La Tari che (non) si racconta
Articolo: Tari al centesimo
Messaggio: Cara Leccoonline
Capisco il tentativo politico di far passare un messaggio: la TARI aumenta, quindi qualcuno deve essere chiamato a risponderne. È legittimo. È la politica.
Ma c'è una cosa che dovrebbe venire prima della politica: il rispetto per chi legge e per chi paga.
Per questo, leggendo le dichiarazioni di Venturini sulla Tari 2026 https://www.leccoonline.com/notizie/98711/tari-al-centesimo credo sia necessario rimettere qualche elemento al proprio posto. - Prima di tutto un elemento di ulteriore attenzione: Venturini è stato assessore all'Ambiente del Comune di Lecco dal 2015 al 2018, fino al rimpasto del 2018 voluto dal Sindaco Brivio.
Non è un dettaglio secondario, perché proprio quel ruolo rende ancora più importante ricordare alcune cose. La prima è che la TARI del 2026 non è semplicemente la TARI di ieri con qualche euro in più. Dal 2026 siamo dentro un nuovo periodo regolatorio, il MTR-3 di ARERA, che riguarda il quadriennio 2026-2029 e modifica il quadro nel quale vengono costruiti PEF e tariffe. Ci sono nuove componenti tariffarie e perequative che entrano nel sistema della TARI e che non possono essere semplicemente raccontate come una libera decisione della nuova amministrazione.
E soprattutto c'è un altro particolare che sarebbe bene ricordare: Il PEF non nasce con la Giunta Boscagli. Il Piano economico finanziario è la struttura sulla quale viene costruita la tariffa e il PEF 2026-2029 appartiene a un percorso regolatorio e amministrativo strutturato prima dell'insediamento della nuova amministrazione. Come peraltro detto pubblicamente pure nel secondo Consiglio comunale di poche settimane fa.
Questo non significa che la nuova Giunta non abbia responsabilità. Significa semplicemente che, quando si parla ai cittadini, sarebbe opportuno distinguere ciò che si eredita, ciò che è imposto dalle regole e ciò che invece è una scelta politica dell'amministrazione in carica.
Poi c'è il piccolo problema della memoria. Nel 2018, quando Ezio Venturini era assessore all'Ambiente, a Lecco la TARI aumentò di circa il 12%. Non lo dico io.
Lo scriveva la stampa locale: il PEF passò da 7,225 milioni del 2017 a 7,988 milioni del 2018 e le tariffe furono aumentate specularmente di circa il 12%. Ne parlava già nel febbraio 2018 di un aumento della TARI di circa il 10%, poi concretizzatosi nei valori definitivi.
E allora, per rispetto dei cittadini, una domanda molto semplice viene spontanea. Se oggi un aumento della TARI viene presentato come uno scandalo, come dobbiamo definire quello del 2018? Perché allora non c'era una nuova Giunta Boscagli alla quale attribuire la responsabilità. E soprattutto non c'era neppure l'attuale quadro regolatorio che oggi impone di costruire il sistema tariffario dentro le regole del nuovo MTR-3. Insomma: si può discutere tutto. Si può contestare ogni aumento. Si può chiedere alla Giunta di fare di più per contenere la TARI, Si possono contestare le scelte del PEF, il costo del servizio, la qualità della raccolta e ogni euro che finisce sulla bolletta. Ma bisogna raccontare tutto.
Perché confrontare una percentuale di oggi con una percentuale di ieri senza spiegare che nel frattempo sono cambiate le regole, la struttura del PEF e le componenti della tariffa non è informare. È suggerire una conclusione. E un conto è fare politica. Un altro è far credere.
Anche perché Venturini non è un cittadino qualunque che commenta sui social: è un ex assessore, un esponente politico, un ex candidato alle ultime elezioni.
Proprio per questo dovrebbe avere un'attenzione ancora maggiore alla precisione delle informazioni che mette nello spazio pubblico. E qui arriviamo anche al tema pensioni, utilizzato nel ragionamento per fare un confronto con l'aumento della TARI. Anche in questo caso sarebbe utile essere precisi: gli aumenti delle pensioni vanno letti tutti. Nel 2026, l'aumento come riporta lo stesso Venturini è del 1,4% (per le fasce più fragili) nel 2018, quando lui con la sua Giunta aumentava del 12% la Tari, l'aumento delle pensioni era ancora meno, l'1,1%. Quindi non basta prendere una percentuale e usarla come termine di paragone per costruire un effetto politico.
Insomma, nessuno pretende che un (pur ex) politico rinunci a criticare. Ma almeno che critichi con tutti i dati sul tavolo.
Perché la TARI è una cosa troppo concreta per i cittadini per diventare l'ennesimo terreno nel quale vince chi racconta meglio la propria versione. E se un giornale offre quello spazio a un esponente politico, il giornale fa il suo mestiere. Ma proprio per questo sarebbe auspicabile, dove può, che facesse anche quello di verificare. Non per difendere Boscagli. Non per difendere la vecchia amministrazione. Non per difendere Venturini. Semplicemente per difendere una cosa che dovrebbe interessarci tutti: la verità dei numeri e il rispetto di chi li paga. Perché se alla fine ci cascano i cittadini, è grave. Ma se cominciano a cascarci anche i giornali, diventa un problema ancora più grande.
Messaggio: Cara Leccoonline
Capisco il tentativo politico di far passare un messaggio: la TARI aumenta, quindi qualcuno deve essere chiamato a risponderne. È legittimo. È la politica.
Ma c'è una cosa che dovrebbe venire prima della politica: il rispetto per chi legge e per chi paga.
Per questo, leggendo le dichiarazioni di Venturini sulla Tari 2026 https://www.leccoonline.com/notizie/98711/tari-al-centesimo credo sia necessario rimettere qualche elemento al proprio posto. - Prima di tutto un elemento di ulteriore attenzione: Venturini è stato assessore all'Ambiente del Comune di Lecco dal 2015 al 2018, fino al rimpasto del 2018 voluto dal Sindaco Brivio.
Non è un dettaglio secondario, perché proprio quel ruolo rende ancora più importante ricordare alcune cose. La prima è che la TARI del 2026 non è semplicemente la TARI di ieri con qualche euro in più. Dal 2026 siamo dentro un nuovo periodo regolatorio, il MTR-3 di ARERA, che riguarda il quadriennio 2026-2029 e modifica il quadro nel quale vengono costruiti PEF e tariffe. Ci sono nuove componenti tariffarie e perequative che entrano nel sistema della TARI e che non possono essere semplicemente raccontate come una libera decisione della nuova amministrazione.
E soprattutto c'è un altro particolare che sarebbe bene ricordare: Il PEF non nasce con la Giunta Boscagli. Il Piano economico finanziario è la struttura sulla quale viene costruita la tariffa e il PEF 2026-2029 appartiene a un percorso regolatorio e amministrativo strutturato prima dell'insediamento della nuova amministrazione. Come peraltro detto pubblicamente pure nel secondo Consiglio comunale di poche settimane fa.
Questo non significa che la nuova Giunta non abbia responsabilità. Significa semplicemente che, quando si parla ai cittadini, sarebbe opportuno distinguere ciò che si eredita, ciò che è imposto dalle regole e ciò che invece è una scelta politica dell'amministrazione in carica.
Poi c'è il piccolo problema della memoria. Nel 2018, quando Ezio Venturini era assessore all'Ambiente, a Lecco la TARI aumentò di circa il 12%. Non lo dico io.
Lo scriveva la stampa locale: il PEF passò da 7,225 milioni del 2017 a 7,988 milioni del 2018 e le tariffe furono aumentate specularmente di circa il 12%. Ne parlava già nel febbraio 2018 di un aumento della TARI di circa il 10%, poi concretizzatosi nei valori definitivi.
E allora, per rispetto dei cittadini, una domanda molto semplice viene spontanea. Se oggi un aumento della TARI viene presentato come uno scandalo, come dobbiamo definire quello del 2018? Perché allora non c'era una nuova Giunta Boscagli alla quale attribuire la responsabilità. E soprattutto non c'era neppure l'attuale quadro regolatorio che oggi impone di costruire il sistema tariffario dentro le regole del nuovo MTR-3. Insomma: si può discutere tutto. Si può contestare ogni aumento. Si può chiedere alla Giunta di fare di più per contenere la TARI, Si possono contestare le scelte del PEF, il costo del servizio, la qualità della raccolta e ogni euro che finisce sulla bolletta. Ma bisogna raccontare tutto.
Perché confrontare una percentuale di oggi con una percentuale di ieri senza spiegare che nel frattempo sono cambiate le regole, la struttura del PEF e le componenti della tariffa non è informare. È suggerire una conclusione. E un conto è fare politica. Un altro è far credere.
Anche perché Venturini non è un cittadino qualunque che commenta sui social: è un ex assessore, un esponente politico, un ex candidato alle ultime elezioni.
Proprio per questo dovrebbe avere un'attenzione ancora maggiore alla precisione delle informazioni che mette nello spazio pubblico. E qui arriviamo anche al tema pensioni, utilizzato nel ragionamento per fare un confronto con l'aumento della TARI. Anche in questo caso sarebbe utile essere precisi: gli aumenti delle pensioni vanno letti tutti. Nel 2026, l'aumento come riporta lo stesso Venturini è del 1,4% (per le fasce più fragili) nel 2018, quando lui con la sua Giunta aumentava del 12% la Tari, l'aumento delle pensioni era ancora meno, l'1,1%. Quindi non basta prendere una percentuale e usarla come termine di paragone per costruire un effetto politico.
Insomma, nessuno pretende che un (pur ex) politico rinunci a criticare. Ma almeno che critichi con tutti i dati sul tavolo.
Perché la TARI è una cosa troppo concreta per i cittadini per diventare l'ennesimo terreno nel quale vince chi racconta meglio la propria versione. E se un giornale offre quello spazio a un esponente politico, il giornale fa il suo mestiere. Ma proprio per questo sarebbe auspicabile, dove può, che facesse anche quello di verificare. Non per difendere Boscagli. Non per difendere la vecchia amministrazione. Non per difendere Venturini. Semplicemente per difendere una cosa che dovrebbe interessarci tutti: la verità dei numeri e il rispetto di chi li paga. Perché se alla fine ci cascano i cittadini, è grave. Ma se cominciano a cascarci anche i giornali, diventa un problema ancora più grande.
Paolo Trezzi




















