovare l’unità. 
Sul pratone, insieme a militanti e dirigenti arrivati da tutta la Lombardia e dal resto d’Italia, erano presenti anche numerosi amministratori e militanti della Lega lecchese: dal segretario Daniele Butti al sottosegretario di Regione Lombardia Mauro Piazza, passando per il vicesindaco di Lecco Carlo Piazza.
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E poi ancora il vice presidente della Provincia Mattia Micheli, il sindaco di Nibionno Laura Di Terlizzi, Massimo Panzeri e Paola Panzeri, consiglieri di minoranza a Merate. Infine i giovani Riccardo Meregalli, Samuele Fumagalli e Alfonso D'Orsi della sezione di Missaglia. Un elenco che non si esaurisce qui, fatto di volti noti e meno noti, uomini e donne di tutte le età, giunti a Pontida dal capoluogo provinciale, così come dai territori del Lago e della Brianza.
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Il raduno 2026 sarà ricordato per essere il primo dopo la scomparsa di Umberto Bossi, alla memoria del quale è stata svelata una targa e diffuso un video tributo sulle note del ''Va' Pensiero''. 
Soldati in marcia, pugni alzati e lo slogan ''Non passa lo straniero'' hanno invece accompagnato l’apertura della manifestazione.
Ma il clima è stato tutt’altro che privo di tensioni. Le divisioni tra il segretario Matteo Salvini e l’ala più nordista della Lega sono emerse anche tra i militanti, tra richieste di un ritorno alla Lega Nord e contestazioni alla linea attuale del partito.
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Salvini, nonostante le critiche, quest'oggi è stato però accolto da un’ovazione e dai cori. ''C’è solo un capitano'' hanno intonato dal pratone, con un applauso lungo cinque minuti. Lui, con addosso una t-shirt bianca, ha risposto mettendosi la mano sul cuore e con un gesto di gratitudine, indicando la folla. 
Il leader del movimento ha però sorpreso tutti annunciando la convocazione del consiglio federale e la proposta di un congresso straordinario a ottobre. ''No alle divisioni'', il messaggio lanciato dal vice premier, disposto a sottoporre la propria leadership al voto del partito.

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"Torno al congresso per chiedere se ho la fiducia della mia famiglia e lo chiederò alzata di mano per alta di mano", ha chiarito Salvini, dicendosi "pronto a offrire la mia vita per i miei figli e per voi. Se ho la vostra fiducia e il vostro sostegno, continuerò a mettere la mia passione per una Lega forte, unita e vincente".
Dal palco Massimiliano Romeo ha invocato maggiore collegialità, mentre Attilio Fontana ha ribadito la volontà di difendere gli interessi della Lombardia. Anche Giancarlo Giorgetti ha richiamato il partito all’unità.
Tra i temi affrontati anche la sicurezza e il futuro di Milano, con Salvini che ha indicato Silvia Sardone come possibile sindaco della città, chiamata al voto in primavera: ''conosce la città casa per casa e quartiere per quartiere''. 
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''Oggi da Pontida è arrivato un messaggio chiaro: la Lega non si arrende, non si divide e non ha paura delle sfide che ha davanti. Si vince uniti e la Lega è e sarà più unita che mai. Parole che racchiudono lo spirito di una comunità che da decenni combatte, cade, si rialza e torna a marciare'' il commento che il segretario lecchese Butti ha affidato ai social. ''E poi la scelta di Matteo Salvini. Una scelta che, al di là di ogni considerazione politica, dimostra una cosa che per chi vive la Lega da militante è difficile non sentire: un amore profondo e smisurato per questo movimento. Tornare al Congresso, rimettersi in gioco, chiedere ancora una volta la fiducia della propria gente significa avere il cuore di chi non scappa davanti alle difficoltà, ma decide di affrontarle guardando negli occhi il proprio popolo. È un gesto di grande cuore. Perché la Lega non è una poltrona, non è un incarico, non è il destino di una singola persona''.
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''La Lega è una storia. È appartenenza. È comunità. È militanza. È territorio. È futuro. E oggi, a Pontida, quel futuro è tornato a essere una sfida. Abbiamo davanti battaglie importanti: Autonomia, sicurezza, libertà, difesa dei territori, tutela delle nostre famiglie e delle nostre comunità. E le affronteremo con coraggio, determinazione e pazienza, senza mollare mai. Perché Pontida ci ricorda da dove veniamo. Ma soprattutto ci ricorda dove vogliamo andare. Avanti Lega!'' ha aggiunto Butti.
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Una giornata intensa, dunque, che ha visto il popolo leghista ritrovarsi a Pontida tra memoria, confronto interno e la richiesta di tornare a marciare compatti.
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