L’inaugurazione il 17 giugno ma il nuovo oratorio è già in attività. Ieri l'apertura del San Luigi

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Aperto ieri sera il nuovo oratorio di San Luigi della parrocchia di San Nicolò a Lecco. Non è ancora un’inaugurazione ufficiale, quella avverrà il 17 giugno con la benedizione dell’arcivescovo milanese Mario Delpini. Ma intanto le nuove sale possono animarsi ed essere utilizzate per le varie attività.
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«Un giorno atteso da tanto – ha detto il prevosto don Bortolo Uberti nel suo discorso - L’oratorio apre finalmente le porte. Ed è un giorno di riconoscenza per chi ci ha preceduto ed è stato capace di sognare e poi ha progettato e avviato i lavori: tutti i prevosti da monsignor Enrico Assi a oggi, tutti quelli che hanno contribuito ai lavori e chi con la sua generosità ha permesso che si realizzasse quest’opera.»
Ha citato il brano del Vangelo in cui Gesù dice ai suoi apostoli: «Alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. E chi miete riceve salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché ne goda insieme chi semina e chi miete». Una maniera di ricordare come il progetto del nuovo oratorio risalga a quarant’anni fa, quando appunto il prevosto era monsignor Assi, un progetto che si sarebbe poi concretizzato in questi ultimi quindici anni, un’opera che ha «un senso profondo di solidarietà creativa» e «tocca a noi abitarlo, farlo diventare il cuore pulsante della città, un luogo di incontro tra la generazioni, una testimonianza di fede, un punto di riferimento per i giovani, una casa dell’intera comunità che impara a stare bene e che qui sta bene.»
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E si è rifatto anche ai “Promessi sposi”, al passo in cui Renzo torna da Milano e va guardare il suo orticello preda delle sterpaglie con gli che indugiano su una zucca selvatica avvinghiata al tralcio di una vita. Una vista che induce Renzo ad allontanarsi. «Ecco – ha proseguito don Bortolo - la zucca e la vite che non sanno a chi appoggiarsi, si attorcigliano l’una sull’altra finendo per tirarsi giù a vicenda  “come accade spesso ai deboli che si prendono l’un con l’altro per appoggio.” Credo che i giovani hanno voglia di crescere, hanno grandi domande, grandi passioni, ma si sentono confusi, deboli, e si aggrappano a quello che trovano, così come accade anche per molte famiglie. Ecco, questo oratorio sarà fatto di gente che si prenderà cura: qui c’è un punto di riferimento, qualcuno a cui aggrapparsi».
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E allora, rifacendosi alla mietitura evangelica, «noi oggi raccogliamo ma non smettiamo di seminare. Questo oratorio vuole essere una nuova piazza della città, un punto di riferimento per i giovani, un motore di sinergie per gli altri oratori.»
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Dopo il discorso del prevosto, è stato don Marco Della Corna ad “aprire” le porte dell’oratorio, con il gesto simbolico da parte di due ragazzi che hanno rimosso il pannello che chiudeva l’ingresso. È seguita la visita: la sala di ritrovo al piano terreno con il bar, l’immancabile calciobalilla e quello che quand’eravamo ragazzi chiamavamo tam-tam (e chissà poi se si chiama davvero così), la statua di san Luigi, le foto appese ai muri, un recinto per i giochi dei più piccoli.
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Sulle scale, il crocifisso di Giuliano Collina e al primo piano altre sale adibite a usi diversi e anche un vero e proprio appartamento che in origine si era pensato di destinare a un custode e che invece, attrezzato con una ventina di posti letto, sarà utilizzato dai ragazzi dell’oratorio per sperimentare la vita in comune.
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Al primo piano sono tra l’altro allestite le due mostre che rappresentano appunto l’incontro tra generazioni che l’oratorio si pone tra i suoi obiettivi.
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La prima raccoglie le fotografie scattate dai ragazzi nell’ambito di un progetto dell’Osservatorio giovani dell’Istituto Toniolo di Milano in collaborazione con una fotografa professionista: realizzato nel 2025, ha coinvolto 46 partecipanti di età compresa tra i 18 e i 34 anni che, nel corso di alcune passeggiate, sono andate alla scoperta di alcuni scorci significativi della città.
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La seconda mostra è quella realizzato dall’Iram, gli istituti “Airoldi Muzzi” di Germando e che racconta “le stagioni del tempo, la ricchezza del dono”: si racconta la storia della beneficenza lecchese per la realizzazione di ospedali per poveri, a partire dal testamento cinquecentesco dell’acquatese Giovanni Antonio Airoldi, per poi spiegare le attività che si svolgono oggi. Domani – sabato 23 maggio - alle 15 è programmata la presentazione ufficiale.
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A margine della ricerca, tra l’altro, lo storico lecchese Francesco D’Alessio si è imbattuto in alcuni brani musicali composti da Isidoro Calloni, che alla fine dell’Ottocento destinò un lascito per la realizzazione di una casa di riposo a Rancio. Spartiti dei quali nessuno sembrava avesse più memoria e dei quali ieri è stato dato un assaggio da parte degli allievi del liceo musicale “Grassi” che, diretti dal docente Simone Garino, hanno accompagnato l’apertura dell’oratorio: Federico Valpolini, Matilde Ostidich, Caterina Giannoni, Valentina Bonacina ed Eliza Strugaru.

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Questi sono comunque giorni intensi. Il calendario delle celebrazioni prevede infatti altre iniziative: sempre domani sera alle 20 sarà inaugurata la cucina dell’oratorio con una cena intitolata “Generazioni a tavola” (partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria). Martedì sera alle 20 ancora a tavola, questa volta con “sapori di comunità”, una cena benefica preparata dal celebre chef Enrico Derflingher.
Da mercoledì 3 a domenica 7 giugno “Ora in festa” e cioè «cinque giornate per vivere l’oratorio San Luigi con energie, partecipazione e il piacere di stare insieme (ingresso libero)». Infine, mercoledì 17 giugno alle 18 l’inaugurazione e la benedizione con monsignor Delpini.
D.C.
Date evento
mercoledì, 17 giugno 2026
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