Valmadrera: si è spento don Massimo Frigerio, parroco tra il 1996 e il 2014

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In occasione della messa con i sacerdoti nati in città o legati alla comunità per avervi prestato servizio, celebrata in occasione della festa patronale di Sant'Antonio, gli era stato rivolto un pensiero speciale, sapendolo ricoverato in condizioni di fragilità. Questa notte, don Massimo Frigerio, parroco di Valmadrera tra il 1996 e il 2014, si è spento. 
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"Nutriamo un sentimento di gratitudine e riconoscenza per il senso di comunità che ha saputo diffondere a Valmadrera, per l’attenzione ai più fragili a cui è sempre stato molto vicino, per l’impegno anche per opere importanti, come la ristrutturazione della Chiesa Parrocchiale e del campanile" si legge nel messaggio del sindaco Cesare Colombo, a nome dell'amministrazione comunale. "Ho avuto la possibilità di conoscere personalmente don Massimo e di collaborare con lui nell’ambito del Consiglio Pastorale e della pastorale familiare. Lo ricordo con gratitudine e affetto, era una persona di una fede profonda e sempre attenta ai bisogni di ciascuno, che ha fatto tanto per le persone della nostra città e ha lasciato un segno indelebile nel nostro cuore".
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Don Massimo si era insediato nella Parrocchia di Valmadrera il giorno della Festa di Sant’Antonio del 1996, proveniente dalla Parrocchia di Malnate, accompagnato  da Monsignor Citterio, a cui era legatissimo per la precedente esperienza in seminario. Uomo di grande preghiera, era ancora oggi molto affezionato alla comunità locale e, in particolare, dovoto alla Madonna di San Martino.
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I diversi sindaci, che lo hanno conosciuto, hanno potuto apprezzare la sua collaborazione proficua con l’associazionismo, il suo dialogo costante con tutti gli amministratori nei diversi ruoli e responsabilità, sempre con grande partecipazione. Si ricordano, ad esempio, il gemellaggio con Chateauneuf les Martigues e l’inaugurazione della piazza nel 2009 con il Vescovo Mons. Luigi Stucchi.
Molto amato dai cittadini di Valmadrera, ha lasciato la parrocchia nell’autunno del 2014, per raggiunti limiti di età, a 77 anni. 
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Da 11 anni a Canegrate, don Massimo si era allontanato dalla comunità che lo aveva accolto dopo l'esperienza a Valmadrera, soltanto alla Vigilia dello scorso Natale, per essere ricoverato alla RSA di Saranno, sua città natale. "Ha preso questa decisione a malincuore e tuttavia costretto dalla sua salute sempre più compromessa. In breve tempo, infatti, le sue forze fisiche erano diminuite tanto da impedire la sua stessa autonomia. Il giorno prima, 23 dicembre, il parroco ne aveva dato la notizia alla messa del mattino e subito dopo don Massimo ha salutato i fedeli in casa parrocchiale. Ha spiegato il perché della sua decisione, ha esortato a continuare nella fede la vita parrocchiale e ha benedetto i presenti fortemente commossi" aveva comunicato, attraverso l'informatore, la locale diaconia. "A don Massimo diciamo la nostra riconoscenza per la sua presenza umile e discreta, generosa ed efficace soprattutto nel confessionale fino a quando le forze glielo hanno permesso. Un tempo lungo undici anni speso da vero prete. Uomo di poche parole ma attento all’ascolto, ha regalato serenità e pace, consigli e attenzione, stima e bontà a ognuno che lo ha incontrato. A lui vanno la nostra gratitudine e la nostra preghiera di affidamento al Signore".
Con don Massimo aveva lasciato Canegrate anche la signora Adele, sua collaboratrice per ben 41 anni, altro volto noto anche tra i fedeli valmadreresi. I due si erano congedati con il messaggio che riportiamo qui di seguito, biglietto che oggi, con la dipartita del sacerdote, ha il sapore dell'addio.
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