PD e AVS riscrivono la storia: prima la condanna in Consiglio, oggi la solidarietà

Abbiamo letto con stupore i comunicati del Partito Democratico e di Alleanza Verdi e Sinistra, nei quali viene espressa solidarietà ai manifestanti sanzionati in relazione ai fatti avvenuti durante la contromanifestazione del 28 aprile.

Una ricostruzione che non corrisponde ai fatti.

Eravamo entrambi presenti alla commemorazione, regolarmente autorizzata dalla Questura, svoltasi sotto la targa commemorativa installata da una giunta di centrosinistra in ricordo dei fatti lì avvenuti, e abbiamo assistito a una contromanifestazione che non aveva nulla di pacifico. Per tutta la durata della cerimonia si sono susseguiti cori, urla, fischi e slogan con il chiaro intento di disturbare e impedire il regolare svolgimento della commemorazione.

Tra i cori scanditi dai manifestanti vi erano anche "Uno, dieci, cento, mille Acca Larentia", “Sergio Ramelli assente”, oltre al gravissimo slogan rivolto al consigliere provinciale Antonio Pasquini: "Pasquini fascista, sei il primo della lista".

Va inoltre ricordato che gli stessi contestatori avevano annunciato una manifestazione per il 28 aprile, manifestazione che poi non si è svolta. Alla luce di quanto accaduto, appare evidente che l'obiettivo non fosse semplicemente quello di esprimere una legittima protesta, ma di creare una situazione di tensione e di contrapposizione.

Non si è trattato di una semplice contestazione politica. Si è assistito a comportamenti intimidatori nei confronti di un rappresentante delle istituzioni, con modalità e linguaggi che richiamano stagioni che dovrebbero appartenere definitivamente al passato. Non è la prima volta che si verificano simili circostanze: lo scorso anno, in Municipio, alcuni soggetti tentarono di entrare nel cortile con urla e lanciando sassi, cercando di impedire con la violenza il regolare svolgimento dell’iniziativa.

Proprio per questo, nel successivo Consiglio Provinciale, Luca Caremi ha espresso pubblicamente la propria solidarietà ad Antonio Pasquini.

A quel punto è intervenuto il capogruppo de “La provincia bene comune”, lista che raccoglie le varie anime della sinistra locale, Paolo Lanfranchi,-esponente di Avs- che, a nome del proprio gruppo, ha preso “le distanze da un metodo che non condividiamo assolutamente”, affermando inoltre che “le minacce sono comunque sbagliate, gli insulti sono comunque sbagliati” e che quei comportamenti erano “totalmente estranei al nostro modo di vedere e fare politica”.

Fa sorridere che oggi il Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra parlino di manifestazione pacifica, quando il loro stesso capogruppo in Consiglio Provinciale aveva preso le distanze da quei metodi, definendo minacce e insulti “totalmente estranei al nostro modo di fare politica”. Evidentemente, fuori dall’aula consiliare, la memoria diventa molto più selettiva.

Il Partito Democratico chiarisca una volta per tutte da che parte vuole stare: dalla parte di chi utilizza la protesta come strumento democratico di confronto, oppure dalla parte di chi trasforma il dissenso in occasione di scontro e violenza.

Manifestare è un diritto costituzionalmente garantito. Cercare di impedire con urla, insulti e intimidazioni lo svolgimento di una manifestazione autorizzata non lo è.

La libertà di manifestare non può trasformarsi nella pretesa di impedire agli altri di esercitare i propri diritti. Tantomeno può diventare il diritto di insultare e intimidire amministratori pubblici.

La coerenza dovrebbe essere il primo requisito della politica. Non si possono condannare minacce e intimidazioni nelle sedi istituzionali e poi, qualche settimana dopo, schierarsi dalla parte di chi è stato sanzionato per fatti avvenuti nel contesto di quella stessa contromanifestazione.

I cittadini meritano chiarezza. La democrazia si difende rispettando il diritto di tutti ad esprimersi, non cercando di mettere a tacere chi la pensa diversamente.
Luca Caremi e Antonio Pasquini, consiglieri provinciali
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