Lecco perduta/414: Stoppani, Cermenati ma anche Antonio Ghislanzoni

Fioccano gli anniversari nel corso del 2024.

Dopo Antonio Stoppani (nato nel 1824), dopo Mario Cermenati (deceduto nel 1924), c’è anche Antonio Ghislanzoni, nato nel 1824. Come si può, infatti, verificare dai registri di nascita e battesimo conservati presso l’archivio parrocchiale dell’allora prepositurale di San Nicolò in Lecco, Antonio Giacomo Ghislanzoni è nato il 25 novembre 1824, alle ore 5 antimeridiane e venne battezzato i giorno stesso. Era figlio di Giovanni Battista Ghislanzoni, medico della grande armata di Napoleone I, e di Teresa Cremona.
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Antonio Ghislanzoni

Nel novembre 1924 si celebrarono le onoranze al poeta Antonio Ghislanzoni, nel centenario della nascita. Un apposito manifesto venne affisso nelle vie di Lecco e di Caprino Bergamasco, dove il Ghislanzoni aveva chiuso la sua vita terrena; era un invito a commemorare “in letizia il centenario del poeta Antonio Ghislanzoni, brillante giornalista, artista geniale, patriota senza aggettivo, il cui ingegno versatile e bizzarro Egli largamente e gentilmente profuse un po’ ovunque”. IL manifesto stesso concludeva “festeggiarlo nel centenario della sua nascita è un dovere per Lecco che gli diede i natali: per Caprino ove lietamente visse e dolcemente morì. Festeggiarlo, dunque, ma senza musoneria cattedratica che mal si adatterebbe allo spirito scapigliato del nostro poeta, che amò la vita, le liete brigate, i piacevoli conversare”.
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Monumento a Ghislanzoni, con busto, sul lungolago

L’avvocato Giuseppe Pizzorno fu alla guida del comitato per le celebrazioni del centenario, mentre segretario era Ettore Bartolozzi, direttore dell’allora giovanissima “Rivista di Lecco”, trimestrale che ebbe un ruolo di preminenza nell’organizzazione delle manifestazioni e che diede alle stampa uno studio biografico sul poeta dovuto ad Armando Nava.

La celebrazione lecchese del centenario della nascita di Antonio Ghislanzoni avvenne il 30 novembre 1924. La rivista di Lecco, con la brillante penna di Arnaldo Ruggiero, ricordò alcuni avvenimenti della vita di Ghislanzoni che erano sconosciuti. Menzionò, ad esempio, che Ulisse Cermenati, fratello del più famoso Mario, a solo 18 anni fece le prime “armi” nel campo giornalistico collaborando alla “Posta di Caprino”, periodico diretto dal Ghislanzoni stesso. Venne anche ricordato il Ghislanzoni combattente nelle campagne risorgimentali del 1848 e legionario della Repubblica Romana.
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Il sindaco Giuseppe Pogliani depone una corona d'alloro presso il monumento a Ghislanzoni, nel centenario della scomparsa (luglio 1893)

Il discorso ufficiale della commemorazione centenaria venne tenuto dall’avvocato Ubaldo Riva che “con profonda conoscenza, come scrivono i giornali del tempo, esaminò e ricordò il Ghislanzoni sotto i vari profili dello scrittore eclettico, del librettista e dello scapigliato”.

Il commento generale era, a “cento anni di distanza i lecchesi hanno voluto nuovamente ricordare il popolare “sciur Togn”. Si sottolineò in un intervenendo che, menzionando da Caprino la sua Lecco, Antonio Ghislanzoni la definisce “gentile città”, come scrive in una missiva inviata a Giuseppe Pollio, in data 11 agosto 1877.

Il centenario della scomparsa di Antonio Ghislanzoni, avvenuta a Caprino nel luglio 1893, deve essere, invece, ricordato per una delle prime cerimonie ufficiali tenute dal nuovo sindaco Giuseppe Pogliani, eletto alla guida del Comune di Lecco dopo il ballottaggio con Rosy Granata. E’ stato un voto storico che, oltre alla novità del ballottaggio finale tra i primi due votati dalla prima chiamata alle urne, la nomina a sindaco di Pogliani interrompeva la lunga serie di democristiani al palazzo civico di piazza Diaz, da Ugo Bartesaghi nel 1948 a Giulio Boscagli alla fine del 1992.

La stampa cittadina, nella cronaca del 17 luglio 1993 scriveva “Breve cerimonia, ieri mattina, presso il monumento con il busto di Antonio Ghislanzoni, costruito sul lungolago, davanti a via Nazario Sauro. Ha reso omaggio al Ghislanzoni una delegazione ufficiale della civica amministrazione, guidata dal sindaco Giuseppe Pogliani, dagli assessori Fausto Cariboni, Angelo Fortunati ed Andrea Massironi, dei consiglieri comunali Celestina Duvia e Maricilla Beretta Cattaneo”.
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Giuseppe Pogliani e la sua Giunta commemora Antonio Ghislanzoni in Consiglio Comunale

Due vigili urbani hanno deposto la corona d’alloro presso il piccolo monumento, pure quasi centenario. E’ stato, infatti, inaugurato nell’aiuola centrale della stazione ferroviaria il 19 novembre 1893. Lo stesso giorno dell’inaugurazione del monumento venne collocata la lapide sulla casa natale di via Roma, allora degli eredi di Giacomo Ongania. Il sindaco Pogliani depose una corona presso il busto, dove si nota la scritta “ammiratori e conterranei posero”. Qualcuno dei presenti commentò “un omaggio “gentile” della città che Antonio Ghislanzoni ritiene tale”.

Ghislanzoni è sepolto nel cimitero Monumentale di via Parini, sotto la cappella centrale del Famedio. Solenni ed imponenti furono i funerali celebrati a Lecco dove la salma fu portata da Caprino.

Il busto ora sul lungolago venne inaugurato il 19 novembre 1893, opera di Antonio Bezzola, nativo di Campione, con studio a Milano e scolpito nella senite di Balma, sopra Biella. Collocato in un primo tempo in piazza della Stazione, dal 1928 è stato trasferito sul lungolago, in una delle aiuole verdi della passeggiata.

Il tempo passato non ha spento l’attenzione verso il “sciur Togn”. Un esempio viene dall’Università di Pietroburgo, che ha dedicato, nel settore di lingua e letteratura italiana, un seminario di studio e ricerca sulla figura e sulll’opera di Antonio Ghislanzoni.

Insomma, vi sono ricordi che vanno oltre il libretto della famosa Aida di Giuseppe Verdi.
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A.B.
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