Protezione civile in festa per San Pio. Celebrati i 10 anni del CCV. 'Il vero patrimonio sono i volontari'

Una serata di festa, gratitudine e condivisione per rendere omaggio a chi, con competenza e spirito di servizio, è sempre pronto a intervenire a tutela delle persone e del territorio. Ieri sera, il Centro polifunzionale di emergenza di Sala al Barro ha ospitato la celebrazione di San Pio da Pietrelcina, patrono della Protezione civile, organizzata dalla Provincia di Lecco e dal Comitato di coordinamento del volontariato.
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Un appuntamento particolarmente significativo, coinciso con il decimo anniversario della costituzione del Comitato di Coordinamento del Volontariato (CCV) di Lecco. Al centro della serata, il grande ruolo svolto quotidianamente dai volontari: uomini e donne che dedicano tempo, energie e competenze alla sicurezza delle comunità, preparandosi con esercitazioni e percorsi di formazione per poter rispondere con prontezza nei momenti di emergenza.
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La celebrazione si è aperta con la Santa Messa, animata dal coro 'Voci miste nel Tempo', diretto dalla maestra Mariagrazia Riva. Don Alessandro Maggioni ha ricordato il valore del luogo che ha accolto la funzione, definendolo ''insolito ma importante, perché proprio qui vengono prese decisioni fondamentali per la sicurezza delle persone''. Rivolgendosi ai volontari, ha sottolineato la loro ''capacità di restituire alla comunità quanto ricevuto, attraverso sacrificio, preparazione e vicinanza concreta a chi soffre. Una missione - ha concluso - che non può basarsi soltanto sulla buona volontà, ma necessita anche di mezzi, strutture e competenze".
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Proprio il tema dell’organizzazione e dell’efficacia degli interventi ha accompagnato la presentazione del progetto legato alle motopompe e alla dotazione di attrezzature uniformi per i gruppi del territorio. Come è stato spiegato ''disporre degli stessi strumenti permetterà infatti ai nostri gruppi, tutti parte della Colonna mobile, di lavorare con maggiore immediatezza e in piena sinergia, soprattutto di fronte agli allagamenti che interessano con frequenza il Lecchese''.
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''Per me questo è il momento di dire grazie'', ha affermato il presidente della Provincia di Lecco Alessandra Hofmann, ricordando ''dieci anni di impegno disinteressato e la presenza costante dei volontari accanto alle persone in difficoltà''.
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Parole condivise dal prefetto di Lecco Paolo Ponta, che ha evidenziato come ''il volontariato di Protezione civile sia una forza organizzata, chiamata a collaborare lealmente con le istituzioni per proteggere persone, beni e territorio''.
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Durante la serata si è parlato anche del progetto per dare una vera e propria casa al CVV con una struttura apposita sempre nel territorio di Galbiate. Il sindaco di paese Giovanni Montanelli ha infatti riferito del confronto in corso con Regione Lombardia nell’ambito del PGT, spiegando che, ''superati i necessari passaggi burocratici, potrà aprirsi la possibilità di realizzare un sogno coltivato da anni attraverso il dialogo e la condivisione''.
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A ripercorrere il cammino del Comitato di coordinamento è stata il presidente Domizia Mornico. ''In dieci anni il CCV ha consolidato la collaborazione tra volontariato e Provincia, imparando anche a confrontarsi con gli aspetti più complessi della burocrazia. Dietro ogni intervento - ha continuato - ci sono persone che chiedono ferie per partecipare alle esercitazioni, dedicano sere e fine settimana all’organizzazione e scelgono liberamente di mettersi a disposizione della comunità’'. Mornico ha poi proseguito sottolineando come ‘'il vero patrimonio del CCV sono le persone, i volontari, tutti voi'', ricordando e ringraziando anche coloro che oggi non sono più fra noi e che hanno contribuito alla crescita del Comitato. ''La futura sede dovrà diventare un luogo di formazione, innovazione, ricerca e incontro, da affidare alle nuove generazioni perché possano costruire la Protezione civile lecchese dei prossimi anni'', ha concluso.
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La serata è stata inoltre l’occasione per inaugurare il camper destinato a diventare la segreteria operativa della Colonna mobile. Il mezzo, recuperato grazie ad una donazione caldeggiata dalla volontaria Gabriella Maggioni, è stato a lei dedicato, vista la recente dipartita, oltre che restaurato dagli studenti del corso di carrozzeria dello scorso anno scolastico della Fondazione Enaip.
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''Un lavoro lungo e impegnativo, nato dalla collaborazione tra scuola e volontariato, che restituisce al territorio uno strumento concreto per affrontare le emergenze'' come espresso dai docenti presenti.

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La celebrazione di San Pio da Pietrelcina ha così raccontato una Protezione civile fatta di mezzi e strutture, ma soprattutto di relazioni, preparazione e generosità. Una presenza spesso silenziosa, capace però di diventare decisiva quando una comunità si trova in difficoltà: il volto più concreto di una solidarietà che protegge il territorio e non lascia sole le persone.
M.E.
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