Scoperto un altro primo parroco Cambia la storia di San Giovanni
Adesso, forse, si dovrà riscrivere anche la storia della parrocchia di San Giovanni Evangelista a Lecco che l’anno scorso ha festeggiato i 350 anni dalla sua istituzione. Dagli archivi sono saltate fuori nuove date che, se confermate, ne anticiperebbero la costituzione. È quanto emerge dal racconto dello storico Francesco D’Alessio nel corso della presentazione dei lavori di restauro promossi dall’Associazione Giuseppe Bovara e riguardanti tre quadri, due conservati nella sacrestia della parrochiale e un terzo nella chiesetta di Varigione. È proprio le ricerche documentarie relative a uno di questi dipinti, il ritratto di Giovanni Battista Cattaneo Torriani, hanno fornito nuove indicazioni.


Il sacerdote Giovanni Battista Cattaneo Torriani, nato in seno alla nobile e potente famiglia valsassinese, fu alla guida della comunità di San Giovanni alla Castagna dove morì nel 1647. A quella stessa data risale il quadro e, spulciando tra le carte d’archivio, ci si è imbattuti in un documento in cui il Torriani viene definito parroco.

I conti non tornerebbero. Perché fino a oggi l’istituzione della parrocchia è stata datata 1675 quando a reggere la comunità era Bernardo Tartari (ritratto nel secondo dipinto), insediatosi quattro anni dopo la morte di don Torriani. E al Tartari gli storici hanno riconosciuto gli sforzi, mettendo a disposizione anche propri beni personali, per raggiungere l’autonomia parrocchiale. Questa ricostruzione, ora, sembra essere rimessa in discussione. «Nella storia della parrocchia – ha detto D’Alessio -, a questo punto manca un pezzo,» Che andrà trovato: per i ricercatori un invito a nozze.


L’appuntamento per la presentazione dei restauri era ieri sera al termine della messa nella stessa chiesa parrocchiale.
D’Alessio ha ricordato come lo scorso anno, l’Associazione Bovara si fosse impegnata per il restauro di una tela (l’Adorazione dei pastori) conservato nella chiesa di Maggianico. Una vasta mobilitazione, che ha coinvolto molte associazioni, ha consentito di raccogliere i 12mila euro necessari e il restauro è partito.
Quest’anno, l’attenzione è appunto rivolta a San Giovanni. Ai ritratti di don Cattaneo Torriani e di don Tartari, ma anche una Madonna Nera conservata a Varigione. Ieri sera si è parlato dei primi due, mentre per la Madonna Nera l’appuntamento è per il 4 luglio in occasione della festa della piccola chiesa di Varigione.


Dei primi due quadri ha parlato anche Umberto Calvi che ricordato come il ritratto di Giovanni Battista Cattaneo Torriani fosse già stato attribuito in passato a Luigi Reali, pittore nato a Firenze ma attivo soprattutto tra Lombardia e Canton Ticino e che molte opere ha lasciato nelle chiese valsassinesi. E in effetti – ha aggiunto Calvi – sul retro della tela compaiono iniziali L. R. che confermerebbero quinbdi l’attribuzione. Sconosciuto invece l’autore del ritratto di don Tartari, datato 1703, che «se é meno bello dal punto di vista artistico, è importante da quello storico per una serie di informazioni che il pittore ha voluto riportare sulla stessa tela.»
Nel corso del tempo, i due quadri hanno perso brillantezza e sono ormai tele scure nelle quali si fatica a cogliere taluni particolari.
Per il restauro – di questi e della Madonna Nera – è stata preventivata una spesa di 14mila 800 euro, per coprire parte della quale si è anche partecipato a un bando aperto dalla Fondazione comunitaria del Lecchese che proprio nelle ultime ore ha accolto il progetto di San Giovani garantendo un contributo di 7400 euro. Come sempre, l’erogazione del finanziamento, che copre appunto il 50% del costo complessivo, è subordinata alla raccolta dell’altra metà attraverso una sottoscrizione pubblica.


Peraltro, 1.200 euro sono già stati raccolti in occasione dell’ultima visita guidata alla Villa Ponchielli di Maggianico. Mancano dunque 6.200 euro che dovranno essere raccolti nei prossimi mesi attraverso altre iniziative organizzate a San Giovanni, come la cena comunitaria tenutasi ieri sera stessa sul sagrato.
Francesco D'Alessio
Il sacerdote Giovanni Battista Cattaneo Torriani, nato in seno alla nobile e potente famiglia valsassinese, fu alla guida della comunità di San Giovanni alla Castagna dove morì nel 1647. A quella stessa data risale il quadro e, spulciando tra le carte d’archivio, ci si è imbattuti in un documento in cui il Torriani viene definito parroco.
I conti non tornerebbero. Perché fino a oggi l’istituzione della parrocchia è stata datata 1675 quando a reggere la comunità era Bernardo Tartari (ritratto nel secondo dipinto), insediatosi quattro anni dopo la morte di don Torriani. E al Tartari gli storici hanno riconosciuto gli sforzi, mettendo a disposizione anche propri beni personali, per raggiungere l’autonomia parrocchiale. Questa ricostruzione, ora, sembra essere rimessa in discussione. «Nella storia della parrocchia – ha detto D’Alessio -, a questo punto manca un pezzo,» Che andrà trovato: per i ricercatori un invito a nozze.
L’appuntamento per la presentazione dei restauri era ieri sera al termine della messa nella stessa chiesa parrocchiale.
D’Alessio ha ricordato come lo scorso anno, l’Associazione Bovara si fosse impegnata per il restauro di una tela (l’Adorazione dei pastori) conservato nella chiesa di Maggianico. Una vasta mobilitazione, che ha coinvolto molte associazioni, ha consentito di raccogliere i 12mila euro necessari e il restauro è partito.
Quest’anno, l’attenzione è appunto rivolta a San Giovanni. Ai ritratti di don Cattaneo Torriani e di don Tartari, ma anche una Madonna Nera conservata a Varigione. Ieri sera si è parlato dei primi due, mentre per la Madonna Nera l’appuntamento è per il 4 luglio in occasione della festa della piccola chiesa di Varigione.
Umberto Calvi
Dei primi due quadri ha parlato anche Umberto Calvi che ricordato come il ritratto di Giovanni Battista Cattaneo Torriani fosse già stato attribuito in passato a Luigi Reali, pittore nato a Firenze ma attivo soprattutto tra Lombardia e Canton Ticino e che molte opere ha lasciato nelle chiese valsassinesi. E in effetti – ha aggiunto Calvi – sul retro della tela compaiono iniziali L. R. che confermerebbero quinbdi l’attribuzione. Sconosciuto invece l’autore del ritratto di don Tartari, datato 1703, che «se é meno bello dal punto di vista artistico, è importante da quello storico per una serie di informazioni che il pittore ha voluto riportare sulla stessa tela.»
Nel corso del tempo, i due quadri hanno perso brillantezza e sono ormai tele scure nelle quali si fatica a cogliere taluni particolari.

Peraltro, 1.200 euro sono già stati raccolti in occasione dell’ultima visita guidata alla Villa Ponchielli di Maggianico. Mancano dunque 6.200 euro che dovranno essere raccolti nei prossimi mesi attraverso altre iniziative organizzate a San Giovanni, come la cena comunitaria tenutasi ieri sera stessa sul sagrato.
D.C.




















