Il Giro d'Italia con due muli di Valerio passa anche dal lecchese
C’è chi attraversa l’Italia in auto, chi in bicicletta e chi a piedi. E poi c’è chi sceglie di farlo al passo di due muli, lasciandosi alle spalle la fretta e affidandosi alla strada, alla natura e a ciò che il paesaggio gli suggerisce, anche per scegliere dove accamparsi insieme ai suoi animali.

Così è per Valerio Ceconi, 46 anni, originario di Trivigno, in provincia di Sondrio, partito proprio da lì lunedì scorso. Ieri per lui è arrivata la prima tappa lecchese, con pernotto a Taceno, di un viaggio che nei prossimi dodici mesi lo porterà ad attraversare l’intero Bel Paese.
Al suo fianco ci sono due compagni di viaggio inseparabili: Margherita, una mula bianca di 16 anni e Mimmo, più giovane, 13 anni, siciliano, dal manto scuro e dalla corporatura più imponente. «Dove va lei, va lui», racconta Valerio parlando del loro rapporto.
Il percorso seguirà il Sentiero Italia, scendendo verso Sud, per poi raggiungere la Sicilia e, da lì, proseguire in Sardegna. Ma cosa vuole trasmettere con questa avventura? «Il mio è turismo equestre. Voglio puntare l’attenzione su questo viaggio per far capire a tutti che è possibile farlo».
Le tappe non sono stabilite rigidamente: «Più o meno individuo sulla mappa i punti in cui potrei arrivare. Guardo se c’è un paesino che mi piace, soprattutto se c’è acqua per i muli, e poi mi fermo».
La giornata comincia molto presto, tra le 3.30 e le 4 del mattino. «Inizio a raccogliere tutte le mie cose e a smontare la tenda, mentre i muli mangiano. Faccio una piccola colazione a base di tè e biscotti e poi, alle 6, si parte».
Anche per quanto riguarda l’energia elettrica, indispensabile per mantenere carico lo smartphone, Valerio ha trovato una soluzione: «Ho un piccolo pannello solare che a volte apro mentre siamo in viaggio. Lo metto sopra il basto di Mimmo, così il telefono si ricarica strada facendo».
Per sé porta una piccola scorta di cibo, contando poi sulle possibilità di rifornimento lungo il percorso, tra negozi e pizzerie da asporto. Anche per gli animali, però, non manca mai una riserva: «Con noi abbiamo sempre una scorta di cibo anche per loro, soprattutto erba medica pellettata. Poi cerchiamo di fermarci dove c’è dell’erba verde che possono mangiare».

A 46 anni questa non è la sua prima esperienza di viaggio: «Ne ho fatti altri all’estero, in Argentina, sempre a contatto con la natura». Se tra Margherita e Mimmo il legame è evidente, altrettanto speciale è il rapporto con il loro conduttore.
Durante la nostra chiacchierata, mentre brucavano tranquillamente l’erba, i due animali non perdevano mai di vista Valerio, tenendolo costantemente sotto controllo. La scelta dei muli non è casuale: «Per un viaggio di questo tipo sono gli animali più sicuri. Ognuno, naturalmente, ha il proprio carattere, ma sono docili e con loro sono riuscito a entrare in sintonia».
Il progetto prevede di percorrere circa 8.000 chilometri lungo il Sentiero Italia. Un itinerario impegnativo, soprattutto perché non tutti i tratti sono necessariamente adatti al passaggio degli animali. «E' un sentiero in quota, ovviamente pensato per essere percorso dalle persone, ma noi proveremo ad affrontarlo con i muli. Ci potranno essere delle incognite: potremmo arrivare in punti in cui non sarà possibile proseguire e dovremo tornare indietro. In quel caso potrebbe presentarsi il problema di come fare inversione con gli animali. Questa è forse la mia preoccupazione maggiore. La mia idea è far capire che chiunque abbia intenzione di intraprendere un viaggio, anche non necessariamente lungo un anno come il mio, può partire dalla propria regione con il proprio equino e seguire il percorso che avrò fatto io. Poi sarà ciascuno a decidere per quanto tempo proseguire».

Un’avventura quella di Valerio intensa e impegnativa, che si svolgerà prevalentemente lontano dai centri abitati e che dovrà fare i conti con le incognite del percorso e con il cambiamento delle stagioni. Dopo aver raggiunto gli Appennini, obiettivo previsto in circa un mese, il viaggio proseguirà con una media di 20-25 chilometri al giorno, anche se molto dipenderà dalle condizioni del terreno, dal meteo e dalle necessarie giornate di riposo.
Al centro dell’esperienza c’è soprattutto la riscoperta del passo lento, in netta contrapposizione con i ritmi della società contemporanea. «E' l’antitesi dei tempi che stiamo vivendo, fatti di superficialità, velocità, consumismo e intelligenza artificiale. Con gli animali non puoi essere artificiale, devi essere reale».
Durante gli spostamenti Valerio non rimane sempre in sella, camminando con gli asini: «La carovana è composta da Margherita davanti, io al suo fianco e Mimmo dietro».
Nessuna particolare paura neppure per quanto riguarda gli incontri con la fauna selvatica: «Non mi spaventano. Da noi in Valtellina sono stati avvistati sia il lupo sia l’orso, ma questo non mi preoccupa».
Il progetto, precisa Valerio, non vuole essere una semplice impresa personale, ma soprattutto un'occasione per far conoscere il percorso e verificarne concretamente la percorribilità anche con gli animali. Un'iniziativa che comporta inevitabilmente costi importanti. «Sul mio profilo Instagram è presente una petizione con una raccolta fondi. Spero anche che possa arrivare un finanziamento da parte di qualche ente, anche se non è questo il motivo principale per cui sto attraversando l’Italia».
Nei primi giorni di cammino Valerio, Margherita e Mimmo hanno già incontrato paesaggi e situazioni molto diverse: «Abbiamo attraversato la città e poi la montagna, anche ad alta quota, passando dal passo Trona. Io arrivo da una casa a 1.800 metri, quindi sono abituato a certe altitudini. Poi ci sono state le discese che ci hanno portato a Premana e tutte quelle stradine cementate. Devo dire che i muli si sono comportati davvero bene, anche sulle strade dove transitavano diverse automobili».
Per seguire il cammino di Valerio, insieme a Margherita e Mimmo, è possibile visitare il suo profilo Instagram: viaequestrenazionale

Così è per Valerio Ceconi, 46 anni, originario di Trivigno, in provincia di Sondrio, partito proprio da lì lunedì scorso. Ieri per lui è arrivata la prima tappa lecchese, con pernotto a Taceno, di un viaggio che nei prossimi dodici mesi lo porterà ad attraversare l’intero Bel Paese.

Il percorso seguirà il Sentiero Italia, scendendo verso Sud, per poi raggiungere la Sicilia e, da lì, proseguire in Sardegna. Ma cosa vuole trasmettere con questa avventura? «Il mio è turismo equestre. Voglio puntare l’attenzione su questo viaggio per far capire a tutti che è possibile farlo».
Le tappe non sono stabilite rigidamente: «Più o meno individuo sulla mappa i punti in cui potrei arrivare. Guardo se c’è un paesino che mi piace, soprattutto se c’è acqua per i muli, e poi mi fermo».
La giornata comincia molto presto, tra le 3.30 e le 4 del mattino. «Inizio a raccogliere tutte le mie cose e a smontare la tenda, mentre i muli mangiano. Faccio una piccola colazione a base di tè e biscotti e poi, alle 6, si parte».

Per sé porta una piccola scorta di cibo, contando poi sulle possibilità di rifornimento lungo il percorso, tra negozi e pizzerie da asporto. Anche per gli animali, però, non manca mai una riserva: «Con noi abbiamo sempre una scorta di cibo anche per loro, soprattutto erba medica pellettata. Poi cerchiamo di fermarci dove c’è dell’erba verde che possono mangiare».

A 46 anni questa non è la sua prima esperienza di viaggio: «Ne ho fatti altri all’estero, in Argentina, sempre a contatto con la natura». Se tra Margherita e Mimmo il legame è evidente, altrettanto speciale è il rapporto con il loro conduttore.
Durante la nostra chiacchierata, mentre brucavano tranquillamente l’erba, i due animali non perdevano mai di vista Valerio, tenendolo costantemente sotto controllo. La scelta dei muli non è casuale: «Per un viaggio di questo tipo sono gli animali più sicuri. Ognuno, naturalmente, ha il proprio carattere, ma sono docili e con loro sono riuscito a entrare in sintonia».
Il progetto prevede di percorrere circa 8.000 chilometri lungo il Sentiero Italia. Un itinerario impegnativo, soprattutto perché non tutti i tratti sono necessariamente adatti al passaggio degli animali. «E' un sentiero in quota, ovviamente pensato per essere percorso dalle persone, ma noi proveremo ad affrontarlo con i muli. Ci potranno essere delle incognite: potremmo arrivare in punti in cui non sarà possibile proseguire e dovremo tornare indietro. In quel caso potrebbe presentarsi il problema di come fare inversione con gli animali. Questa è forse la mia preoccupazione maggiore. La mia idea è far capire che chiunque abbia intenzione di intraprendere un viaggio, anche non necessariamente lungo un anno come il mio, può partire dalla propria regione con il proprio equino e seguire il percorso che avrò fatto io. Poi sarà ciascuno a decidere per quanto tempo proseguire».

Un’avventura quella di Valerio intensa e impegnativa, che si svolgerà prevalentemente lontano dai centri abitati e che dovrà fare i conti con le incognite del percorso e con il cambiamento delle stagioni. Dopo aver raggiunto gli Appennini, obiettivo previsto in circa un mese, il viaggio proseguirà con una media di 20-25 chilometri al giorno, anche se molto dipenderà dalle condizioni del terreno, dal meteo e dalle necessarie giornate di riposo.
Al centro dell’esperienza c’è soprattutto la riscoperta del passo lento, in netta contrapposizione con i ritmi della società contemporanea. «E' l’antitesi dei tempi che stiamo vivendo, fatti di superficialità, velocità, consumismo e intelligenza artificiale. Con gli animali non puoi essere artificiale, devi essere reale».
Durante gli spostamenti Valerio non rimane sempre in sella, camminando con gli asini: «La carovana è composta da Margherita davanti, io al suo fianco e Mimmo dietro».
Nessuna particolare paura neppure per quanto riguarda gli incontri con la fauna selvatica: «Non mi spaventano. Da noi in Valtellina sono stati avvistati sia il lupo sia l’orso, ma questo non mi preoccupa».
Il progetto, precisa Valerio, non vuole essere una semplice impresa personale, ma soprattutto un'occasione per far conoscere il percorso e verificarne concretamente la percorribilità anche con gli animali. Un'iniziativa che comporta inevitabilmente costi importanti. «Sul mio profilo Instagram è presente una petizione con una raccolta fondi. Spero anche che possa arrivare un finanziamento da parte di qualche ente, anche se non è questo il motivo principale per cui sto attraversando l’Italia».

Per seguire il cammino di Valerio, insieme a Margherita e Mimmo, è possibile visitare il suo profilo Instagram: viaequestrenazionale
Moira Acquistapace



















