Centro sportivo 'Al Bione': la parcella c'è. Il conto no
Il Comune di Lecco ha affidato, allo studio legale Osborne Clarke Italy di Milano, con la Determina nr 1390 del 16 ottobre, un incarico da 9.484,28 € per affrontare le questioni giuridiche legate alla gestione del centro sportivo Al Bione.
Il motivo sta in una riga delle premesse. Nel mese di agosto, subito dopo la proroga tecnica, Sport Plus, la società che gestisce in concessione dal Comune l'impianto sportivo, ha sollevato profili di criticità legati alla necessità di riequilibrare il piano economico-finanziario allegato al contratto. Una riga. Quanto, per quale periodo, su quali voci: l'atto non lo dice.
L’Amministrazione Boscagli ritiene necessario ricorrere a competenze legali specialistiche in materia di servizi pubblici, anche perché l’avvocatura comunale è attualmente impegnata in diversi procedimenti giudiziari, che si trascinano e si aprono anche coda, come questa, della passata amministrazione.

La procedura, dunque, regge.
Quello che va guardato è la sequenza.
Il contratto è del 4 novembre 2024, per un anno. A luglio 2025 il Comune proroga di dodici mesi "alle stesse condizioni tecniche, economiche e contrattuali", e il 28 agosto 2025 l'atto è sottoscritto anche da Sport Plus.
Il 30 marzo 2026 il Consiglio dichiara di pubblico interesse la proposta di partenariato pubblico-privato per il centro. Il nuovo Bione da oltre 30 milioni di euro
Poi la nuova proroga tecnica, avanzata dalla nuova Amministrazione dal 1° settembre 2026 al 30 giugno 2027, che il gestore non ha ancora firmato.
E in mezzo, appunto, la richiesta di riequilibrio.
Se Sport Plus ne abbia diritto non si decide con una battuta: si decide con i numeri del piano economico-finanziario. Ma sono proprio i numeri a mancare.
La questione centrale, infatti, resta economica
Perché l'aritmetica è semplice: nessuno e tantomeno un Comune, si spera, impegna quasi 10mila euro di parcella per evitarne 8mila.
L'incarico ha senso solo se il contendere vale molto di più. Quanto, è esattamente ciò che l'atto non scrive.
Si apre quindi una fase nella quale sarà importante capire questo.
Lunedì in Consiglio comunale bastano tre risposte:
- Quanto chiede Sport Plus e per quali anni,
- Quanto il Comune ritiene di dover riconoscere,
- Che cosa c'è nella proroga ancora da firmare che non sta portando alla firma.
- Quali eventuali conseguenze possano avere per il Comune e quali costi, diretti o indiretti, possano ricadere sulla collettività
Per un impianto sportivo pubblico frequentato da cittadini, associazioni e scuole, la trasparenza su questi aspetti è essenziale.
Il motivo sta in una riga delle premesse. Nel mese di agosto, subito dopo la proroga tecnica, Sport Plus, la società che gestisce in concessione dal Comune l'impianto sportivo, ha sollevato profili di criticità legati alla necessità di riequilibrare il piano economico-finanziario allegato al contratto. Una riga. Quanto, per quale periodo, su quali voci: l'atto non lo dice.
L’Amministrazione Boscagli ritiene necessario ricorrere a competenze legali specialistiche in materia di servizi pubblici, anche perché l’avvocatura comunale è attualmente impegnata in diversi procedimenti giudiziari, che si trascinano e si aprono anche coda, come questa, della passata amministrazione.

La procedura, dunque, regge.
Quello che va guardato è la sequenza.
Il contratto è del 4 novembre 2024, per un anno. A luglio 2025 il Comune proroga di dodici mesi "alle stesse condizioni tecniche, economiche e contrattuali", e il 28 agosto 2025 l'atto è sottoscritto anche da Sport Plus.
Il 30 marzo 2026 il Consiglio dichiara di pubblico interesse la proposta di partenariato pubblico-privato per il centro. Il nuovo Bione da oltre 30 milioni di euro
Poi la nuova proroga tecnica, avanzata dalla nuova Amministrazione dal 1° settembre 2026 al 30 giugno 2027, che il gestore non ha ancora firmato.
E in mezzo, appunto, la richiesta di riequilibrio.
Se Sport Plus ne abbia diritto non si decide con una battuta: si decide con i numeri del piano economico-finanziario. Ma sono proprio i numeri a mancare.
La questione centrale, infatti, resta economica
Perché l'aritmetica è semplice: nessuno e tantomeno un Comune, si spera, impegna quasi 10mila euro di parcella per evitarne 8mila.
L'incarico ha senso solo se il contendere vale molto di più. Quanto, è esattamente ciò che l'atto non scrive.
Si apre quindi una fase nella quale sarà importante capire questo.
Lunedì in Consiglio comunale bastano tre risposte:
- Quanto chiede Sport Plus e per quali anni,
- Quanto il Comune ritiene di dover riconoscere,
- Che cosa c'è nella proroga ancora da firmare che non sta portando alla firma.
- Quali eventuali conseguenze possano avere per il Comune e quali costi, diretti o indiretti, possano ricadere sulla collettività
Per un impianto sportivo pubblico frequentato da cittadini, associazioni e scuole, la trasparenza su questi aspetti è essenziale.
Paolo Trezzi





















