Un anno al Parco Monte Barro: le giornate sempre diverse di 4 giovani

Un anno per imparare, mettersi alla prova e capire qualcosa in più del proprio futuro. È con questo spirito che Alice, Maria, Riccardo e Lorenzo, quattro giovani tra i 20 e i 29 anni, hanno scelto di partecipare al Servizio civile al Parco del Monte Barro e a Villa Bertarelli. Un’esperienza che li porta ogni giorno a lavorare a contatto con la natura, prendersi cura degli spazi verdi e scoprire da vicino attività e competenze che potrebbero accompagnarli anche nel mondo del lavoro.
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I quattro volontari hanno preso servizio il 18 settembre, nell’ambito del progetto di Servizio civile universale gestito dalla Provincia di Lecco, dopo aver partecipato al relativo bando. Si sono conosciuti proprio in occasione dell’avvio del progetto e, da allora, hanno iniziato a condividere giornate fatte di attività pratiche, imprevisti e nuove scoperte. A spingerli verso il Parco del Monte Barro sono state motivazioni differenti, ma con alcuni elementi comuni: la curiosità per l’ambiente naturale, il desiderio di fare un’esperienza formativa e la volontà di conoscere più da vicino una realtà del territorio.
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Per alcuni la scelta è nata anche da un interesse personale coltivato nel tempo. C’è chi conosce bene il parco fin da bambino e si è sempre sentito attratto dalla natura, chi ha individuato nel Servizio civile un’occasione per sperimentare sul campo conoscenze e interessi legati all’ambiente e chi, più semplicemente, ha voluto provare un’esperienza nuova, capace di offrire competenze utili per il futuro.
Il lavoro quotidiano si divide tra il parco e gli spazi di Villa Bertarelli.
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Qui i volontari si occupano della manutenzione dei giardini e delle serre, della cura delle piante e della sistemazione delle aree verdi. Nel parco, invece, contribuiscono alla pulizia dei sentieri e delle strade, alla manutenzione degli spazi e agli interventi necessari per mantenere fruibili i percorsi. Le attività seguono anche il ritmo delle stagioni: in autunno c’è da raccogliere quanto la natura offre e preparare il verde ai mesi più freddi, mentre la potatura e la sistemazione delle piante aiutano a organizzare il lavoro in vista della primavera.
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Non esiste, però, una giornata identica alla precedente. Una parte del servizio consiste proprio nel rispondere alle necessità che emergono di volta in volta: può capitare di dover liberare un sentiero da un tronco caduto, preparare gli spazi in vista di una manifestazione o dare una mano durante un’iniziativa organizzata dal parco. I volontari collaborano inoltre con le attività rivolte alle scuole e, quando necessario, offrono supporto nell’accoglienza delle classi e nello svolgimento delle proposte didattiche.
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Tra le esperienze che stanno scoprendo c’è anche la possibilità di partecipare ad attività diverse da quelle strettamente ambientali. Maria, che ha studiato Scienze dell’educazione, ha infatti avuto l’opportunità di affiancare gli educatori e le educatrici che seguono un gruppo di ragazzi con disabilità negli spazi della villa. Un’occasione che si collega al suo interesse professionale e le permette di avvicinarsi al lavoro educativo, sperimentando sul campo una parte del percorso che vorrebbe intraprendere.
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È proprio questa varietà uno degli aspetti che i ragazzi apprezzano maggiormente. Il Servizio civile, spiegano, permette di imparare attraverso attività concrete e di conoscere persone che lavorano in ambiti differenti. Per chi sta ancora costruendo il proprio futuro professionale, può rappresentare anche un modo per raccogliere contatti, capire meglio quali siano le proprie inclinazioni e individuare nuove possibilità.
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Accanto alle mansioni quotidiane, i quattro hanno deciso di dedicare spazio anche alla comunicazione. È nata così una pagina Instagram attraverso la quale raccontare il parco e i suoi spazi con fotografie e contenuti realizzati da loro. Non si tratta di un compito imposto, ma di un’iniziativa proposta dai volontari e accolta positivamente dal responsabile, che ha lasciato loro margine per sperimentare e suggerire nuove idee.
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La possibilità di proporre attività è infatti un altro elemento significativo del percorso. Pur lavorando all’interno di un progetto già definito, Alice, Maria, Riccardo e Lorenzo possono confrontarsi con il responsabile e contribuire con iniziative proprie, mettendo in gioco capacità e interessi personali. Un modo per sentirsi parte attiva della realtà in cui operano, oltre che destinatari di un’esperienza formativa.
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Il servizio prevede 25 ore settimanali, generalmente distribuite dal lunedì al venerdì. In occasione di eventi e manifestazioni può capitare di essere impegnati anche il sabato o la domenica, recuperando poi le ore durante la settimana. Un’organizzazione che consente di partecipare alla vita del parco anche nei momenti in cui si concentra una parte importante delle attività rivolte al pubblico.
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Per i quattro giovani, dunque, il Servizio civile è molto più di un anno trascorso all’aria aperta. È un’occasione per acquisire competenze, conoscere il funzionamento di una realtà territoriale e sperimentare attività che potrebbero rivelarsi utili per il futuro. Ma è anche un modo per contribuire direttamente alla cura di un patrimonio naturale e culturale condiviso.
G.D.
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