Galbiate: intrusioni e droga al parco, il sindaco 'non creaiamo un caso dove non c'è'
Vorrei iniziare con una premessa: credo che Galbiate abbia bisogno di spazi verdi vivi e frequentati, e che i ragazzi debbano poter stare all'aperto — anche fino a sera, magari fino alle 22:00, quando la luce lo permette. È un diritto, non una concessione. Se il Comune volesse valutare un'apertura serale regolamentata del parco della biblioteca, per dare a tutti uno spazio legittimo dove stare insieme, io sarei la prima a sostenerlo.I controlli più frequenti chiesti dalla cittadina ci saranno. La conferma arriva direttamente dal sindaco Piergiovanni Montanelli, pur sottolineando come, dalle informazioni a sua disposizione, non si possa dipingere una situazione così "nera" come quella tratteggiata dalla residente. A cominciare dalle illazioni, non comprovate nonostante le "intrusioni" siano già note sia alla PL sia ai Carabinieri - circa il consumo di stupefacente da parte dei giovani che, effettivamente, in queste sere d'estate hanno fatto "base" nel parco della biblioteca non rispettando l'orario di chiusura dei cancelli, già facilmente scavalcabili e, tra l'altro, ri-apribili poi dall'interno attraverso il pulsante di sicurezza.
Ma quello che accade oggi non è questo. Ogni sera, un gruppo di persone si introduce nel parco scavalcando il muretto di confine di un'abitazione privata di via Alessandrini, senza alcun consenso dei proprietari, per consumare sostanze stupefacenti e produrre schiamazzi che si protraggono nella notte. Introdursi ripetutamente in proprietà privata scavalcandone il confine è o non è condotta penalmente rilevante?
Non tocca a me stabilirlo, ma credo tocchi a qualcuno farlo.
La settimana scorsa le urla erano tali da farmi chiamare il 112, perché non lasciavano presagire nulla di buono. Non è un episodio isolato: è ormai un appuntamento fisso, tutte le sere. E non lo dico solo io: chiunque abiti in via Alessandrini o nelle vie adiacenti al parco può confermare quanto scritto.
Come mai il Comune di Galbiate non risponde? Cito qui solo le segnalazioni di quest'anno — una PEC dettagliata il 29 giugno, un sollecito il 14 luglio — non perché siano le uniche, ma perché sono le più recenti: le prime segnalazioni sulla stessa identica situazione risalgono ad anni precedenti, e sono rimaste ugualmente senza risposta. Non un provvedimento, non un sopralluogo, non un "abbiamo ricevuto la segnalazione". Niente. Da anni.
Rispondere a una PEC non richiede un budget né una delibera: richiede la cortesia istituzionale minima di dire "abbiamo letto". Se non si trova nemmeno il tempo per questo, viene naturale chiedersi cosa succeda a segnalazioni più complesse, quelle che davvero richiedono impegno.
La situazione resta inaccettabile e ingestibile: un'area pubblica accanto a un edificio istituzionale, accessibile scavalcando la proprietà privata di un residente, frequentata di notte per consumare stupefacenti e disturbare un intero quartiere. Controlli più frequenti nelle ore notturne e la verifica delle recinzioni sarebbero un primo passo concreto, non un'utopia amministrativa.
Allora lo chiedo pubblicamente: dobbiamo davvero aspettare che accada qualcosa di grave prima di prendere provvedimenti?
Non scrivo questa lettera per attaccare qualcuno in particolare, ma perché credo che i cittadini abbiano diritto a un'amministrazione che almeno risponda, prima ancora che agisca — e che una comunità meriti di godersi il proprio parco in sicurezza, non di doverlo evitare dopo il tramonto. Nel frattempo, ho ritenuto necessario informare anche la Prefettura di Lecco della vicenda.
Resto a disposizione per un confronto — quello vero, non quello sulla carta.Paola CampidoriResidente a Galbiate
Montanelli non ci sta dunque "a creare un caso dove non c'è", chiedendo di non fomentare lo scontro generazionale, innalzando muri in un paese dove, l'amministrazione, a suo giudizio, ha già dato prova di andare incontro alle esigenze anche dei più giovani, con ambienti e progetti loro dedicati. Ma si sa, fare qualcosa di "vietato" lo rende più interessante. "Siamo stati tutti ragazzi" aggiunge ancora il sindaco, evidenziando come, ogni estate emerga un "problema" di convivenza in una zona diversa del paese. "Siamo venuti a sapere anche di partitelle a calcio in centro. Abbiamo già provveduto a identificare i giocatori, facendo presente loro che quello non era il luogo più appropriato per sfidarsi. C'è chi l'ha capito e chi ha fatto più fatica...". Tornando al parco della biblioteca, Montanelli è ben consapevole che allungando l'orario d'accesso, la questione potrebbe riproporsi comunque come del resto che un progetto per potenziare l'illuminazione, facendo venir meno il senso di essere "appartati", potrebbe portare poi lamentele. Insiste dunque per la via dei controlli più serrati, invitando i residente, quando la tollerabilità viene superata, a chiamare il 112. Ad oggi, tra l'altro, non risultato, nelle ultime settimane, secondo quanto appreso dalla Stazione competente, richieste di intervento in emergenza.




















