Trasfusioni in Rsa: ATS promuove sicurezza

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Appropriatezza clinica, sicurezza degli ospiti e consapevolezza degli operatori. Sono stati questi i temi al centro del convegno “La trasfusione nell’anziano in RSA: appropriatezza clinica e risvolti medico legali”, promosso dal Dipartimento Programmazione, Accreditamento, Acquisto delle Prestazioni Sanitarie e Sociosanitarie (PAAPSS) di ATS Brianza e rivolto alle RSA del territorio.
L'iniziativa, svoltasi nell'Auditorium della sede di ATS Brianza di Monza, ha proposto un approfondimento clinico, normativo e medico-legale sulle trasfusioni negli anziani fragili ospiti delle strutture sociosanitarie, con l'obiettivo di aumentare le conoscenze necessarie alla valutazione clinica e all'appropriata esecuzione delle emotrasfusioni in RSA.
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Il convegno non ha rappresentato un momento isolato, ma il punto di arrivo di un percorso di analisi e confronto sviluppato da ATS Brianza per approfondire il tema delle trasfusioni effettuate all'interno delle RSA e le implicazioni che questa pratica comporta per persone anziane e fragili.
Le SC Accreditamento Controllo e Vigilanza Strutture Sociosanitarie e Sociali e Accreditamento Controllo e Vigilanza Strutture Sanitarie di ATS Brianza hanno lavorato insieme ai Servizi di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale del territorio per individuare e condividere le migliori buone pratiche finalizzate alla gestione in sicurezza dell'intero processo trasfusionale.
Il lavoro di analisi condotto da ATS e il successivo confronto con i SIMT hanno costituito quindi la base sulla quale costruire la giornata, mettendo in dialogo le RSA con professionisti ed esperti del settore e affrontando il tema della trasfusione non come una prestazione isolata, ma all'interno della presa in carico complessiva della persona anziana.
“Quando parliamo di persone anziane e fragili, appropriatezza e sicurezza devono necessariamente accompagnarsi a una valutazione complessiva della persona e del contesto assistenziale”, sottolinea il Direttore Sociosanitario di ATS Brianza, Antonio Colaianni, “Il valore di questo percorso sta nella capacità di mettere insieme competenze diverse e costruire un'alleanza tra ATS, RSA e servizi specialistici. Vogliamo accrescere la consapevolezza degli operatori e favorire riferimenti e buone pratiche condivise, per aumentare la sicurezza degli ospiti e, allo stesso tempo, offrire maggiore serenità ai professionisti chiamati ad assumere decisioni complesse.”
Ad aprire i lavori è stato Alberto Lombardi, Direttore del Dipartimento PAAPSS di ATS Brianza e Responsabile scientifico dell'evento.
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Alessandra Casè, Responsabile della SS Vigilanza e Controllo Strutture Sociosanitarie, e Ilaria Gorla hanno presentato il lavoro di ATS, ripercorrendo il percorso che ha compreso l’analisi dei dati raccolti dalle strutture residenziali sociosanitarie nell’anno 2024 e la costituzione di un tavolo di lavoro con i SIMT, che ha portato alla stesura di una bozza di documento che definisce buone prassi e indicazioni operative condivise per l’esecuzione di trasfusioni in RSA.
Il programma ha quindi sviluppato il tema da differenti prospettive specialistiche: dall'anemia nella persona anziana agli aspetti medico-legali nell'esecuzione delle trasfusioni in RSA, fino ai rischi legati allo specifico setting sociosanitario e agli aspetti pratici del processo trasfusionale.
Tra i relatori, Alberto Finazzi, medico geriatra e ricercatore dell'Università Bicocca di Milano; Maria Antonella Piga, medico legale e ricercatrice dell'Università degli Studi di Milano; e Matteo Bolcato, professore associato di Medicina Legale presso UniCamillus Università Medica Internazionale di Roma.
Il confronto ha coinvolto inoltre i servizi trasfusionali territoriali attraverso Piera Maria Arnaboldi di ASST Brianza, Chiara Mariadele Scollo della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza e Lucia Malinverno di ASST Lecco, insieme ad Alessandra Bellotto di ATS Brianza.
Uno degli elementi centrali della giornata è stato il richiamo alla necessità di accrescere la consapevolezza rispetto alle diverse implicazioni del percorso trasfusionale.
La specificità delle RSA richiede infatti che la valutazione dell'appropriatezza clinica sia accompagnata da una particolare attenzione all'organizzazione, alla formazione degli operatori, al monitoraggio e alla gestione del rischio.
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L'obiettivo indicato nel programma formativo di ATS Brianza è proprio quello di garantire una gestione sicura e appropriata degli emocomponenti secondo le linee guida internazionali e le normative vigenti, aumentando al tempo stesso le conoscenze per la valutazione clinica e l'appropriata esecuzione delle emotrasfusioni in RSA. Il percorso punta inoltre alla condivisione di buone pratiche e di schemi di comportamento professionale uniformi per il governo delle diverse fasi del processo.
Il messaggio conclusivo è dunque quello di una forte alleanza tra ATS Brianza, strutture sociosanitarie e servizi specialistici, nella consapevolezza che la sicurezza della persona fragile richiede competenze, organizzazione e una responsabilità condivisa da tutti gli attori coinvolti.
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