Baby Gang e gli altri dal GIP in aula per gli interrogatori

Il primo ad ''aprire le danze'' parrebbe essere stato Zaccaria Mouhib, al secolo Baby Gang. A seguire poi, tutti gli altri. A poco più di ventiquattro ore dai fermi scattati all'alba di martedì, quando i Carabinieri del comando provinciale di Lecco avevano dato esecuzione ad una serie di ordinanze di custodia cautelare in carcere e ad altre misure disposte dal GIP su richiesta della locale Procura della Repubblica, stamani hanno varcato l'ingresso del Tribunale il trapper e i giovani finiti nei guai poiché ritenuti i suoi "fiancheggiatori".
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Il Gip Gianluca Piantadosi

Uno dopo l'altro, a partire dalle ore 9 e sino al primo pomeriggio si sono sottoposti ad interrogatorio di garanzia al cospetto del dottor Gianluca Piantadosi. Udienze durate ciascuna non più di una manciata di minuti; espletate le formalità tecniche, infatti, quasi tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, senza addentrarsi dunque nelle contestazioni che vengono mosse a loro carico; una scelta probabilmente dettata anche dalla necessità di studiare a fondo gli atti da parte dei difensori, molti dei quali penalisti del Foro lecchese. Questi ultimi in molti casi hanno avanzato richiesta di attenuazione della misura nei confronti dei fermati; a questo proposito il GIP si esprimerà nelle prossime ore.
Dei nove provvedimenti di custodia cautelare in carcere ne sono stati eseguiti sette, con la traduzione nei penitenziari di Lecco, Brescia, Lodi e anche Busto Arsizio, solo per citarne alcuni. In ulteriori tre casi il GIP aveva optato per la misura del divieto di dimora nel territorio della provincia di Lecco, eseguita a carico di due indagati soltanto. Complessivamente tre dunque, allo stato, gli irreperibili.
Le accuse, a vario titolo, riguardano la detenzione, la ricettazione nonché il porto e la cessione illegale di armi, anche da guerra. E poi rapina, sequestro di persona e lesioni aggravate. A carico del solo Mouhib (Baby Gang) si aggiungono anche le contestazioni di maltrattamenti e lesioni nei confronti della compagna convivente.
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Un'indagine, quella condotta dai Carabinieri di Lecco – che avrebbe consentito di delineare una rete organizzata di quelli che a tutti gli effetti sono ritenuti i sodali del trapper: giovani perlopiù tra i 20 e i 30 anni – italiani e marocchini - attivi soprattutto nell’area di Calolziocorte e nelle case Aler di corso Europa, considerato l’epicentro delle attività del gruppo. Parte degli arresti è stata eseguita proprio in questi contesti, mentre altri provvedimenti hanno riguardato soggetti residenti tra Lecco, Primaluna, Garlate, e poi ancora Como (Cabiate) e Milano (Abbiategrasso, Pioltello, Vermezzo con Zelo).
Secondo gli investigatori, il gruppo disponeva di diverse armi da fuoco utilizzate non solo per attività illecite ma anche a scopo intimidatorio, in un contesto di concreta aggressività e di controllo del territorio. In questo quadro si inserirebbero episodi di rapina e sequestro messi in atto per allontanare soggetti ritenuti ''non graditi'' o potenziali ladri, in una logica di difesa di quello che veniva considerato il loro orticello. Si inserisce proprio in questo contesto l’aggressione avvenuta il 15 giugno 2025 a Calolziocorte ai danni a tre cittadini rumeni. Una delle vittime peraltro, avrebbe rimediato danni permanenti.
A emergere con chiarezza è stato il ruolo centrale di Mouhib, ritenuto a tutti gli effetti il ''regista'' delle attività del gruppo: pur evitando di esporsi direttamente – anche in ragione della sorveglianza speciale cui era sottoposto – avrebbe delegato le azioni agli altri membri, mantenendo però una leadership evidente e un ruolo dominante, anche sotto il profilo carismatico. A rendere il quadro a suo carico ancora più grave sono le accuse relative alla sfera privata: il trapper è infatti indagato anche per maltrattamenti nei confronti della compagna con la quale condivideva l'abitazione di Calolziocorte.
Stamani in corridoi del Tribunale erano gremiti anche dei loro familiari, oltre che delle forze dell'ordine, presenti in maniera più nutrita del solito proprio per assicurare le necessarie condizioni di sicurezza.
G.C.
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