379ª Festa de Galbiàa: tante proposte. Apprezzato il truck di PizzAut
Le bancarelle nel centro, le famiglie in giro tra gli stand, gli spettacoli, la musica e le tante associazioni impegnate a rendere speciale una domenica attesa da generazioni. La 379ª Festa de Galbiàa, celebrata domenica 18 ottobre, ha riportato nel cuore del paese uno degli appuntamenti più radicati nella storia della comunità, richiamando un pubblico numeroso non soltanto da Galbiate, ma anche dai comuni vicini. Una giornata vissuta con entusiasmo, nella quale la tradizione della terza domenica di ottobre si è intrecciata con nuove iniziative dedicate all’inclusione, alla solidarietà e alla valorizzazione degli spazi condivisi.

Le origini della festa risalgono al 1647. Nel corso dei secoli, alla ricorrenza religiosa si è affiancata una grande fiera popolare, che per le comunità rurali della Brianza rappresentava un’occasione importante per acquistare merci e prodotti provenienti dai paesi vicini, vendere quanto si coltivava o si realizzava artigianalmente e, soprattutto, incontrare amici, parenti e conoscenti. La fiera era un momento commerciale, ma anche sociale, capace di riunire persone provenienti da territori diversi. Quella tradizione è arrivata fino a oggi, trasformandosi insieme alla società. Accanto alle celebrazioni religiose trovano spazio le bancarelle, gli espositori, la gastronomia, le attività delle associazioni e gli spettacoli. Anche quest’anno Largo Indipendenza e piazza Don Gnocchi si sono animati fin dal mattino con la fiera tradizionale e il mercato dei prodotti agricoli, mentre nel resto del paese si sono distribuite le numerose proposte della giornata.

Tra i protagonisti più attesi c’erano i ragazzi di PizzAut Valtellina, arrivati con il loro truck per preparare le pizze speciali. La risposta del pubblico è stata notevole: in appena tre ore, dalle 11.30 alle 14.30, sono state sfornate oltre 300 pizze. Un risultato che ha accompagnato un’iniziativa dal significato più ampio, legata all’inclusione lavorativa e alla possibilità di creare occasioni concrete di partecipazione. PizzAut è un progetto che promuove l’inclusione lavorativa delle persone autistiche attraverso la ristorazione, offrendo loro opportunità di formazione e occupazione. Con il loro truck, i ragazzi di PizzAut Valtellina portano questa esperienza anche fuori dai locali, partecipando a eventi e manifestazioni del territorio.
A sostenere il progetto è stato anche il Gruppo Sportivo Sala Galbiate 1974, che ha scelto di acquistare circa 80 pizze per i propri giovani atleti. Un gesto che ha unito sport, educazione e solidarietà, dimostrando come il sostegno a una realtà impegnata nell’inclusione possa partire anche dalle scelte quotidiane delle associazioni del territorio.

Le pizze sono state apprezzate anche dagli amici tedeschi di Walluf, la comunità con cui Galbiate ha avviato un rapporto di gemellaggio. La delegazione, accolta dall’Associazione Gemellaggi, ha contribuito a rendere ancora più internazionale la festa, portando in oratorio anche alcuni prodotti tipici tedeschi, tra cui il Riesling, i bretzel, il formaggio e i biscotti speziati. Un’occasione per conoscersi e condividere sapori e tradizioni, oltre che per consolidare un legame che si costruisce attraverso gli incontri.

Il filo della solidarietà ha attraversato anche un altro momento centrale della giornata: la piantumazione di undici ulivi nel nuovo «Giardino del tempo», nell’area vicina al Circolo Libertà. L’iniziativa rientra nel progetto «Radici con le ali», sostenuto da diversi anni dall’amministrazione comunale insieme all’Ambito di Lecco, all’impresa sociale Girasole, a Cesea e alla cooperativa sociale Solidarietà, con l’obiettivo di favorire l’inserimento lavorativo di persone in situazioni di fragilità. La realizzazione del giardino vuole restituire alla collettività uno spazio da vivere e curare insieme. Gli ulivi, piantati durante la festa, diventano così il simbolo di un progetto che guarda al futuro e mette al centro il valore delle relazioni. A sintetizzarne lo spirito è la frase che accompagna l’iniziativa: «Un albero cresce nel tempo. Una comunità cresce quando si prende cura dei propri luoghi».

Il progetto ha trovato una cornice concreta anche grazie alla collaborazione dei volontari del Circolo Libertà, che hanno messo a disposizione i propri locali per permettere ai visitatori di pranzare al riparo dalla pioggia. Il tempo incerto non ha infatti impedito lo svolgimento delle attività, confermando quanto il lavoro delle realtà associative sia fondamentale per la riuscita di una manifestazione che coinvolge spazi e persone differenti.
La gastronomia ha avuto un ruolo importante anche grazie al Gruppo Alpini Monte Barro, che ha proposto la tradizionale «verzata con polenta», mentre la Compagnia Arcieri Lariani ha invitato grandi e piccoli a provare il tiro con l’arco attraverso il «battesimo dell’arco». Un’attività che ha attirato numerosi curiosi, offrendo anche a chi non aveva mai impugnato un arco la possibilità di mettersi alla prova. Coinvolti anche il sindaco di Galbiate, Piergiovanni Montanelli, e il sindaco di Walluf, Nikolaos Stavridis, che si sono sfidati in una gara di tiro con l’arco. Un confronto affrontato con spirito sportivo e concluso in parità, che ha regalato un’occasione di leggerezza e ha rafforzato simbolicamente il legame tra le due comunità.

In oratorio, accanto ai giochi di una volta e al mercatino degli hobbisti organizzati dalla Pro Loco, non sono mancati gli spettacoli. Gli artisti della famiglia Mirabella hanno animato il pomeriggio con numeri di giocoleria, monocicli e acrobazie, coinvolgendo il pubblico di tutte le età. A completare il programma sono stati gli appuntamenti musicali del Premiato Corpo Musicale di Galbiate e delle majorette, insieme alle iniziative delle associazioni presenti sul territorio.

La festa ha conservato anche i suoi appuntamenti più legati alla dimensione religiosa. Nella chiesa di San Giovanni Evangelista è stata celebrata la Messa solenne, seguita nel pomeriggio dalla tradizionale processione accompagnata dal Premiato Corpo Musicale. Un elemento centrale di una ricorrenza che, fin dalle origini, unisce la celebrazione del patrono alla fiera popolare e alla vita collettiva del paese.
Il programma si era aperto già sabato 17 ottobre con l’inaugurazione della mostra «L’omino col cappello», dedicata a don Olinto Garavaglia nel decimo anniversario della morte. Allestita nell’ossario della chiesa di San Giovanni Evangelista, l’esposizione ha offerto un’occasione per ricordare una figura significativa per Galbiate attraverso le sue opere. Nel fine settimana è stata inoltre organizzata in oratorio la pesca di beneficenza a favore delle opere parrocchiali.
Non sono mancate altre iniziative, dalla presenza dell’A.B.I.L. di Lecco con una tipica imbarcazione lariana alle attività di AIDO, che ha proposto la vendita del Sor-Riso e la Ruota della Fortuna, fino agli appuntamenti dedicati ai più piccoli. In mattinata il Teatro Viaggiante ha portato in scena «Ricciolo di Luna», spettacolo pensato per i bambini, mentre nel pomeriggio gli artisti hanno proseguito con le loro esibizioni.

A dare forma alla giornata è stato soprattutto il lavoro condiviso di chi ha contribuito all’organizzazione: Pro Loco Galbiate, Comune, parrocchia, associazioni, espositori, commercianti e volontari. Una collaborazione che ha permesso di tenere insieme attività molto diverse, dalla fiera agli spettacoli, dalla gastronomia ai progetti sociali, senza perdere il carattere popolare della manifestazione.
La 379ª Festa di Galbiate si è così confermata un appuntamento capace di attraversare le generazioni e di richiamare visitatori anche oltre i confini comunali. Una festa che custodisce la propria storia, ma continua a rinnovarsi attraverso nuove esperienze, relazioni e gesti concreti.

Le origini della festa risalgono al 1647. Nel corso dei secoli, alla ricorrenza religiosa si è affiancata una grande fiera popolare, che per le comunità rurali della Brianza rappresentava un’occasione importante per acquistare merci e prodotti provenienti dai paesi vicini, vendere quanto si coltivava o si realizzava artigianalmente e, soprattutto, incontrare amici, parenti e conoscenti. La fiera era un momento commerciale, ma anche sociale, capace di riunire persone provenienti da territori diversi. Quella tradizione è arrivata fino a oggi, trasformandosi insieme alla società. Accanto alle celebrazioni religiose trovano spazio le bancarelle, gli espositori, la gastronomia, le attività delle associazioni e gli spettacoli. Anche quest’anno Largo Indipendenza e piazza Don Gnocchi si sono animati fin dal mattino con la fiera tradizionale e il mercato dei prodotti agricoli, mentre nel resto del paese si sono distribuite le numerose proposte della giornata.

Tra i protagonisti più attesi c’erano i ragazzi di PizzAut Valtellina, arrivati con il loro truck per preparare le pizze speciali. La risposta del pubblico è stata notevole: in appena tre ore, dalle 11.30 alle 14.30, sono state sfornate oltre 300 pizze. Un risultato che ha accompagnato un’iniziativa dal significato più ampio, legata all’inclusione lavorativa e alla possibilità di creare occasioni concrete di partecipazione. PizzAut è un progetto che promuove l’inclusione lavorativa delle persone autistiche attraverso la ristorazione, offrendo loro opportunità di formazione e occupazione. Con il loro truck, i ragazzi di PizzAut Valtellina portano questa esperienza anche fuori dai locali, partecipando a eventi e manifestazioni del territorio.

Le pizze sono state apprezzate anche dagli amici tedeschi di Walluf, la comunità con cui Galbiate ha avviato un rapporto di gemellaggio. La delegazione, accolta dall’Associazione Gemellaggi, ha contribuito a rendere ancora più internazionale la festa, portando in oratorio anche alcuni prodotti tipici tedeschi, tra cui il Riesling, i bretzel, il formaggio e i biscotti speziati. Un’occasione per conoscersi e condividere sapori e tradizioni, oltre che per consolidare un legame che si costruisce attraverso gli incontri.

Il filo della solidarietà ha attraversato anche un altro momento centrale della giornata: la piantumazione di undici ulivi nel nuovo «Giardino del tempo», nell’area vicina al Circolo Libertà. L’iniziativa rientra nel progetto «Radici con le ali», sostenuto da diversi anni dall’amministrazione comunale insieme all’Ambito di Lecco, all’impresa sociale Girasole, a Cesea e alla cooperativa sociale Solidarietà, con l’obiettivo di favorire l’inserimento lavorativo di persone in situazioni di fragilità. La realizzazione del giardino vuole restituire alla collettività uno spazio da vivere e curare insieme. Gli ulivi, piantati durante la festa, diventano così il simbolo di un progetto che guarda al futuro e mette al centro il valore delle relazioni. A sintetizzarne lo spirito è la frase che accompagna l’iniziativa: «Un albero cresce nel tempo. Una comunità cresce quando si prende cura dei propri luoghi».

Il progetto ha trovato una cornice concreta anche grazie alla collaborazione dei volontari del Circolo Libertà, che hanno messo a disposizione i propri locali per permettere ai visitatori di pranzare al riparo dalla pioggia. Il tempo incerto non ha infatti impedito lo svolgimento delle attività, confermando quanto il lavoro delle realtà associative sia fondamentale per la riuscita di una manifestazione che coinvolge spazi e persone differenti.


In oratorio, accanto ai giochi di una volta e al mercatino degli hobbisti organizzati dalla Pro Loco, non sono mancati gli spettacoli. Gli artisti della famiglia Mirabella hanno animato il pomeriggio con numeri di giocoleria, monocicli e acrobazie, coinvolgendo il pubblico di tutte le età. A completare il programma sono stati gli appuntamenti musicali del Premiato Corpo Musicale di Galbiate e delle majorette, insieme alle iniziative delle associazioni presenti sul territorio.

La festa ha conservato anche i suoi appuntamenti più legati alla dimensione religiosa. Nella chiesa di San Giovanni Evangelista è stata celebrata la Messa solenne, seguita nel pomeriggio dalla tradizionale processione accompagnata dal Premiato Corpo Musicale. Un elemento centrale di una ricorrenza che, fin dalle origini, unisce la celebrazione del patrono alla fiera popolare e alla vita collettiva del paese.
Il programma si era aperto già sabato 17 ottobre con l’inaugurazione della mostra «L’omino col cappello», dedicata a don Olinto Garavaglia nel decimo anniversario della morte. Allestita nell’ossario della chiesa di San Giovanni Evangelista, l’esposizione ha offerto un’occasione per ricordare una figura significativa per Galbiate attraverso le sue opere. Nel fine settimana è stata inoltre organizzata in oratorio la pesca di beneficenza a favore delle opere parrocchiali.


A dare forma alla giornata è stato soprattutto il lavoro condiviso di chi ha contribuito all’organizzazione: Pro Loco Galbiate, Comune, parrocchia, associazioni, espositori, commercianti e volontari. Una collaborazione che ha permesso di tenere insieme attività molto diverse, dalla fiera agli spettacoli, dalla gastronomia ai progetti sociali, senza perdere il carattere popolare della manifestazione.
La 379ª Festa di Galbiate si è così confermata un appuntamento capace di attraversare le generazioni e di richiamare visitatori anche oltre i confini comunali. Una festa che custodisce la propria storia, ma continua a rinnovarsi attraverso nuove esperienze, relazioni e gesti concreti.
G.D.




















