Riqualificazione del Bione: l'iter prosegue con i soli voti della maggioranza
Il consiglio comunale di Lecco nella tarda serata di ieri, 30 marzo, a 55 giorni dal voto, ha dichiarato di interesse pubblico la proposta di partenariato pubblico-privato presentata da una cordata di soggetti avente ad oggetto la progettazione esecutiva, la riqualificazione, la manutenzione, la gestione e il finanziamento del centro sportivo del Bione, mandando avanti l'iter. Lo ha fatto all'unanimità. Dei presenti. Di fatto, con i soli voti della maggioranza, avendo le opposizioni (e a quanto pare anche la consigliera dem Anna Sanseverino) optato per non partecipare, dopo oltre due ore di discussione con una serie di interventi andati soltanto a rafforzare posizioni già espresse, con l'evidente intenzione della coalizione di governo di tirare diritto.
Alla trattazione del punto - il principale all'ordine del giorno dell'ultima seduta di questo mandato - si è arrivati cinque minuti prima delle 20. Alle 20.04 il Presidente Roberto Nigriello già accordava una sospensiva di 15 minuti chiesta dalla consigliera Lorella Cesana (Lecco Ideale) per avere il tempo di leggere della documentazione che le è stata inoltrata di fatto mentre già era in viaggio per raggiungere il Municipio, circa i pareri di non regolarità espressi dai tecnici comunali in riferimento alla proposta di emendamento depositata a sua firma. Proposta, sottoscritta anche da Fratelli d'Italia, sostenuta poi dall'opposizione compattamente per chiedere l'inserimento nella delibera in maniera esplicita dei rilievi dei due consulenti nominati dal Comune (QUI l'articolo sulla relativa commissione) e delle richieste pervenute dalle associazioni sportive. Con elementi che, se proposti singolarmente avrebbero potuto incontrare anche la condivisione della maggioranza, come sostenuto dal capogruppo del PD Pietro Regazzoni, ma bocciati… in toto.
Illustrata dall'assessore Emanuele Torri - che, dopo aver ripercorso i passaggi che hanno portato all'acquisizione della proposta e i suoi contenuti a grandi linee, ha rimarcato come siano state poste, dal Comune, condizioni affinché l'iter possa proseguire a cominciare dall'aggiornamento dei rapporti tra le parti con la necessità di riallocare i rischi in capo al privato - la delibera è stata approvata solo alle 22.12, in assenza, come detto delle minoranze, non intenzionate a sostenere una mossa bollata a più riprese come propagandistica e elettorale (Corrado Valsecchi e Emilio Minuzzo), compiuta tardivamente ("dopo 16 anni di nulla", per dirla alla Stefano Parolari) e di fretta ("perché dobbiamo approvarla oggi e non lo possiamo fare tra due mesi?" ha chiesto Giovanni Tagliaferri, con la domanda rimasta inevasa). Nell'interesse di chi? La domanda di fondo delle opposizione. "L'interesse pubblico è ottenerne la riqualificazione e l'ammodernamento, non altro" ha sentenziato Lorella Cesana, con Corrado Valsecchi - per mesi al suo fianco, nel nome del civismo, sul questa battaglia - arrivato a sostenere l'illegittimità della procedura seguita dall'amministrazione, con l'inserimento ora, in delibera, di criteri che avrebbero dovuto essere posti a base di una proposta di partenariato pubblico-privato, che tale - a suo giudizio, rifacendosi ai pareri degli stessi consulenti della Giunta - non ora al momento della sua presentazione.
Nessun dubbio, al riguardo, per Paolo Galli (Ambientalmente), con Alberto Anghileri (Sinistra) e Saulo Sangalli (Fattore Lecco), intervenuti per rassicurare circa l'assenza di vincoli per chi, a giugno, si troverà alla guida della città, il primo sostenendo "non siamo qua a discutere di un progetto, discutiamo di un'idea", espressione in contrasto - come rilevato da Giovanni Tagliaferri - con migliaia di volantini distribuiti da una lista parte della coalizione in carica.
Casto Pattini (PD), invece, dopo aver contraddetto Anghileri, ha affermato come sia fisiologico che da un mandato all'altro si lascino opere da portare avanti. E di eredità ha di fatto parlato anche il suo capogruppo Pietro Regazzoni, facendo vanto dei 10 milioni messi a bilancio dalla Giunta Gattinoni per il Bione. "Tutti lasciano tesoretti", la replica a distanza di Corrado Valsecchi, accusando l'attuale maggioranza di dimostrare, anche in questa occasione, supponenza.
Nonostante le ulteriori rassicurazioni dell'assessore Torri arrivato a ringraziare per il confronto e a sostenere come "dietro ogni intervento ci sia interesse positivo e propositivo di poter avere un centro sportivo come la nostra città merita", si è arrivati al voto divisi "su un tema che poteva essere gestito in maniera differente" (Valsecchi), compiendo da parte della maggioranza "un passo contro la città" come bollato dalla consigliera Cesana, citando anche le oltre 1.300 firme raccolte contro il progetto. "Un passo forzato di cui dovrete essere gli unici responsabili".




















