Galbiate: ultima replica al sindaco
Articolo: Galbiate: le risposte alle domande della signora Paola
Gentile Sindaco Montanelli,
Questa sarà l'ultima comunicazione che le invio anche a mezzo stampa. Sono certa che vorrà riservare alla presente — e in generale alle comunicazioni private dei cittadini — la stessa sollecitudine e la stessa attenzione che ha dimostrato per la risposta pubblica, e che si attiverà per organizzare l'incontro, esteso agli altri abitanti confinanti con il parco che vorranno partecipare, per discutere insieme una soluzione concreta al problema. La ringrazio, detto questo, per la risposta così dettagliata e articolata che mi ha inviato. Mi permetta però di richiamare la sua attenzione su un dettaglio che, nella sua lunga replica, sembra esserle sfuggito: sono stata io stessa, nella lettera aperta, a proporre per prima un ampliamento degli orari serali di apertura del parco, proprio per garantire a giovani e famiglie uno spazio legittimo dove stare all'aperto. Sono quindi sinceramente lieta di scoprire, dalla sua risposta, che l'Amministrazione condivide nella sostanza questa esigenza. Mi fa piacere sapere che lei saluti con cordialità i ragazzi che giocano a carte all'interno di un parco chiuso al pubblico in orario notturno. Resta però un punto che non riguarda il gioco in sé, ma il principio: se esiste una regola — l'orario di chiusura del parco — questa vale per tutti, a prescindere da cosa si faccia una volta scavalcato il cancello o il muretto di confine di un vicino. Non credo esistano regole che si rispettano e altre che si possono derogare a seconda della simpatia che suscita chi le infrange: mi corregga se sbaglio, ma questo mi pare un principio elementare che ci insegna la legge stessa, non certo io. Apprezzo inoltre che lei sappia leggere così bene, tra le righe, il mio apprezzamento — o il mio mancato apprezzamento — per "l'impegno" profuso dagli uffici. Le assicuro fin d'ora che apprezzerò senza alcuna riserva i risultati concreti, quando e se si vedranno stabilmente sul territorio. Un'ultima annotazione, visto che la precisione lessicale conta, soprattutto quando si scrive a un cittadino: io ho parlato di consumo di sostanze stupefacenti, riscontrato di persona. Lei, nella sua risposta, mi attribuisce l'affermazione che i nostri giovani sarebbero "drogati". Per la Treccani, "drogato" indica una persona che fa uso abituale di sostanze stupefacenti o ne è dipendente, spesso sinonimo di tossicodipendente: non è esattamente la stessa cosa di "ho visto un gruppo di ragazzi consumare sostanze in un parco", ma se per lei la differenza è irrilevante, ne prendo atto. Tengo comunque a precisare, come già scritto nella mia prima segnalazione, che non è mai stata mia intenzione trasformare questo scambio in un botta e risposta. L'obiettivo che spero condividiamo resta trovare una soluzione concreta, non produrre giustificazioni scritte, per quanto articolate e dettagliate. Resto quindi in attesa della convocazione dell'incontro.
Distinti saluti
Gentile Sindaco Montanelli,
Questa sarà l'ultima comunicazione che le invio anche a mezzo stampa. Sono certa che vorrà riservare alla presente — e in generale alle comunicazioni private dei cittadini — la stessa sollecitudine e la stessa attenzione che ha dimostrato per la risposta pubblica, e che si attiverà per organizzare l'incontro, esteso agli altri abitanti confinanti con il parco che vorranno partecipare, per discutere insieme una soluzione concreta al problema. La ringrazio, detto questo, per la risposta così dettagliata e articolata che mi ha inviato. Mi permetta però di richiamare la sua attenzione su un dettaglio che, nella sua lunga replica, sembra esserle sfuggito: sono stata io stessa, nella lettera aperta, a proporre per prima un ampliamento degli orari serali di apertura del parco, proprio per garantire a giovani e famiglie uno spazio legittimo dove stare all'aperto. Sono quindi sinceramente lieta di scoprire, dalla sua risposta, che l'Amministrazione condivide nella sostanza questa esigenza. Mi fa piacere sapere che lei saluti con cordialità i ragazzi che giocano a carte all'interno di un parco chiuso al pubblico in orario notturno. Resta però un punto che non riguarda il gioco in sé, ma il principio: se esiste una regola — l'orario di chiusura del parco — questa vale per tutti, a prescindere da cosa si faccia una volta scavalcato il cancello o il muretto di confine di un vicino. Non credo esistano regole che si rispettano e altre che si possono derogare a seconda della simpatia che suscita chi le infrange: mi corregga se sbaglio, ma questo mi pare un principio elementare che ci insegna la legge stessa, non certo io. Apprezzo inoltre che lei sappia leggere così bene, tra le righe, il mio apprezzamento — o il mio mancato apprezzamento — per "l'impegno" profuso dagli uffici. Le assicuro fin d'ora che apprezzerò senza alcuna riserva i risultati concreti, quando e se si vedranno stabilmente sul territorio. Un'ultima annotazione, visto che la precisione lessicale conta, soprattutto quando si scrive a un cittadino: io ho parlato di consumo di sostanze stupefacenti, riscontrato di persona. Lei, nella sua risposta, mi attribuisce l'affermazione che i nostri giovani sarebbero "drogati". Per la Treccani, "drogato" indica una persona che fa uso abituale di sostanze stupefacenti o ne è dipendente, spesso sinonimo di tossicodipendente: non è esattamente la stessa cosa di "ho visto un gruppo di ragazzi consumare sostanze in un parco", ma se per lei la differenza è irrilevante, ne prendo atto. Tengo comunque a precisare, come già scritto nella mia prima segnalazione, che non è mai stata mia intenzione trasformare questo scambio in un botta e risposta. L'obiettivo che spero condividiamo resta trovare una soluzione concreta, non produrre giustificazioni scritte, per quanto articolate e dettagliate. Resto quindi in attesa della convocazione dell'incontro.
Distinti saluti
Paola Campidori




















