Effetto voto: le conseguenze in Provincia. Nigriello fuori, Brigatti che fa? E poi c'è Blandino
Ripercussioni anche in Provincia dopo l'esito del ballottaggio di ieri a Lecco. Roberto Nigriello, presidente uscente del consiglio comunale, non essendo stato rieletto a Palazzo Bovara lascerà anche Villa Locatelli.
Al suo posto, tra le fila dal gruppo d'opposizione La Provincia Territorio Bene Comune dovrebbe entrare, quale primo dei non eletti, Luca Pigazzini, sindaco di Carenno e già consigliere della Comunità Montana Lario Orientale e Valle San Martino.

Movimenti potrebbero registrarsi, però, anche in maggioranza e... in direzione. Se infatti Simone Brigatti dovesse entrare nella Giunta Boscagli, con la promozione da consigliere ad assessore perderebbe il posto in Provincia, dove, al momento Fratelli d'Italia è la forza di punta in seno alla coalizione di centrodestra con tre esponenti e il "peso", rafforzato dall'esito delle votazioni di ieri, per batter cassa chiedendo la vicepresidenza alla luce anche del fatto che, in Comune, ad un sindaco meloniano si affiancherà un numero due leghista. Perché non dovrebbe essere così anche dall'altra parte dove, ad oggi, guida e vicario (Alessandra Hofmann e Mattia Micheli) sono dello stesso partito? Fuori Brigatti, entrerebbe, da elenco, Stefano Simonetti, salviniano. Conviene? Nella spartizione dei ruoli in Comune, qualcuno il ragionamento lo sta già facendo.
Nel mentre sembra destinato ad accasarsi in Municipio l'avvocato Mario Blandino, attuale Segretario della Provincia. Doppio ruolo o migrazione da un palazzo all'altro? Lo si vedrà.

Tornando nel campo delle certezze, ecco il "saluto" affidato ai social da Roberto Nigriello per congedarsi (per ora) dalla politica attiva.
Le elezioni hanno consegnato a Lecco un nuovo Sindaco. Il voto dei cittadini va sempre rispettato, perché è il fondamento della nostra democrazia.
Per me si chiude un percorso lungo 11 anni in Consiglio comunale e, con esso, anche l’esperienza vissuta in Provincia. Un viaggio straordinario che mi ha accompagnato in una parte importante della mia vita e che mi ha dato l’opportunità di conoscere, vivere e apprezzare tanti pezzi della nostra città, del territorio e delle loro comunità.
Sono entrato in Comune da giovane consigliere, poi ho avuto l’onore di ricoprire il ruolo di Assessore allo Sport, successivamente di Capogruppo e infine di Presidente del Consiglio comunale. Esperienze diverse, intense, uniche. Ognuna mi ha insegnato qualcosa e mi ha permesso di crescere come amministratore e come persona.
Sono stati anni fatti di impegno, responsabilità e anche di sacrifici personali e familiari. Sacrifici che ho sempre affrontato con convinzione e serenità, perché ero felice di poter dare il mio contributo alla città che amo e al territorio che rappresentavo.
In questi anni ho imparato anche che, al di là della dialettica politica, delle idee diverse e degli schieramenti, ciò che conta davvero sono le persone. Ho avuto il privilegio di costruire rapporti sinceri e amicizie che porterò sempre con me. Perché il rispetto umano viene prima di tutto ed è il valore che deve guidare ogni confronto, anche il più acceso.
Al di là dei ruoli, delle cariche e delle appartenenze, ho sempre cercato di avere una bussola chiara: lavorare per il bene comune, mettendo Lecco al centro di ogni scelta.
Oggi posso dire semplicemente grazie. Grazie Lecco, per avermi dato la possibilità di servirti. Grazie a tutte le persone che ho incontrato lungo questo cammino, a chi mi ha sostenuto, a chi mi ha insegnato qualcosa e anche a chi mi ha spronato a fare meglio.
Un grazie speciale va a mio papà, che mi guarda da lassù. È stato lui a trasmettermi la passione per la politica, intesa come servizio, e l’amore per il bene comune. Ricordo ancora quando, nonostante avesse alle spalle pochi anni in Consiglio comunale, scelse di fare un passo di lato per dare a me la possibilità di candidarmi. Un gesto di generosità e di fiducia che non ho mai dimenticato e che ha cambiato il corso della mia vita. Spero di aver onorato quella scelta con l’impegno, la serietà e la passione che ho cercato di mettere ogni giorno in questi undici anni.
E chissà, forse non è un addio. Come scriveva qualcuno, “ogni traguardo è il punto di partenza per un nuovo viaggio”. Per questo preferisco pensare che sia soltanto un arrivederci.
Al suo posto, tra le fila dal gruppo d'opposizione La Provincia Territorio Bene Comune dovrebbe entrare, quale primo dei non eletti, Luca Pigazzini, sindaco di Carenno e già consigliere della Comunità Montana Lario Orientale e Valle San Martino.

Simone Brigatti e Mattia Micheli
Movimenti potrebbero registrarsi, però, anche in maggioranza e... in direzione. Se infatti Simone Brigatti dovesse entrare nella Giunta Boscagli, con la promozione da consigliere ad assessore perderebbe il posto in Provincia, dove, al momento Fratelli d'Italia è la forza di punta in seno alla coalizione di centrodestra con tre esponenti e il "peso", rafforzato dall'esito delle votazioni di ieri, per batter cassa chiedendo la vicepresidenza alla luce anche del fatto che, in Comune, ad un sindaco meloniano si affiancherà un numero due leghista. Perché non dovrebbe essere così anche dall'altra parte dove, ad oggi, guida e vicario (Alessandra Hofmann e Mattia Micheli) sono dello stesso partito? Fuori Brigatti, entrerebbe, da elenco, Stefano Simonetti, salviniano. Conviene? Nella spartizione dei ruoli in Comune, qualcuno il ragionamento lo sta già facendo.
Nel mentre sembra destinato ad accasarsi in Municipio l'avvocato Mario Blandino, attuale Segretario della Provincia. Doppio ruolo o migrazione da un palazzo all'altro? Lo si vedrà.

Al centro Roberto Nigriello sui banchi della Provincia
Tornando nel campo delle certezze, ecco il "saluto" affidato ai social da Roberto Nigriello per congedarsi (per ora) dalla politica attiva.
Le elezioni hanno consegnato a Lecco un nuovo Sindaco. Il voto dei cittadini va sempre rispettato, perché è il fondamento della nostra democrazia.
Per me si chiude un percorso lungo 11 anni in Consiglio comunale e, con esso, anche l’esperienza vissuta in Provincia. Un viaggio straordinario che mi ha accompagnato in una parte importante della mia vita e che mi ha dato l’opportunità di conoscere, vivere e apprezzare tanti pezzi della nostra città, del territorio e delle loro comunità.
Sono entrato in Comune da giovane consigliere, poi ho avuto l’onore di ricoprire il ruolo di Assessore allo Sport, successivamente di Capogruppo e infine di Presidente del Consiglio comunale. Esperienze diverse, intense, uniche. Ognuna mi ha insegnato qualcosa e mi ha permesso di crescere come amministratore e come persona.
Sono stati anni fatti di impegno, responsabilità e anche di sacrifici personali e familiari. Sacrifici che ho sempre affrontato con convinzione e serenità, perché ero felice di poter dare il mio contributo alla città che amo e al territorio che rappresentavo.
In questi anni ho imparato anche che, al di là della dialettica politica, delle idee diverse e degli schieramenti, ciò che conta davvero sono le persone. Ho avuto il privilegio di costruire rapporti sinceri e amicizie che porterò sempre con me. Perché il rispetto umano viene prima di tutto ed è il valore che deve guidare ogni confronto, anche il più acceso.
Al di là dei ruoli, delle cariche e delle appartenenze, ho sempre cercato di avere una bussola chiara: lavorare per il bene comune, mettendo Lecco al centro di ogni scelta.
Oggi posso dire semplicemente grazie. Grazie Lecco, per avermi dato la possibilità di servirti. Grazie a tutte le persone che ho incontrato lungo questo cammino, a chi mi ha sostenuto, a chi mi ha insegnato qualcosa e anche a chi mi ha spronato a fare meglio.
Un grazie speciale va a mio papà, che mi guarda da lassù. È stato lui a trasmettermi la passione per la politica, intesa come servizio, e l’amore per il bene comune. Ricordo ancora quando, nonostante avesse alle spalle pochi anni in Consiglio comunale, scelse di fare un passo di lato per dare a me la possibilità di candidarmi. Un gesto di generosità e di fiducia che non ho mai dimenticato e che ha cambiato il corso della mia vita. Spero di aver onorato quella scelta con l’impegno, la serietà e la passione che ho cercato di mettere ogni giorno in questi undici anni.
E chissà, forse non è un addio. Come scriveva qualcuno, “ogni traguardo è il punto di partenza per un nuovo viaggio”. Per questo preferisco pensare che sia soltanto un arrivederci.




















