Galbiate, Tentori: quale futuro per scuole, Villa Bertarelli e turismo? Confronto in aula
Quale idea di paese per i prossimi anni? È attorno a questa domanda che si è sviluppata la parte più politica del Consiglio comunale di Galbiate di lunedì 12 ottobre, durante l’esame del Documento unico di programmazione 2027-2029. La minoranza di Galbiate Riparte, con il capogruppo Attilio Tentori, ha chiesto alla maggioranza di chiarire le prospettive di alcuni nodi ancora aperti, dalla scuola di Sala al Barro al recupero di Villa Bertarelli, passando per Villa Serena, le politiche abitative e il turismo. Il sindaco Piergiovanni Montanelli ha difeso il lavoro svolto dall’amministrazione, rivendicando gli interventi realizzati e i finanziamenti ottenuti, ma su alcune questioni il confronto ha lasciato sul tavolo richieste di chiarimento e passaggi ancora da definire.

Nel suo intervento sul DUP, Tentori ha riconosciuto alcuni risultati, tra cui gli interventi sugli edifici scolastici, l’efficientamento energetico e l’avvio del progetto per l’autostazione. La critica ha riguardato però la capacità di programmare per tempo le opere e costruire una strategia che non si limiti a rispondere alle necessità immediate. Secondo il capogruppo di Galbiate Riparte, nel corso del mandato sarebbero state perse occasioni per predisporre progetti e intercettare risorse, mentre diversi obiettivi indicati nei documenti comunali restano senza un percorso sufficientemente chiaro.

Il tema è emerso con particolare forza parlando di scuole. Tentori ha richiamato la chiusura del plesso di Villa Vergano, la struttura di Bartesate inutilizzata da oltre due anni e soprattutto la situazione della scuola primaria di Sala al Barro. Per il consigliere, le scelte sugli edifici scolastici non possono essere affrontate separatamente, ma devono inserirsi in una pianificazione di lungo periodo, che tenga conto dell’andamento demografico e delle esigenze delle famiglie.
A rispondere è stato l’assessore all’Istruzione Marco Brambilla, che ha ricordato le difficoltà incontrate dal Comune anche a causa dei frequenti cambiamenti alla guida dell’istituto scolastico e nella direzione amministrativa. Brambilla ha rivendicato il lavoro svolto per garantire i servizi alle famiglie, citando l’introduzione del prescuola e gli interventi avviati sugli edifici. Ha inoltre chiarito che alcune difficoltà organizzative registrate all’inizio dell’anno scolastico, con orari ridotti per gli alunni, erano legate alla mancanza di personale docente e non alla mancata attivazione dei servizi comunali.
Sulla scuola di Sala al Barro, l’assessore ha annunciato un incontro che dovrà coinvolgere anche i tecnici, con l’obiettivo di ricostruire il percorso compiuto, chiarire le ragioni per cui alcune soluzioni non sono state praticabili e discutere le prospettive future dell’edificio. Tra gli ostacoli figura anche una questione relativa alla proprietà e alla situazione catastale dell’area, che ha complicato la possibilità di accedere a determinate forme di finanziamento. Tentori ha accolto l’annuncio, chiedendo però che l’appuntamento venga organizzato in tempi brevi. Il punto, ha spiegato, non è soltanto ricostruire ciò che è accaduto, ma capire quale sia l’intenzione dell’amministrazione: se esista una prospettiva di recupero dell’edificio o se si stiano valutando altre strade. Una risposta che il consigliere considera necessaria anche alla luce delle aspettative della comunità.

Dalla scuola il confronto si è spostato su Villa Bertarelli, altro capitolo sul quale la minoranza ha chiesto una strategia complessiva. Tentori ha ricordato che la struttura è rimasta chiusa a lungo per i dubbi sulle sue condizioni e ha domandato come sia stato possibile riaprirla per un’iniziativa culturale, chiedendo se nel frattempo siano stati effettuati interventi e quale sia il progetto per il futuro dell’immobile.
Montanelli ha spiegato che un’indagine affidata a uno studio di ingegneria ha certificato l’idoneità statica dell’edificio, consentendo di superare i precedenti dubbi e di predisporre alcuni accorgimenti per renderlo nuovamente fruibile. La riapertura rappresenta, nelle parole del sindaco, un primo passo per restituire alla comunità uno spazio che richiede però ulteriori lavori e una progettazione più articolata.
Il progetto deve fare i conti anche con la proprietà condivisa tra Comune e Parco regionale del Monte Barro. L’ente naturalistico punta a rafforzare le attività del centro dedicato alla flora autoctona e ha quindi bisogno di nuovi spazi; il Comune, dal canto suo, vorrebbe recuperare il piano terra per incontri, iniziative culturali e attività aperte alla cittadinanza. Per questo le due realtà hanno partecipato insieme al bando «Montagne Plurali», presentando una richiesta di finanziamento da 750mila euro.
Una parte importante dell’intervento riguarderebbe gli impianti di riscaldamento, oggi non funzionanti. Il recupero del piano terra sarebbe il primo passaggio, mentre per gli spazi superiori, che comprendono molte ex camere delle suore, il sindaco ha prospettato la possibilità di sviluppare una progettualità più ampia, anche in collaborazione con altri soggetti territoriali, valutando ipotesi come l’housing sociale e il cohousing.
Tentori ha insistito sulla necessità di chiarire la destinazione complessiva dell’immobile prima di procedere con interventi separati. Il rischio, secondo il consigliere, è investire risorse senza un progetto definito, mentre una visione condivisa permetterebbe di collegare i singoli lavori a un obiettivo preciso.
Nel corso della discussione il capogruppo di Galbiate Riparte ha chiesto aggiornamenti anche su Villa Serena, sottolineando la rilevanza economica della vicenda e la necessità di conoscere gli sviluppi relativi alla gestione della struttura e alle prospettive successive. Sul tema, tuttavia, non è arrivata una risposta puntuale.
Le osservazioni dell’opposizione hanno riguardato anche la mobilità, le politiche abitative e il turismo. Tentori ha chiesto conto degli interventi sugli alloggi pubblici inutilizzati e della pianificazione per rendere il territorio più accessibile, richiamando anche il progetto per completare l’anello ciclopedonale a lago. Un’opera che coinvolge più Comuni e la Provincia e la cui realizzazione, ha spiegato il sindaco, dipende dalla disponibilità di risorse: per il collegamento di Sala al Barro è previsto l’avvio di un primo tratto, mentre per il lotto successivo occorrerà individuare ulteriori finanziamenti.
Sul turismo, Tentori ha contestato la distanza tra gli obiettivi dichiarati nel documento e le risorse economiche indicate, soffermandosi in particolare sullo stanziamento annuale di mille euro previsto per il settore. Montanelli ha replicato richiamando la crescita delle presenze turistiche registrata negli ultimi anni e il lavoro avviato per promuovere il territorio insieme agli operatori locali.
Un altro tema sollevato dalla minoranza è stato il rapporto tra Comune e associazioni. Tentori ha riconosciuto il valore della rete sportiva, culturale e sociale di Galbiate, chiedendo però quali strumenti vengano utilizzati per coordinare le diverse realtà e accompagnarne lo sviluppo. Il vicesindaco Maria Butti ha giudicato riduttiva l’idea che l’amministrazione sia poco presente, richiamando il lavoro svolto per mettere a disposizione spazi e favorire la collaborazione tra associazioni.
Montanelli ha ribadito che il ruolo del Comune consiste anche nel creare le condizioni perché le iniziative possano svolgersi, attraverso il sostegno organizzativo, la disponibilità delle strutture e, quando previsto, un contributo economico. Una collaborazione che l’amministrazione considera una delle risorse del paese e che intende continuare a sostenere.

Anche Angelo Agostani per Prima Galbiate ha richiamato il valore delle associazioni, insieme alle opportunità offerte dal Parco Monte Barro e dai musei del territorio. Nel suo intervento ha portato all’attenzione del Consiglio una serie di questioni più immediate per i cittadini: la necessità di potenziare l’illuminazione pubblica nelle zone più buie, migliorare la manutenzione delle strade. Ha inoltre chiesto chiarimenti sull’attività del controllo di vicinato, che a suo giudizio sembra aver perso visibilità.
La risposta dell’amministrazione ha chiarito che il sistema si basa soprattutto sulla condivisione di informazioni attraverso chat e sulla trasmissione alle forze dell’ordine delle segnalazioni utili. In passato sono stati organizzati anche incontri informativi con i Carabinieri, in particolare per sensibilizzare i cittadini sulle truffe. Il sindaco ha aggiunto che, insieme al comando, si stanno valutando nuove possibilità per rafforzare la sicurezza, comprese tecnologie di videosorveglianza più avanzate e l’eventuale utilizzo di droni, anche in relazione a futuri bandi.
Esaurito il confronto sul documento di programmazione, il Consiglio è passato agli altri punti all’ordine del giorno. Dopo aver preso atto dell’aggiornamento dello Statuto dell’Autorità di Bacino del Lario e dei Laghi Minori e aver approvato il bilancio consolidato 2025, l’aula ha esaminato la quinta variazione al Bilancio di previsione 2026-2028.
Il provvedimento comprende diverse voci di spesa e contributi, tra cui 20mila euro di compartecipazione comunale al progetto dell’autostazione, dal costo complessivo di 950mila euro, e 120mila euro per la messa in sicurezza dell’ultimo tratto del torrente Bondi. Per quest’ultimo intervento, del valore complessivo di 220mila euro, il Comune mette a disposizione 120mila euro, mentre i restanti 100mila arrivano dalla Regione.
La variazione recepisce inoltre 80mila euro legati al bando Sport e periferie, andato a buon fine. Sono previsti anche stanziamenti per la sistemazione della palestra di Villa Vergano, l’integrazione delle rette della casa di riposo, gli interventi al cimitero di Villa Vergano e le necessità degli uffici comunali, oltre alla manutenzione della segnaletica stradale. Il provvedimento è stato approvato con il voto contrario dell’opposizione.
L’ultimo punto ha riguardato l’aggiornamento del programma triennale delle opere pubbliche 2026-2028 e dell’elenco annuale dei lavori per il 2026. Sono stati inseriti l’intervento per l’autostazione, da 950mila euro, e l’ampliamento del cimitero di Galbiate, quantificato in 171mila euro, opere che per il loro valore devono comparire nella programmazione triennale.

Nel suo intervento sul DUP, Tentori ha riconosciuto alcuni risultati, tra cui gli interventi sugli edifici scolastici, l’efficientamento energetico e l’avvio del progetto per l’autostazione. La critica ha riguardato però la capacità di programmare per tempo le opere e costruire una strategia che non si limiti a rispondere alle necessità immediate. Secondo il capogruppo di Galbiate Riparte, nel corso del mandato sarebbero state perse occasioni per predisporre progetti e intercettare risorse, mentre diversi obiettivi indicati nei documenti comunali restano senza un percorso sufficientemente chiaro.

L'opposizione
Il tema è emerso con particolare forza parlando di scuole. Tentori ha richiamato la chiusura del plesso di Villa Vergano, la struttura di Bartesate inutilizzata da oltre due anni e soprattutto la situazione della scuola primaria di Sala al Barro. Per il consigliere, le scelte sugli edifici scolastici non possono essere affrontate separatamente, ma devono inserirsi in una pianificazione di lungo periodo, che tenga conto dell’andamento demografico e delle esigenze delle famiglie.
A rispondere è stato l’assessore all’Istruzione Marco Brambilla, che ha ricordato le difficoltà incontrate dal Comune anche a causa dei frequenti cambiamenti alla guida dell’istituto scolastico e nella direzione amministrativa. Brambilla ha rivendicato il lavoro svolto per garantire i servizi alle famiglie, citando l’introduzione del prescuola e gli interventi avviati sugli edifici. Ha inoltre chiarito che alcune difficoltà organizzative registrate all’inizio dell’anno scolastico, con orari ridotti per gli alunni, erano legate alla mancanza di personale docente e non alla mancata attivazione dei servizi comunali.
Sulla scuola di Sala al Barro, l’assessore ha annunciato un incontro che dovrà coinvolgere anche i tecnici, con l’obiettivo di ricostruire il percorso compiuto, chiarire le ragioni per cui alcune soluzioni non sono state praticabili e discutere le prospettive future dell’edificio. Tra gli ostacoli figura anche una questione relativa alla proprietà e alla situazione catastale dell’area, che ha complicato la possibilità di accedere a determinate forme di finanziamento. Tentori ha accolto l’annuncio, chiedendo però che l’appuntamento venga organizzato in tempi brevi. Il punto, ha spiegato, non è soltanto ricostruire ciò che è accaduto, ma capire quale sia l’intenzione dell’amministrazione: se esista una prospettiva di recupero dell’edificio o se si stiano valutando altre strade. Una risposta che il consigliere considera necessaria anche alla luce delle aspettative della comunità.

Il sindaco e la Giunta
Dalla scuola il confronto si è spostato su Villa Bertarelli, altro capitolo sul quale la minoranza ha chiesto una strategia complessiva. Tentori ha ricordato che la struttura è rimasta chiusa a lungo per i dubbi sulle sue condizioni e ha domandato come sia stato possibile riaprirla per un’iniziativa culturale, chiedendo se nel frattempo siano stati effettuati interventi e quale sia il progetto per il futuro dell’immobile.
Montanelli ha spiegato che un’indagine affidata a uno studio di ingegneria ha certificato l’idoneità statica dell’edificio, consentendo di superare i precedenti dubbi e di predisporre alcuni accorgimenti per renderlo nuovamente fruibile. La riapertura rappresenta, nelle parole del sindaco, un primo passo per restituire alla comunità uno spazio che richiede però ulteriori lavori e una progettazione più articolata.
Il progetto deve fare i conti anche con la proprietà condivisa tra Comune e Parco regionale del Monte Barro. L’ente naturalistico punta a rafforzare le attività del centro dedicato alla flora autoctona e ha quindi bisogno di nuovi spazi; il Comune, dal canto suo, vorrebbe recuperare il piano terra per incontri, iniziative culturali e attività aperte alla cittadinanza. Per questo le due realtà hanno partecipato insieme al bando «Montagne Plurali», presentando una richiesta di finanziamento da 750mila euro.
Una parte importante dell’intervento riguarderebbe gli impianti di riscaldamento, oggi non funzionanti. Il recupero del piano terra sarebbe il primo passaggio, mentre per gli spazi superiori, che comprendono molte ex camere delle suore, il sindaco ha prospettato la possibilità di sviluppare una progettualità più ampia, anche in collaborazione con altri soggetti territoriali, valutando ipotesi come l’housing sociale e il cohousing.
Tentori ha insistito sulla necessità di chiarire la destinazione complessiva dell’immobile prima di procedere con interventi separati. Il rischio, secondo il consigliere, è investire risorse senza un progetto definito, mentre una visione condivisa permetterebbe di collegare i singoli lavori a un obiettivo preciso.
Nel corso della discussione il capogruppo di Galbiate Riparte ha chiesto aggiornamenti anche su Villa Serena, sottolineando la rilevanza economica della vicenda e la necessità di conoscere gli sviluppi relativi alla gestione della struttura e alle prospettive successive. Sul tema, tuttavia, non è arrivata una risposta puntuale.
Le osservazioni dell’opposizione hanno riguardato anche la mobilità, le politiche abitative e il turismo. Tentori ha chiesto conto degli interventi sugli alloggi pubblici inutilizzati e della pianificazione per rendere il territorio più accessibile, richiamando anche il progetto per completare l’anello ciclopedonale a lago. Un’opera che coinvolge più Comuni e la Provincia e la cui realizzazione, ha spiegato il sindaco, dipende dalla disponibilità di risorse: per il collegamento di Sala al Barro è previsto l’avvio di un primo tratto, mentre per il lotto successivo occorrerà individuare ulteriori finanziamenti.
Sul turismo, Tentori ha contestato la distanza tra gli obiettivi dichiarati nel documento e le risorse economiche indicate, soffermandosi in particolare sullo stanziamento annuale di mille euro previsto per il settore. Montanelli ha replicato richiamando la crescita delle presenze turistiche registrata negli ultimi anni e il lavoro avviato per promuovere il territorio insieme agli operatori locali.
Un altro tema sollevato dalla minoranza è stato il rapporto tra Comune e associazioni. Tentori ha riconosciuto il valore della rete sportiva, culturale e sociale di Galbiate, chiedendo però quali strumenti vengano utilizzati per coordinare le diverse realtà e accompagnarne lo sviluppo. Il vicesindaco Maria Butti ha giudicato riduttiva l’idea che l’amministrazione sia poco presente, richiamando il lavoro svolto per mettere a disposizione spazi e favorire la collaborazione tra associazioni.
Montanelli ha ribadito che il ruolo del Comune consiste anche nel creare le condizioni perché le iniziative possano svolgersi, attraverso il sostegno organizzativo, la disponibilità delle strutture e, quando previsto, un contributo economico. Una collaborazione che l’amministrazione considera una delle risorse del paese e che intende continuare a sostenere.

I consiglieri di maggioranza
Anche Angelo Agostani per Prima Galbiate ha richiamato il valore delle associazioni, insieme alle opportunità offerte dal Parco Monte Barro e dai musei del territorio. Nel suo intervento ha portato all’attenzione del Consiglio una serie di questioni più immediate per i cittadini: la necessità di potenziare l’illuminazione pubblica nelle zone più buie, migliorare la manutenzione delle strade. Ha inoltre chiesto chiarimenti sull’attività del controllo di vicinato, che a suo giudizio sembra aver perso visibilità.
La risposta dell’amministrazione ha chiarito che il sistema si basa soprattutto sulla condivisione di informazioni attraverso chat e sulla trasmissione alle forze dell’ordine delle segnalazioni utili. In passato sono stati organizzati anche incontri informativi con i Carabinieri, in particolare per sensibilizzare i cittadini sulle truffe. Il sindaco ha aggiunto che, insieme al comando, si stanno valutando nuove possibilità per rafforzare la sicurezza, comprese tecnologie di videosorveglianza più avanzate e l’eventuale utilizzo di droni, anche in relazione a futuri bandi.
Esaurito il confronto sul documento di programmazione, il Consiglio è passato agli altri punti all’ordine del giorno. Dopo aver preso atto dell’aggiornamento dello Statuto dell’Autorità di Bacino del Lario e dei Laghi Minori e aver approvato il bilancio consolidato 2025, l’aula ha esaminato la quinta variazione al Bilancio di previsione 2026-2028.
Il provvedimento comprende diverse voci di spesa e contributi, tra cui 20mila euro di compartecipazione comunale al progetto dell’autostazione, dal costo complessivo di 950mila euro, e 120mila euro per la messa in sicurezza dell’ultimo tratto del torrente Bondi. Per quest’ultimo intervento, del valore complessivo di 220mila euro, il Comune mette a disposizione 120mila euro, mentre i restanti 100mila arrivano dalla Regione.
La variazione recepisce inoltre 80mila euro legati al bando Sport e periferie, andato a buon fine. Sono previsti anche stanziamenti per la sistemazione della palestra di Villa Vergano, l’integrazione delle rette della casa di riposo, gli interventi al cimitero di Villa Vergano e le necessità degli uffici comunali, oltre alla manutenzione della segnaletica stradale. Il provvedimento è stato approvato con il voto contrario dell’opposizione.
L’ultimo punto ha riguardato l’aggiornamento del programma triennale delle opere pubbliche 2026-2028 e dell’elenco annuale dei lavori per il 2026. Sono stati inseriti l’intervento per l’autostazione, da 950mila euro, e l’ampliamento del cimitero di Galbiate, quantificato in 171mila euro, opere che per il loro valore devono comparire nella programmazione triennale.
G.D.




















