Un capolavoro d’altruismo. Vita e fede di Sammy Basso. Incontro al Lecco Film Fest
Un capolavoro d’altruismo. Questo è stata la vita di Sammy Basso, il giovane di Tezze sul Brenta che giovane non è stato mai. Nel corpo, almeno. Perché lo spirito, quello sì: impetuoso, trascinante, un uragano. Di vitalità e d’ottimismo.

Nato nel 1995 e morto nel 2024, era affetto da progeria, una malattia rara che provoca un invecchiamento precoce. Gli era stata diagnosticata all’età di 2 anni, quando gli avevano dato 13 anni di vita. Ne ha vissuti più del doppio e li ha messi al servizio della ricerca, «con il corpo e con la mente». Perché studiò e prese due lauree, con il sogno del Cern di Ginevra, ma anche per indagare quella malattia che trent’anni fa nel nostro Paese era quasi sconosciuta e non aveva cure. Mettendo a disposizione anche il proprio corpo «sapendo che quello che avrebbero scoperto – le parole della mamma Laura Lucchin - non avrebbe giovato a lui, ma agli altri malati che sarebbero venuti dopo.» Un capolavoro d’altruismo, appunto.

Se ne è parlato nel tardo pomeriggio di ieri in piazza XX Settembre nell’ambito del Lecco Film Fest, nel cui programma era inserito un incontro con i genitori di Sammy, la mamma Laura e il papà Amerigo, e con la giornalista di “Famiglia cristiana” Chiara Pelizzoni: assieme hanno appena pubblicato per le edizioni San Paolo il libro “Sammy. Una vita da abbracciare”. A condurre l’incontro, la giornalista Francesca Fialdini.

Con il festival, quest’anno ispirato a San Francesco, c’è peraltro un nesso e cioè proprio la devozione di Sammy per il santo di Assisi: «Un legame fortissimo – ha detto Pelizzoni -, per lui era un esempio, proprio per la cura verso le creature e gli animali, per la fede autentica e semplice.» Un legame stretto all’età di 12 anni, ha ricordato la mamma: «Aveva partecipato a un campeggio parrocchiale. C’ero anch’io, ero catechista. Sono venuti due frati francescani che hanno incantato i ragazzi. Alla fine del campeggio abbiamo regalato a tutti i ragazzi la Tau (il simbolo francescano, ndr). Lui se l’è messa al collo e non se l’è più tolta. Vedeva in San Francesco quello che era importante. Una fede essenziale.»

E un giorno, l’amico Andrea, «un ragazzo con il cuore in mano pur con una fede incerta», gli disse di sentire che San Francesco li stava chiamando. Decisero di andare ad Assisi, pregarono alla Porziuncola e avvennero episodi misteriosi, per esempio l’incontro con un frate che li avvicinò porgendo loro un opuscolo. Quel frate nessuno l’aveva mai visto e anche in quel momento lo videro solo loro. L’opuscolo era una pubblicazione di molti anni prima e gli stessi frati assisiati si stupirono che fosse ricomparso dal nulla…»

La fede: emerge anche dalle lettere che Sammy ha lasciato chiedendo che fossero aperte dopo la sua morte e che sono contenute nel libro «che racconta l’universale attraverso episodi della sua vita – ha spiegato ancora Pelizzoni -, episodi istruttivi per tutti, anche per chi non ha vissuto una malattia. »
Di Sammy è stata ricordata l’allegria, la serenità, nonostante la sofferenza. A chi gli chiedeva come stesse, rispondeva sempre “bene”. E ringraziava sempre tutti di tutto. «Incontrava sempre tutti, pur con tanta fatica fisica – ha chiosato Fialdini – e il dolore non si vedeva. Eppure c’era.»

È stato papà Amerigo a raccontare quel dolore: «Abbiamo vissuto una vita normale che normale non lo era per niente. Con tante notti insonni. Anche a scuola: pur non avendo dormito, ci andava comunque, sempre. Non si lamentava mai. Sammy non è mai riuscito a dormire una notte intera e allora stava alzato, si collegava in internet con l’America…»
L’America che ha un ruolo particolare in questa storia. Perché, ottenuta la maturità scientifica, i genitori hanno regalato al figlio un viaggio sugli Stati Uniti, percorrendo la mitica Route 66 da Chicago a Los Angeles, un viaggio che poi il ragazzo stesso ha raccontato in un libro (“Il viaggio di Sammy”, uscito da Rizzoli nel 2015). E durante quel viaggio scoprirono un’associazione che si occupava proprio della sua patologia avviando così una serie di scambi. Già da qualche anno, anche la famiglia Basso con alcuni amici aveva fondato un’analoga associazione in Italia proprio per stimolare la ricerca.

«Crescendo – ha detto ancora il padre – voleva sapere tutto. E a volte ti metteva in difficoltà…»
«Però – ha aggiunta la madre – la domanda più difficile, la domanda per la quale non avevamo una risposta e cioè perché lui avesse quella malattia, perché fosse toccato proprio a lui, ecco, quella domanda non ce l’ha mai fatta. Forse perché aveva già una risposta. È cresciuto consapevole della sua malattia, gli abbiamo sempre detto tutto. Lui l’accettava come una volontà divina: “Se sono così – diceva – c’è un progetto su di me”. Aveva qualcosa in più. Quando ci era stata comunicata la diagnosi mi ero sentita il cuore trapassato. Sembrava tutto assurdo. Ci eravamo improvvisamente trovati come in una bolla in cui non distinguevi il reale dall’irreale. E infatti, quella sera, tornando a casa non parlammo. Non c’era niente da dire…»
«Sammy – ha aggiunto Pelizzoni – è stato una rivoluzione per la scienza. Ha messo in campo il suo corpo e la sua mente. E sono stata molto colpita dalla forza dei genitori. È sempre prevalsa la positività: la vita va vissuta comunque. A “Famiglia cristiana” si usa dichiarare “l’italiano dell’anno”, un personaggio da indicare come esempio. E quando scoprimmo la storia di Sammy, la scelta era inevitabile. Basta leggere il suo testamento: “Voglio che sappiate innanzitutto che ho vissuto la mia vita felicemente. La progeria è stata soltanto una piccola parte di me. Non dite che ho combattuto una battaglia contro la malattia: nessuna battaglia da combattere, ma una vita da abbracciare, un dono che mi è stato dato da Dio.
IL PROGRAMMA DI OGGI, 4 LUGLIO:
Giorgio Pasotti, Stéphane Brizé, Alba Rohrwacher, Gianni Riotta, Aurora Giovinazzo, Alessandro Rossellini, Pif
- Ore 9.30 > Cinema Nuovo Aquilone
proiezione di Portobello episodi 3 e 4
Introduce Gian Luca Pisacane, Rivista del Cinematografo
- Ore 11.00 > Palazzo delle Paure
Opera prima
Cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione del corso di formazione, in collaborazione con Istituto G. Toniolo
- Ore 11.30 > Cinema Nuovo Aquilone
Proiezione di Rosso Volante
Presenta Giorgio Pasotti, attore, regista, sceneggiatore
- Ore 15.00 > Cinema Nuovo Aquilone
OMAGGIO a Stéphane Brizé
Proiezione de Le occasioni dell’amore
Presentano Stéphane Brizé, regista e sceneggiatore
e Alba Rohrwacher, attrice
Modera Federico Pontiggia, Rivista del Cinematografo
- Ore 18.00 > Piazza XX Settembre
Gianni Riotta, direttore Scuola di Giornalismo e Data Lab Luiss, visiting professor Princeton University
presenta il suo libro Generose anime di eroi
Modera Angelica Migliorisi, giornalista di Il Sole 24 Ore
Introduce Marco Campanari, presidente Confindustria Lecco e Sondrio
- Ore 18.45 > Piazza XX Settembre
Cinematografo Incontra
Aurora Giovinazzo, attrice
Modera Gianluca Arnone, Rivista del Cinematografo
- Ore 19.30 > Piazza XX Settembre
Cinematografo Incontra
Alba Rohrwacher, attrice
Modera Federico Pontiggia, Rivista del Cinematografo
Consegna del PREMIO LUCIA all’attrice
- Ore 20.00 > Cenacolo Francescano
SAN FRANCESCO 800
Francesco Giullare di Dio (Roberto Rossellini)
Presentano Renato Butera, docente di Storia del Cinema e Giornalismo
e Alessandro Rossellini, regista e nipote di Roberto Rossellini
Modera Gian Luca Pisacane, Rivista del Cinematografo
- Ore 21.00 > Piazza Garibaldi
proiezione di …che Dio perdona a tutti!
Presenta Pif, regista, sceneggiatore, attore
Modera Gianluca Arnone, Rivista del Cinematografo
Nello schermo Sammy in un video
Nato nel 1995 e morto nel 2024, era affetto da progeria, una malattia rara che provoca un invecchiamento precoce. Gli era stata diagnosticata all’età di 2 anni, quando gli avevano dato 13 anni di vita. Ne ha vissuti più del doppio e li ha messi al servizio della ricerca, «con il corpo e con la mente». Perché studiò e prese due lauree, con il sogno del Cern di Ginevra, ma anche per indagare quella malattia che trent’anni fa nel nostro Paese era quasi sconosciuta e non aveva cure. Mettendo a disposizione anche il proprio corpo «sapendo che quello che avrebbero scoperto – le parole della mamma Laura Lucchin - non avrebbe giovato a lui, ma agli altri malati che sarebbero venuti dopo.» Un capolavoro d’altruismo, appunto.
Se ne è parlato nel tardo pomeriggio di ieri in piazza XX Settembre nell’ambito del Lecco Film Fest, nel cui programma era inserito un incontro con i genitori di Sammy, la mamma Laura e il papà Amerigo, e con la giornalista di “Famiglia cristiana” Chiara Pelizzoni: assieme hanno appena pubblicato per le edizioni San Paolo il libro “Sammy. Una vita da abbracciare”. A condurre l’incontro, la giornalista Francesca Fialdini.
Con il festival, quest’anno ispirato a San Francesco, c’è peraltro un nesso e cioè proprio la devozione di Sammy per il santo di Assisi: «Un legame fortissimo – ha detto Pelizzoni -, per lui era un esempio, proprio per la cura verso le creature e gli animali, per la fede autentica e semplice.» Un legame stretto all’età di 12 anni, ha ricordato la mamma: «Aveva partecipato a un campeggio parrocchiale. C’ero anch’io, ero catechista. Sono venuti due frati francescani che hanno incantato i ragazzi. Alla fine del campeggio abbiamo regalato a tutti i ragazzi la Tau (il simbolo francescano, ndr). Lui se l’è messa al collo e non se l’è più tolta. Vedeva in San Francesco quello che era importante. Una fede essenziale.»
Francesca Fialdini
E un giorno, l’amico Andrea, «un ragazzo con il cuore in mano pur con una fede incerta», gli disse di sentire che San Francesco li stava chiamando. Decisero di andare ad Assisi, pregarono alla Porziuncola e avvennero episodi misteriosi, per esempio l’incontro con un frate che li avvicinò porgendo loro un opuscolo. Quel frate nessuno l’aveva mai visto e anche in quel momento lo videro solo loro. L’opuscolo era una pubblicazione di molti anni prima e gli stessi frati assisiati si stupirono che fosse ricomparso dal nulla…»
La mamma Laura Lucchin
La fede: emerge anche dalle lettere che Sammy ha lasciato chiedendo che fossero aperte dopo la sua morte e che sono contenute nel libro «che racconta l’universale attraverso episodi della sua vita – ha spiegato ancora Pelizzoni -, episodi istruttivi per tutti, anche per chi non ha vissuto una malattia. »
Di Sammy è stata ricordata l’allegria, la serenità, nonostante la sofferenza. A chi gli chiedeva come stesse, rispondeva sempre “bene”. E ringraziava sempre tutti di tutto. «Incontrava sempre tutti, pur con tanta fatica fisica – ha chiosato Fialdini – e il dolore non si vedeva. Eppure c’era.»
Il papà Amerigo Basso
È stato papà Amerigo a raccontare quel dolore: «Abbiamo vissuto una vita normale che normale non lo era per niente. Con tante notti insonni. Anche a scuola: pur non avendo dormito, ci andava comunque, sempre. Non si lamentava mai. Sammy non è mai riuscito a dormire una notte intera e allora stava alzato, si collegava in internet con l’America…»
L’America che ha un ruolo particolare in questa storia. Perché, ottenuta la maturità scientifica, i genitori hanno regalato al figlio un viaggio sugli Stati Uniti, percorrendo la mitica Route 66 da Chicago a Los Angeles, un viaggio che poi il ragazzo stesso ha raccontato in un libro (“Il viaggio di Sammy”, uscito da Rizzoli nel 2015). E durante quel viaggio scoprirono un’associazione che si occupava proprio della sua patologia avviando così una serie di scambi. Già da qualche anno, anche la famiglia Basso con alcuni amici aveva fondato un’analoga associazione in Italia proprio per stimolare la ricerca.
Chiara Pellizzoni
«Crescendo – ha detto ancora il padre – voleva sapere tutto. E a volte ti metteva in difficoltà…»
«Però – ha aggiunta la madre – la domanda più difficile, la domanda per la quale non avevamo una risposta e cioè perché lui avesse quella malattia, perché fosse toccato proprio a lui, ecco, quella domanda non ce l’ha mai fatta. Forse perché aveva già una risposta. È cresciuto consapevole della sua malattia, gli abbiamo sempre detto tutto. Lui l’accettava come una volontà divina: “Se sono così – diceva – c’è un progetto su di me”. Aveva qualcosa in più. Quando ci era stata comunicata la diagnosi mi ero sentita il cuore trapassato. Sembrava tutto assurdo. Ci eravamo improvvisamente trovati come in una bolla in cui non distinguevi il reale dall’irreale. E infatti, quella sera, tornando a casa non parlammo. Non c’era niente da dire…»
IL PROGRAMMA DI OGGI, 4 LUGLIO:
Giorgio Pasotti, Stéphane Brizé, Alba Rohrwacher, Gianni Riotta, Aurora Giovinazzo, Alessandro Rossellini, Pif
- Ore 9.30 > Cinema Nuovo Aquilone
proiezione di Portobello episodi 3 e 4
Introduce Gian Luca Pisacane, Rivista del Cinematografo
- Ore 11.00 > Palazzo delle Paure
Opera prima
Cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione del corso di formazione, in collaborazione con Istituto G. Toniolo
- Ore 11.30 > Cinema Nuovo Aquilone
Proiezione di Rosso Volante
Presenta Giorgio Pasotti, attore, regista, sceneggiatore
- Ore 15.00 > Cinema Nuovo Aquilone
OMAGGIO a Stéphane Brizé
Proiezione de Le occasioni dell’amore
Presentano Stéphane Brizé, regista e sceneggiatore
e Alba Rohrwacher, attrice
Modera Federico Pontiggia, Rivista del Cinematografo
- Ore 18.00 > Piazza XX Settembre
Gianni Riotta, direttore Scuola di Giornalismo e Data Lab Luiss, visiting professor Princeton University
presenta il suo libro Generose anime di eroi
Modera Angelica Migliorisi, giornalista di Il Sole 24 Ore
Introduce Marco Campanari, presidente Confindustria Lecco e Sondrio
- Ore 18.45 > Piazza XX Settembre
Cinematografo Incontra
Aurora Giovinazzo, attrice
Modera Gianluca Arnone, Rivista del Cinematografo
- Ore 19.30 > Piazza XX Settembre
Cinematografo Incontra
Alba Rohrwacher, attrice
Modera Federico Pontiggia, Rivista del Cinematografo
Consegna del PREMIO LUCIA all’attrice
- Ore 20.00 > Cenacolo Francescano
SAN FRANCESCO 800
Francesco Giullare di Dio (Roberto Rossellini)
Presentano Renato Butera, docente di Storia del Cinema e Giornalismo
e Alessandro Rossellini, regista e nipote di Roberto Rossellini
Modera Gian Luca Pisacane, Rivista del Cinematografo
- Ore 21.00 > Piazza Garibaldi
proiezione di …che Dio perdona a tutti!
Presenta Pif, regista, sceneggiatore, attore
Modera Gianluca Arnone, Rivista del Cinematografo
D.C.




















