Lecco: primo consiglio comunale e prime schermaglie in Aula. Duro intervento di Gattinoni, Boscagli assicura 'discontinuità e cambiamento'
Tra ultime rivendicazioni da campagna elettorale e prime schermaglie politiche è andato in scena lunedì sera il primo consiglio comunale dell’amministrazione Boscagli.

Con il Partito democratico che per la prima volta dopo 16 anni si trova all’opposizione insieme ai compagni di coalizione - Ambientalmente, AVS e Fattore Lecco - e al “terzo polo” di Orizzonte per Lecco, e le forze di centrodestra alla guida della città sui banchi della maggioranza con molti consiglieri alla prima esperienza a Palazzo Bovara e altri che vi tornano dopo anni di assenza. Il primo atto formale a cui è stata chiamata la nuova assise è stata la convalida degli eletti alla carica di sindaco e di consigliere comunale, compresi i “subentrati” a seguito della nomina della Giunta del 19 giugno. Un’occasione per i neo-eletti di prendere la parola e scambiarsi le ultime stoccate elettorali e di cominciare ad affrontare i primi imbarazzi politici, come il passaggio di Paolo Fiocchi (tra i recordman di preferenze con 404 voti) da Fratelli d’Italia al nuovo partito di Roberto Vannacci o il mancato nome del candidato alla presidenza del consiglio comunale da parte della maggioranza.

Ad aprire il dibattito è stato il lungo, a tratti duro, accorato intervento dell’ex sindaco Mauro Gattinoni che ha rivendicato quanto portato avanti dalla sua amministrazione: “L’esito elettorale non toglie quanto è stato realizzato per la nostra città e che resterà sotto gli occhi di tutti. Abbiamo fatto crescere la città in ogni suo ambito con investimenti record, mai visti nella storia di Lecco senza aumentare di un centesimo l'indebitamento del Comune. A questo proposito, giovedì mattina avverrà il passaggio formale della Cassa della città e lei - ha detto rivolgendosi al nuovo sindaco Filippo Boscagli - prenderà atto non solo dell’eccellente stato di salute dei conti comunali ma anche delle ingentissime quantità economiche di cui potrà disporre per il suo mandato: 10.800.000 euro in conto capitale, che abbiamo accantonato negli ultimi due esercizi per partire subito con il rinnovo del centro sportivo del Bione e 2.400.000 euro/anno in parte corrente, visto che proprio domani scade l’ultima rata del mutuo ventennale contratto dalle amministrazioni di centro destra nel 2006. Senza scuse o giustificazioni, siete quindi nelle più robuste condizioni per portare avanti negli anni a venire la vostra visione di città. Sempre che ne abbiate una!” ha aggiunto suscitando l’irritazione di parte del numeroso pubblico presente in aula. “Già, perché vi auguro di portare a termine il lungolago, la piattaforma per sport acquatici Arest, il Teatro, l’Asilo Nido, il rifugio per le persone senza fissa dimora, il nuovo Polo scolastico dell’infanzia ed elementare, la funivia dei Pani d’Erna. Bene, dopo di che, quale sarà la vostra idea di città? Traffico, sicurezza e parcheggi: ma al netto di cambiare l’orario di un semaforo o confermare tutte le scelte di sicurezza proposte da noi circa la Zona Rossa ci volete dire per quale idea di città spenderete i soldi che vi lasciamo? Perché mentre noi abbiamo proposto una città che guarda avanti, abbiamo avuto la percezione che voi abbiate preferito sempre guardare nello specchietto retrovisore, un tornare indietro tanto nostalgico quanto effimero. Che pensate di fare del Bione? Come pensate di collegare Lecco con l’aeroporto di Orio al Serio, senza l’ampliamento della stazione e l’hub intermodale? Che cosa direte ad A5 quando vi proporrà di estendere il teleriscaldamento a vantaggio di centinaia di altre famiglie lecchesi? Come immaginate di alleggerire davvero il traffico in città e permettere alle persone, ai bambini, agli anziani, di muoversi liberamente come vogliono loro? Per andare avanti occorrerà una visione chiara di città ma questa non si improvvisa, si nutre dei valori in cui si crede ed in cui ritrovarsi. Su questo punto, essere oggi amministrati da un sindaco la cui storia politica vede la cinica e opportunistica deriva da un centro moderato verso il partito di Fratelli d’Italia ci impone un di più di attenzione, con l’aggiunta di componenti post fasciste. Signor sindaco di Fratelli d’Italia, ricordi sempre i valori di Lecco, ricordi che la nostra città è medaglia d’argento per la Resistenza contro il nazismo e il fascismo, è la città di Pino Galbani, di Francesca Vera Ciceri, di Riccardo Cassin e di altri 349 partigiani caduti quel regime che si affaccia oggi sul suo specchietto retrovisore”.

Forse sentendosi chiamato in causa, Paolo Fiocchi ha ritenuto di portare “un paio di chiarimenti” sulla sua situazione: “Non ho cambiato idea sul fatto che Lecco dovesse cambiare sindaco, sono uscito da Fratelli d’Italia e sono entrato nel gruppo misto perché ho deciso di tesserarmi a Futuro nazionale ma continuerò a lavorare per la città di Lecco, per i cittadini di Lecco con la stessa convinzione che avrei avuto se le cose fossero andate diversamente. Rimango convinto che Boscagli dovesse diventare sindaco della città e sarò sempre a disposizione di tutti se si vuole lavorare per la città di Lecco”.

Un intervento che non ha certo stoppato la cavalcata della minoranza: “Fa riflettere che Fiocchi abbia fatto un passo indietro, un pezzo di maggioranza esce ancora prima di iniziare” ha infatti sottolineato il dem Pietro Regazzoni, promettendo una opposizione dura ma costruttiva e leale, mentre l’ex assessore di AVS Emanuele Manzoni ha sollecitato sul punto direttamente il sindaco: “Se Fiocchi non entra in minoranza, vuol dire che il sindaco accetta che un partito come Futuro nazionale il cui leader ha auspicato classi speciali per persone con disabilità, ha sdoganato il fatto che si può essere italiani solo con determinate caratteristiche fisiche, che predica la remigrazione, può essere un partito in cui lei e il centro moderato si riconosce. Noi cercheremo di proteggere l’apertura progressista che la città ha respirato in questi anni e che si è concretizzata in cantieri, servizi e diritti”.

È invece tornato sulla “visione di città” Gerolamo Fazzini, rappresentante di Fattore Lecco: “Abbiamo sempre avuto una visione di futuro, di guardare avanti e per me è fondamentale. Non accetto sentire parlare di Lecco come città invivibile”. Non sono mancati interventi della giovane democratica Elena Lo Monte (“L’impegno dei Gd rimane più intenso che mai e non si ferma a Palazzo Bovara, vigileremo sull’attività della giunta Boscagli affinché opere materiali e infrastrutture sociali della nostra città non siano minacciate da una visione elitaria della cosa comune”) e anche dell’ex assessora oggi unica consigliera di Ambientalmente Renata Zuffi: “Per guardare al futuro con onestà dobbiamo riconoscere da che cosa partiamo: la sostenibilità per noi non è uno slogan ma è stato un programma che oggi è patrimonio di tutti. Non posso credere che i problemi di Lecco siano una striscia bianca tratteggiata in terra o l’apertura di un ponte per dieci ore, perché sono 15 giorni che ci sono 35 gradi e siamo solo a giugno. Alcune scelte e progetti non sono ideologici ma sono realtà che lasciamo: la riqualificazione dei fiumi, la comunità energetica rinnovabile e solidale, la rivoluzione della mobilità dolce, la trasversalità dei diritti. Questo è il nostro lascito e la visione di città che continueremo a difendere da questi banchi. Abbiamo sentito spesso che questa sarà la giunta dell’ascolto, l’ascolto è una virtù nobile ed è il punto di partenza di ogni buona amministrazione, ma l’ascolto da solo non basta se si trasforma in immobilismo e nel tentativo di accontentare tutti per non scontentare nessuno, al territorio serve un ascolto finalizzato all’azione, servono decisioni coraggiose, serve una visione a lungo termine e la capacità di guidare i processi del cambiamento e non solo di subirli”.

Di tutt’altro tenore le parole espresse degli esponenti della maggioranza che hanno invece rivendicato il nuovo ruolo assegnato loro dai due turni elettorali e rimarcato la necessità di quel cambiamento di cui il centrodestra intende farsi interprete: “Sono undici anni che noi cittadini di Lecco soffriamo la città di Lecco perché non è più vivibile ed è completamente mancato l’ascolto dei cittadini” ha detto Dario Romeo della lista civica Boscagli sindaco, a cui ha fatto eco il capogruppo di Fratelli d’Italia Gianluca Bezzi: “Chi ascolta non è una persona che non ha visione e che non guarda avanti. Io, come il sindaco, siamo entrati in Fratelli d’Italia non per ragioni opportunistiche ma perché credo che allo stato attuale sia il partito che più tutela la nostra tradizione di cattolici liberali. Siamo qui per lavorare con chi vorrà collaborare per il bene di Lecco”.

Laura Corti, della Lega, ha sostenuto che “si apre per Lecco una nuova stagione fatta di concretezza, buon senso e capacità di ascolto. Noi vogliamo una Lecco aperta a chi desidera fare parte della comunità nel rispetto delle regole, delle istituzioni e dei valori, un’apertura fondata sul rispetto dei doveri ancora prima che dei diritti. Una Lecco libera, dove ogni cittadino possa vivere liberamente quartieri, piazze, parchi e la stazione, perché la sicurezza non è un limite alla libertà ma la sua condizione. Una lecco nuova nella quale il confronto politico continui a esser uno strumento per trovare soluzioni”.
Anche Virginia Tentori di Forza Italia ha insistito sulla “nuova stagione amministrativa” che si apre per la città, in cui “come Forza Italia continueremo ad essere ciò che siamo sempre stati: una forza moderata, liberale, europeista e popolare, capaci di offrire responsabilità amministrativa”.
A tentare la mediazione impossibile il candidato sindaco di Orizzonte per Lecco Mauro Fumagalli: "Viviamo in un sistema che fa della contrapposizione l’unico modo di essere presenti nelle istituzioni ma questa è la causa di tanti mali e di cose che non funzionano nel Paese. Io voglio essere una voce piccola che vuole ricordare che una strada diversa è possibile: quella della ricerca costante e faticosa di un punto di equilibrio tra posizioni e interessi diversi. La nostra presenza ha questa ambizione: trovare la soluzione che consenta il maggior consenso possibile”.

Dopo il giuramento sulla Costituzione è stato il turno del neo sindaco Filippo Boscagli di indossare la fascia e prendere la parola, per rivendicare il risultato elettorale, ringraziare i compagni di squadra e ribadire la strada dei prossimi cinque anni: “La discontinuità e il cambiamento saranno un tratto distintivo del nostro mandato perché questa è la volontà della città. Questo non significa cancellare il bene, il giusto e quanto funziona in questa città, ma quanto andrà cambiato sarà cambiato. Il metodo che ho scelto è quello dell’ascolto, del dialogo e dell’azione, come dimostrano questi primi giorni di mandato in cui ho incontrato più di 500 persone tra dipendenti comunali e operatori del mondo sociale lecchese”. Citando il politico e giurista novecentesco Giorgio La Pira, Boscagli ha aggiunto: “Sentiamo enorme la responsabilità di ricucire i legami di questa casa comune, il rapporto tra città e amministrazione, tra i diversi livelli istituzionali, tra chi ha compiti di governo e chi lavora nelle istituzioni. Le grandi sfide del futuro impongono di tornare al dialogo. La sicurezza è una necessità che tocca la qualità della vita, per questo ringrazio le forze dell’ordine e il prefetto che hanno raccolto l’esigenza di convocare un Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica nel quale è stata confermata la cosiddetta Zona Rossa per i prossimi mesi, perché questo incide sulla percezione di sicurezza dei cittadini. Per lo stesso motivo, perché sono due facce della stessa medaglia, investiremo con decisione sul tema educativo, introducendo gli educatori di strada. La viabilità è per la città un fattore strategico e bisogna affrontare il tema con una visione più ampia, per questo partirà una studio sui flussi del traffico attraverso una convenzione proposta dalla Provincia di Lecco ai comuni circostanti, a seguito del quale potremo finalmente aggiornare il Pgtu, scaduto da anni, consapevoli che a Lecco l’uso della macchina non è una scelta ma una necessità. Ma la priorità sarà il sostegno alla crescita dei nostri ragazzi: il mondo associativo, del volontariato, dello sport, le istituzioni scolastiche pubbliche e paritarie, le famiglie, le parrocchie avranno sempre il nostro sostegno, per costruire una comunità dalla sue prime e più giovani basi. Allo stesso modo, perché una comunità sia unita, non possono esserci fragilità che non siano guardate e accolte: l’attenzione per tutti sarà la cifra di questa amministrazione”.

Rispondendo alle istanze politiche sollevate, Boscagli ha continuato: “Io sarò un sindaco politico, orgoglioso di essere espressione di partito, ho l’ambizione di riportare la stima per una politica che torni in mezzo alla gente. Per questo la giunta è composta interamente da chi ha messo il proprio impegno con la candidatura e da chi, con me, ha fatto la traversata nel deserto degli ultimi 16 anni, in cui abbiamo imparato l’umiltà del ruolo con la consapevolezza che non vorremmo mai trattare chi è in minoranza come siamo stati spesso trattati in questi anni” ha detto suscitando grande approvazione soprattutto tra i citati “compagni di traversata”. In chiusura, alcune parole sono state spese in ricordo dello zio Giulio Boscagli, suo predecessore 40 anni fa alla guida della città: “Da lui ho imparato un metodo: non fare mai politica da soli, la politica si costruisce coinvolgendo, ascoltando, condividendo”.

Ma è proprio la politica che lunedì sera ha cominciato a muovere i propri fili in occasione della votazione per l’elezione del presidente e dei vicepresidenti del consiglio comunale che in prima convocazione avrebbe richiesto, per andare a buon fine, il voto unanime della maggioranza qualificata dei due terzi dell’assise. Le uniche candidature avanzate apertamente sono state quella di Mauro Fumagalli che si è messo “a disposizione” qualora maggioranza e opposizione volessero trovare una “candidatura condivisa alla presidenza” e quella del centrosinistra che ha candidato l’ex vicesindaca dem Simona Piazza. Nessun nome è trapelato dalle fila della maggioranza. Bianca la prima fumata con 11 voti per Piazza e 22 schede intonse. Stesso esito, o quasi, per la seconda votazione che si è tenuta dopo 30 minuti, il tempo massimo consentito dallo statuto ed espressamente richiesto dalla maggioranza. Con 23 schede bianche e una nulla, otto voti per Piazza e uno per Gianni Caravia (consigliere comunale eletto con Forza Italia e unico tra gli ex consiglieri di minoranza rieletti a non aver avuto un ruolo in giunta), l’elezione di questa importante figura è rimandata al 7 luglio, quando basterà la maggioranza semplice. “Abbiamo voluto divertirci un po’” assicurano dalla maggioranza, ma l’opposizione ha letto in questa indecisione i primi segnali di qualche dissapore interno alla coalizione di governo.

Prima di chiudere il consiglio comunale sono stati invece eletti i membri della Commissione elettorale (Massimo Gironi, Valentina Buonopane e Girolami Fazzini come membri effettivi e Tommaso Balossi, Federica Brambilla e Fausto Crimella come supplenti) e quelli della Commissione per l’aggiornamento degli elenchi comunali dei giudici popolari Fabrizio Bianchi ed Elena Lo Monte come effettivi e Renata Zuffi e Roberto Manfreda come supplenti).

Con il Partito democratico che per la prima volta dopo 16 anni si trova all’opposizione insieme ai compagni di coalizione - Ambientalmente, AVS e Fattore Lecco - e al “terzo polo” di Orizzonte per Lecco, e le forze di centrodestra alla guida della città sui banchi della maggioranza con molti consiglieri alla prima esperienza a Palazzo Bovara e altri che vi tornano dopo anni di assenza. Il primo atto formale a cui è stata chiamata la nuova assise è stata la convalida degli eletti alla carica di sindaco e di consigliere comunale, compresi i “subentrati” a seguito della nomina della Giunta del 19 giugno. Un’occasione per i neo-eletti di prendere la parola e scambiarsi le ultime stoccate elettorali e di cominciare ad affrontare i primi imbarazzi politici, come il passaggio di Paolo Fiocchi (tra i recordman di preferenze con 404 voti) da Fratelli d’Italia al nuovo partito di Roberto Vannacci o il mancato nome del candidato alla presidenza del consiglio comunale da parte della maggioranza.

Ad aprire il dibattito è stato il lungo, a tratti duro, accorato intervento dell’ex sindaco Mauro Gattinoni che ha rivendicato quanto portato avanti dalla sua amministrazione: “L’esito elettorale non toglie quanto è stato realizzato per la nostra città e che resterà sotto gli occhi di tutti. Abbiamo fatto crescere la città in ogni suo ambito con investimenti record, mai visti nella storia di Lecco senza aumentare di un centesimo l'indebitamento del Comune. A questo proposito, giovedì mattina avverrà il passaggio formale della Cassa della città e lei - ha detto rivolgendosi al nuovo sindaco Filippo Boscagli - prenderà atto non solo dell’eccellente stato di salute dei conti comunali ma anche delle ingentissime quantità economiche di cui potrà disporre per il suo mandato: 10.800.000 euro in conto capitale, che abbiamo accantonato negli ultimi due esercizi per partire subito con il rinnovo del centro sportivo del Bione e 2.400.000 euro/anno in parte corrente, visto che proprio domani scade l’ultima rata del mutuo ventennale contratto dalle amministrazioni di centro destra nel 2006. Senza scuse o giustificazioni, siete quindi nelle più robuste condizioni per portare avanti negli anni a venire la vostra visione di città. Sempre che ne abbiate una!” ha aggiunto suscitando l’irritazione di parte del numeroso pubblico presente in aula. “Già, perché vi auguro di portare a termine il lungolago, la piattaforma per sport acquatici Arest, il Teatro, l’Asilo Nido, il rifugio per le persone senza fissa dimora, il nuovo Polo scolastico dell’infanzia ed elementare, la funivia dei Pani d’Erna. Bene, dopo di che, quale sarà la vostra idea di città? Traffico, sicurezza e parcheggi: ma al netto di cambiare l’orario di un semaforo o confermare tutte le scelte di sicurezza proposte da noi circa la Zona Rossa ci volete dire per quale idea di città spenderete i soldi che vi lasciamo? Perché mentre noi abbiamo proposto una città che guarda avanti, abbiamo avuto la percezione che voi abbiate preferito sempre guardare nello specchietto retrovisore, un tornare indietro tanto nostalgico quanto effimero. Che pensate di fare del Bione? Come pensate di collegare Lecco con l’aeroporto di Orio al Serio, senza l’ampliamento della stazione e l’hub intermodale? Che cosa direte ad A5 quando vi proporrà di estendere il teleriscaldamento a vantaggio di centinaia di altre famiglie lecchesi? Come immaginate di alleggerire davvero il traffico in città e permettere alle persone, ai bambini, agli anziani, di muoversi liberamente come vogliono loro? Per andare avanti occorrerà una visione chiara di città ma questa non si improvvisa, si nutre dei valori in cui si crede ed in cui ritrovarsi. Su questo punto, essere oggi amministrati da un sindaco la cui storia politica vede la cinica e opportunistica deriva da un centro moderato verso il partito di Fratelli d’Italia ci impone un di più di attenzione, con l’aggiunta di componenti post fasciste. Signor sindaco di Fratelli d’Italia, ricordi sempre i valori di Lecco, ricordi che la nostra città è medaglia d’argento per la Resistenza contro il nazismo e il fascismo, è la città di Pino Galbani, di Francesca Vera Ciceri, di Riccardo Cassin e di altri 349 partigiani caduti quel regime che si affaccia oggi sul suo specchietto retrovisore”.

Forse sentendosi chiamato in causa, Paolo Fiocchi ha ritenuto di portare “un paio di chiarimenti” sulla sua situazione: “Non ho cambiato idea sul fatto che Lecco dovesse cambiare sindaco, sono uscito da Fratelli d’Italia e sono entrato nel gruppo misto perché ho deciso di tesserarmi a Futuro nazionale ma continuerò a lavorare per la città di Lecco, per i cittadini di Lecco con la stessa convinzione che avrei avuto se le cose fossero andate diversamente. Rimango convinto che Boscagli dovesse diventare sindaco della città e sarò sempre a disposizione di tutti se si vuole lavorare per la città di Lecco”.

Un intervento che non ha certo stoppato la cavalcata della minoranza: “Fa riflettere che Fiocchi abbia fatto un passo indietro, un pezzo di maggioranza esce ancora prima di iniziare” ha infatti sottolineato il dem Pietro Regazzoni, promettendo una opposizione dura ma costruttiva e leale, mentre l’ex assessore di AVS Emanuele Manzoni ha sollecitato sul punto direttamente il sindaco: “Se Fiocchi non entra in minoranza, vuol dire che il sindaco accetta che un partito come Futuro nazionale il cui leader ha auspicato classi speciali per persone con disabilità, ha sdoganato il fatto che si può essere italiani solo con determinate caratteristiche fisiche, che predica la remigrazione, può essere un partito in cui lei e il centro moderato si riconosce. Noi cercheremo di proteggere l’apertura progressista che la città ha respirato in questi anni e che si è concretizzata in cantieri, servizi e diritti”.

È invece tornato sulla “visione di città” Gerolamo Fazzini, rappresentante di Fattore Lecco: “Abbiamo sempre avuto una visione di futuro, di guardare avanti e per me è fondamentale. Non accetto sentire parlare di Lecco come città invivibile”. Non sono mancati interventi della giovane democratica Elena Lo Monte (“L’impegno dei Gd rimane più intenso che mai e non si ferma a Palazzo Bovara, vigileremo sull’attività della giunta Boscagli affinché opere materiali e infrastrutture sociali della nostra città non siano minacciate da una visione elitaria della cosa comune”) e anche dell’ex assessora oggi unica consigliera di Ambientalmente Renata Zuffi: “Per guardare al futuro con onestà dobbiamo riconoscere da che cosa partiamo: la sostenibilità per noi non è uno slogan ma è stato un programma che oggi è patrimonio di tutti. Non posso credere che i problemi di Lecco siano una striscia bianca tratteggiata in terra o l’apertura di un ponte per dieci ore, perché sono 15 giorni che ci sono 35 gradi e siamo solo a giugno. Alcune scelte e progetti non sono ideologici ma sono realtà che lasciamo: la riqualificazione dei fiumi, la comunità energetica rinnovabile e solidale, la rivoluzione della mobilità dolce, la trasversalità dei diritti. Questo è il nostro lascito e la visione di città che continueremo a difendere da questi banchi. Abbiamo sentito spesso che questa sarà la giunta dell’ascolto, l’ascolto è una virtù nobile ed è il punto di partenza di ogni buona amministrazione, ma l’ascolto da solo non basta se si trasforma in immobilismo e nel tentativo di accontentare tutti per non scontentare nessuno, al territorio serve un ascolto finalizzato all’azione, servono decisioni coraggiose, serve una visione a lungo termine e la capacità di guidare i processi del cambiamento e non solo di subirli”.

Di tutt’altro tenore le parole espresse degli esponenti della maggioranza che hanno invece rivendicato il nuovo ruolo assegnato loro dai due turni elettorali e rimarcato la necessità di quel cambiamento di cui il centrodestra intende farsi interprete: “Sono undici anni che noi cittadini di Lecco soffriamo la città di Lecco perché non è più vivibile ed è completamente mancato l’ascolto dei cittadini” ha detto Dario Romeo della lista civica Boscagli sindaco, a cui ha fatto eco il capogruppo di Fratelli d’Italia Gianluca Bezzi: “Chi ascolta non è una persona che non ha visione e che non guarda avanti. Io, come il sindaco, siamo entrati in Fratelli d’Italia non per ragioni opportunistiche ma perché credo che allo stato attuale sia il partito che più tutela la nostra tradizione di cattolici liberali. Siamo qui per lavorare con chi vorrà collaborare per il bene di Lecco”.

Laura Corti, della Lega, ha sostenuto che “si apre per Lecco una nuova stagione fatta di concretezza, buon senso e capacità di ascolto. Noi vogliamo una Lecco aperta a chi desidera fare parte della comunità nel rispetto delle regole, delle istituzioni e dei valori, un’apertura fondata sul rispetto dei doveri ancora prima che dei diritti. Una Lecco libera, dove ogni cittadino possa vivere liberamente quartieri, piazze, parchi e la stazione, perché la sicurezza non è un limite alla libertà ma la sua condizione. Una lecco nuova nella quale il confronto politico continui a esser uno strumento per trovare soluzioni”.
Anche Virginia Tentori di Forza Italia ha insistito sulla “nuova stagione amministrativa” che si apre per la città, in cui “come Forza Italia continueremo ad essere ciò che siamo sempre stati: una forza moderata, liberale, europeista e popolare, capaci di offrire responsabilità amministrativa”.

Dopo il giuramento sulla Costituzione è stato il turno del neo sindaco Filippo Boscagli di indossare la fascia e prendere la parola, per rivendicare il risultato elettorale, ringraziare i compagni di squadra e ribadire la strada dei prossimi cinque anni: “La discontinuità e il cambiamento saranno un tratto distintivo del nostro mandato perché questa è la volontà della città. Questo non significa cancellare il bene, il giusto e quanto funziona in questa città, ma quanto andrà cambiato sarà cambiato. Il metodo che ho scelto è quello dell’ascolto, del dialogo e dell’azione, come dimostrano questi primi giorni di mandato in cui ho incontrato più di 500 persone tra dipendenti comunali e operatori del mondo sociale lecchese”. Citando il politico e giurista novecentesco Giorgio La Pira, Boscagli ha aggiunto: “Sentiamo enorme la responsabilità di ricucire i legami di questa casa comune, il rapporto tra città e amministrazione, tra i diversi livelli istituzionali, tra chi ha compiti di governo e chi lavora nelle istituzioni. Le grandi sfide del futuro impongono di tornare al dialogo. La sicurezza è una necessità che tocca la qualità della vita, per questo ringrazio le forze dell’ordine e il prefetto che hanno raccolto l’esigenza di convocare un Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica nel quale è stata confermata la cosiddetta Zona Rossa per i prossimi mesi, perché questo incide sulla percezione di sicurezza dei cittadini. Per lo stesso motivo, perché sono due facce della stessa medaglia, investiremo con decisione sul tema educativo, introducendo gli educatori di strada. La viabilità è per la città un fattore strategico e bisogna affrontare il tema con una visione più ampia, per questo partirà una studio sui flussi del traffico attraverso una convenzione proposta dalla Provincia di Lecco ai comuni circostanti, a seguito del quale potremo finalmente aggiornare il Pgtu, scaduto da anni, consapevoli che a Lecco l’uso della macchina non è una scelta ma una necessità. Ma la priorità sarà il sostegno alla crescita dei nostri ragazzi: il mondo associativo, del volontariato, dello sport, le istituzioni scolastiche pubbliche e paritarie, le famiglie, le parrocchie avranno sempre il nostro sostegno, per costruire una comunità dalla sue prime e più giovani basi. Allo stesso modo, perché una comunità sia unita, non possono esserci fragilità che non siano guardate e accolte: l’attenzione per tutti sarà la cifra di questa amministrazione”.

Rispondendo alle istanze politiche sollevate, Boscagli ha continuato: “Io sarò un sindaco politico, orgoglioso di essere espressione di partito, ho l’ambizione di riportare la stima per una politica che torni in mezzo alla gente. Per questo la giunta è composta interamente da chi ha messo il proprio impegno con la candidatura e da chi, con me, ha fatto la traversata nel deserto degli ultimi 16 anni, in cui abbiamo imparato l’umiltà del ruolo con la consapevolezza che non vorremmo mai trattare chi è in minoranza come siamo stati spesso trattati in questi anni” ha detto suscitando grande approvazione soprattutto tra i citati “compagni di traversata”. In chiusura, alcune parole sono state spese in ricordo dello zio Giulio Boscagli, suo predecessore 40 anni fa alla guida della città: “Da lui ho imparato un metodo: non fare mai politica da soli, la politica si costruisce coinvolgendo, ascoltando, condividendo”.

Ma è proprio la politica che lunedì sera ha cominciato a muovere i propri fili in occasione della votazione per l’elezione del presidente e dei vicepresidenti del consiglio comunale che in prima convocazione avrebbe richiesto, per andare a buon fine, il voto unanime della maggioranza qualificata dei due terzi dell’assise. Le uniche candidature avanzate apertamente sono state quella di Mauro Fumagalli che si è messo “a disposizione” qualora maggioranza e opposizione volessero trovare una “candidatura condivisa alla presidenza” e quella del centrosinistra che ha candidato l’ex vicesindaca dem Simona Piazza. Nessun nome è trapelato dalle fila della maggioranza. Bianca la prima fumata con 11 voti per Piazza e 22 schede intonse. Stesso esito, o quasi, per la seconda votazione che si è tenuta dopo 30 minuti, il tempo massimo consentito dallo statuto ed espressamente richiesto dalla maggioranza. Con 23 schede bianche e una nulla, otto voti per Piazza e uno per Gianni Caravia (consigliere comunale eletto con Forza Italia e unico tra gli ex consiglieri di minoranza rieletti a non aver avuto un ruolo in giunta), l’elezione di questa importante figura è rimandata al 7 luglio, quando basterà la maggioranza semplice. “Abbiamo voluto divertirci un po’” assicurano dalla maggioranza, ma l’opposizione ha letto in questa indecisione i primi segnali di qualche dissapore interno alla coalizione di governo.

Prima di chiudere il consiglio comunale sono stati invece eletti i membri della Commissione elettorale (Massimo Gironi, Valentina Buonopane e Girolami Fazzini come membri effettivi e Tommaso Balossi, Federica Brambilla e Fausto Crimella come supplenti) e quelli della Commissione per l’aggiornamento degli elenchi comunali dei giudici popolari Fabrizio Bianchi ed Elena Lo Monte come effettivi e Renata Zuffi e Roberto Manfreda come supplenti).
Manuela Valsecchi




















