Tentato omicidio in piazza Mazzini: l'arrestato racconta la sua versione. C'è un video dell'aggressione
Non solo l'83enne che sabato ha ucciso il figlio a Colico. Oggi, tradotto anch'egli dalla polizia penitenziaria del carcere di Pescarenico, è comparso dinnanzi al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecco pure il marocchino che, nella stessa serata, ha ripetutamente colpito al volto con una tenaglia un connazionale in piazza Mazzini. Tentato omicidio il reato ascritto al magrebino, classe 1981, dovendo lo stesso rispondere anche di rapina e resistenza a pubblico ufficiale sempre nell'ambito dell'aggressione che lo ha portato dritto dietro le sbarre.

Al cospetto del dottor Salvatore Catalano, ha scelto di raccontare la propria versione dei fatti spiegando di conoscere la controparte vivacchiando entrambi, senza fissa dimora, nella zona della stazione. Già a inizio agosto i due avrebbero avuto le prime frizioni: il 45enne si sarebbe visto fregare da quell'altro lo zaino. All'interno c'erano il cellulare e dei documenti che avrebbe rivoluto indietro avendo tra qualche giorno appuntamento con una volontaria a cui si era rivolta per provare ad ottenere il permesso di soggiorno dopo che la prima pratica presentata era finita nel nulla, probabilmente a seguito… della sua incarcerazione in Toscana. Ebbene sì, il magrebino parrebbe avere già avuto, per sua stessa ammissione, pur risultando ancora incensurato agli atti, un inciampo con la giustizia, con un passaggio in cella a Firenze. Libero da quattro mesi, il 4 agosto si era presentato lui stesso dai Carabinieri per sporgere querela, raccontando della sparizione della zaino, pur non accusando esplicitamente nessuno del furto subito.
Sabato, nella sua versione, si sarebbe incontrato con il (presunto) ladro. La controparte, forse alticcia, avrebbe iniziato a ingiuriare la madre, defunta, del 45enne che, ha comunque negato di aver minacciato a sua volta con un coltello il connazionale per farsi consegnare lo zaino. Del resto la lama stessa non sarebbe stata trovata. Mentre all'arrivo dei Carabinieri sulla "scena del crimine" c'era effettivamente la tenaglia utilizzata dall'arrestato per colpire alla testa il conoscente. L'arnese, in origine, sarebbe stato nelle disponibilità della vittima stessa che lo userebbe, ha spiegato l'aggressore, nei negozi per asportare i dispositivi antitaccheggio. Il fermato ha ammesso di aver picchiato con il "ferro" la controparte: questa parte dell'accaduto è documentata anche da un video registrato da una lecchese accorsa ad una finestra attratta dalle urla che giungevano della piazza. Il filmato, prodotto agli atti è stato visionato quest'oggi direttamente al cospetto del dottor Catalano. A suo dire, invece, il 45enne non avrebbe detto alle divise giunte in posto "per fortuna siete arrivati altrimenti lo uccidevo", frase che, di contro, gli viene attribuita.
Se quest'oggi la Procura, nella persona del sostituto Pasquale Gaspare Esposito, ha insistito per la convalida dell'arresto e l'applicazione a carico del marocchino della custodia cautelare in carcere, il difensore dell'uomo ha avanzato richiesta al giudice affinché riveda i reati contestati in particolare per quanto attiene il tentato omicidio, da riqualificare in lesioni (anche in considerazione dell'ospedalizzazione in codice giallo rubricato come "urgenza differibile" della persona offesa, in condizioni dunque non particolarmente gravi), esprimendo altresì dubbi anche sulla rapina. Attesa nelle prossime ore la pronuncia del dottor Catalano.

Al cospetto del dottor Salvatore Catalano, ha scelto di raccontare la propria versione dei fatti spiegando di conoscere la controparte vivacchiando entrambi, senza fissa dimora, nella zona della stazione. Già a inizio agosto i due avrebbero avuto le prime frizioni: il 45enne si sarebbe visto fregare da quell'altro lo zaino. All'interno c'erano il cellulare e dei documenti che avrebbe rivoluto indietro avendo tra qualche giorno appuntamento con una volontaria a cui si era rivolta per provare ad ottenere il permesso di soggiorno dopo che la prima pratica presentata era finita nel nulla, probabilmente a seguito… della sua incarcerazione in Toscana. Ebbene sì, il magrebino parrebbe avere già avuto, per sua stessa ammissione, pur risultando ancora incensurato agli atti, un inciampo con la giustizia, con un passaggio in cella a Firenze. Libero da quattro mesi, il 4 agosto si era presentato lui stesso dai Carabinieri per sporgere querela, raccontando della sparizione della zaino, pur non accusando esplicitamente nessuno del furto subito.
Sabato, nella sua versione, si sarebbe incontrato con il (presunto) ladro. La controparte, forse alticcia, avrebbe iniziato a ingiuriare la madre, defunta, del 45enne che, ha comunque negato di aver minacciato a sua volta con un coltello il connazionale per farsi consegnare lo zaino. Del resto la lama stessa non sarebbe stata trovata. Mentre all'arrivo dei Carabinieri sulla "scena del crimine" c'era effettivamente la tenaglia utilizzata dall'arrestato per colpire alla testa il conoscente. L'arnese, in origine, sarebbe stato nelle disponibilità della vittima stessa che lo userebbe, ha spiegato l'aggressore, nei negozi per asportare i dispositivi antitaccheggio. Il fermato ha ammesso di aver picchiato con il "ferro" la controparte: questa parte dell'accaduto è documentata anche da un video registrato da una lecchese accorsa ad una finestra attratta dalle urla che giungevano della piazza. Il filmato, prodotto agli atti è stato visionato quest'oggi direttamente al cospetto del dottor Catalano. A suo dire, invece, il 45enne non avrebbe detto alle divise giunte in posto "per fortuna siete arrivati altrimenti lo uccidevo", frase che, di contro, gli viene attribuita.
Se quest'oggi la Procura, nella persona del sostituto Pasquale Gaspare Esposito, ha insistito per la convalida dell'arresto e l'applicazione a carico del marocchino della custodia cautelare in carcere, il difensore dell'uomo ha avanzato richiesta al giudice affinché riveda i reati contestati in particolare per quanto attiene il tentato omicidio, da riqualificare in lesioni (anche in considerazione dell'ospedalizzazione in codice giallo rubricato come "urgenza differibile" della persona offesa, in condizioni dunque non particolarmente gravi), esprimendo altresì dubbi anche sulla rapina. Attesa nelle prossime ore la pronuncia del dottor Catalano.
A.M.




















